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Darwinismo e politica

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Dettagli prodotto:

Copertina flessibile: 412 pagine

Editore: AM Edizioni

Collana: Scandagli

Lingua: Italiano

ISBN-10: 8894332346

ISBN-13: 9788894332346

 


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Che il filosofo David George Ritchie non sia conosciuto come meriterebbe è motivo di un certo rammarico. Tuttavia, forse il vento sta cambiando. Il pubblico, oggi, si sta di nuovo interessando a Ritchie in maniera seria. Ci sono, per esempio, quelli che ammirano la sua ambizione di unificare filosofia e scienza nel segno dell’evoluzionismo darwiniano; altri sono interessati alle sue obiezioni alle varie forme di darwinismo sociale prevalenti alla fine del diciannovesimo secolo; altri ancora guardano con fascino alla filosofia socio-politica liberale e ammirano lo sviluppo operato da Ritchie del pensiero di Green in direzione di una interpretazione socialista della filosofia idealista o ai suoi estesi scritti sui diritti naturali.

 

I saggi qui tradotti sono di primaria importanza. Essi mostrano il suo debito nei confronti della filosofia di Hegel e la sua rilevanza come pensatore idealista, sociale e politico nel mettere a fuoco le implicazioni di Darwin per la società. Egli trascende il contesto in cui scrisse le sue critiche e così non risulta di interesse meramente storico o antiquario, ma di interesse continuativo per chiunque al giorno d’oggi si occupi di questioni cruciali per la comprensione dell'uomo nell'ordine evolutivo degli esseri viventi e come animale politico.

 

Dalla Nota introduttiva di James Connelly


 

 

L'AUTORE

 

David George Ritchie (1853-1903) è stato uno dei più importanti esponenti dell’idealismo britannico e del cosiddetto New Liberalism. Allievo dell’influente filosofo e politico Thomas Hill Green, primo grande teorico del socialismo liberale e fondatore della scuola idealista di Oxford, Ritchie ha aggiunto alle grandi intuizioni metafisiche ed etiche del maestro una profonda conoscenza delle scienze naturali e un ulteriore accento Radical. Confrontandosi in particolare con le teorie di Charles Darwin, è stato tra i primi pensatori a individuare una precisa compatibilità tra l’evoluzionismo e la filosofia hegeliana, mostrando come le conseguenze politiche delle due teorie dovessero condurre a risvolti fortemente solidaristici e welfaristici, in aperta opposizione all’individualismo di Herbert Spencer.

 

« È piuttosto fuori luogo considerare ai nostri giorni la “competizione aperta” come una panacea per tutti i mali sociali. Coloro che davvero desiderano fare affidamento sulla Selezione Naturale nella sua forma originaria – che opera mediante l’estinzione dell’inadatto – devono essere pronti a privare la razza umana di tutti quei risultati della civilizzazione ottenuti con tanto sacrificio e a tornare prima alla barbarie, e poi ad una generale rincorsa alle noccioline nella foresta primordiale – dalla quale, comunque, la Selezione Naturale nelle sue forme ascendenti graduali creerebbe un giorno di nuovo la società civile. L’aperta competizione potrebbe portare risultati di un qualche valore se ognuno al momento della partenza fosse onesto, corresse con le proprie gambe e portasse lo stesso peso; ma l'aperta competizione tra un uomo in un sacco con un fardello sulle spalle, un altro con un buon cavallo ed un terzo con un treno espresso è una farsa, ed una cosa crudele, quando la corsa vien fatta per la vita. » (David George Ritchie, Darwinismo e politica)

 

 I CURATORI

 

Antonio Lombardi (Foggia, 1991) si è laureato in Filosofia e Scienze Filosofiche (2012 e 2014) rispettivamente con una tesi introduttiva al pensiero di Nicolás Gómez Dávila (Nicolás Gómez Dávila e la Modernità, Limina Mentis 2015) e una dedicata alla figura di Gustavo Bontadini nel contesto del pensiero italiano del Novecento (Il volto epistemico della filosofia italiana. La Neoclassica di Gustavo Bontadini, AM Edizioni 2018), discusse entrambe con Costantino Esposito. Nel 2019 consegue il dottorato in filosofia e storia presso l'Università di Bari, con una ricerca sulla filosofia della natura hegeliana e sul suo rapporto con le teorie evoluzionistiche. È stato Visiting Postgraduate Research Student presso l'università di Hull (UK), dove ha approfondito il pensiero di Darwin e degli idealisti inglesi; ha partecipato a diversi congressi internazionali, come Hegel and the Philosophy of Action (Valencia 2016); scrive abitualmente articoli per giornali e riviste specialistiche, occupandosi prevalentemente di idealismo, filosofia italiana e di Gómez Dávila, di cui ha tradotto alcune opere. Attualmente, sta approfondendo i suoi studi di filosofia italiana, con particolare attenzione al pensatore pugliese Pantaleo Carabellese, e di filosofia della natura.

 

Gabriele Zuppa (Padova, 1980), si è laureato in filosofia con Franco Volpi nel 2005 a Padova con una tesi sul nichilismo e la crisi dei valori (Esprimersi ed essere, Il Filo 2008). Dal 2007 è docente di filosofia e storia nei licei. Dopo le specializzazioni in Studi interculturali a Padova (2008) e in Counseling a Venezia (2010) ha conseguito il Dottorato di ricerca in filosofia teoretica a Trento (2014) con una tesi sul pensiero di Nicolás Gómez Dávila in rapporto alla modernità filosofica (Nicolás Gómez Dávila e la Modernità, Limina Mentis 2015). Tra le sue ultime pubblicazioni: il Platone democratico (Circolo Proudhon 2016) e la traduzione di due saggi inediti di Gómez Dávila, il Texto VI e il De iure, contenuti in Apocalisse democratica (AM Edizioni 2018).

 

Traduttori: Diletta Badaile, Tommaso Bertollo, Antonio Lombardi, Giacomo Pegoraro, Alice Polerà, Elena Stocco, Yassemine Zitouni, Angelo Zurlo.