Non si è mai felici, ma innamorati sempre del non essere ancora eterni.


di Fausto Trapletti


Muovendo da testi di Dostoevskij e Huxley si vuole porre e cercare di analizzare brevemente la questione se sia possibile essere contemporaneamente liberi e felici.


di Riccardo Sasso


Socialismo e cristianesimo, qualcuno dirà, “due storici avversari”. Ma è veramente così? Forse sono stati i cristiani e i socialisti a combattersi, ma Cristo non sarebbe stato nemico del socialismo. Forse è stata la Chiesa che, tra XIX e XX secolo, ha strenuamente combattuto il socialismo, senza rendersi conto di come questo non fosse antitetico alla corretta interpretazione del messaggio di Gesù Cristo. Questa è la tesi del teologo e pastore luterano svizzero Karl Barth (1886-1968), sostenuta nel discorso tenuto presso il Circolo operaio di Safenwil, il 17 dicembre  1911.

 



Lo studio della storia, della filosofia, della psicologia o persino delle lingue risulta tutt’oggi a dir poco insufficiente e poco spendibile nel mondo del lavoro. Il cammino degli umanisti è abbastanza amaro e tortuoso, soprattutto quando si realizza che si sarebbe potuto investire lo stesso tempo in discipline che avrebbero dato maggiore soddisfazione nel mondo del lavoro. Ma è realmente così?


«La noia è l'uccello incantato che cova l'uovo dell'esperienza» scriveva Walter Benjamin nell’Angelus Novus. Mentre la noia ha spesso beneficiato di giudizi positivi nel corso dello sviluppo del pensiero, lo stesso trattamento non è stato riservato a quella condizione umana che cade sotto il nome di taedium vitae.


In questo testo vorremmo dare un'interpretazione per certi versi “eretica” del famoso filosofo greco attraverso una lettura di alcune parti del celebre dialogo “Il Sofista”.




«Lo sguardo disinfettante dell'intelligenza è l'unica profilassi contro le purulenze della vita» (Nicolás Gómez Dávila, In margine a un testo implicito).

Il libro dello studioso Aldo Vitale è di grande lucidità, permettendo una analisi razionale e puntuale degli accadimenti occorsi tra il 2020 e il 2022 e delle questioni ad esse implicite, dei possibili sviluppi futuri e delle trame complessive, nonché di carattere sistemico.


Il nazionalismo negli ultimi anni in Europa ha acquisito un rilievo particolare, diventando una fonte di conflitto difficile da ignorare. Per comprendere meglio questi fenomeni, sembra necessaria una precisazione concettuale su come si possano definire le idee di nazionalismo da un lato e le idee di nazione dall’altro, ed il rapporto tra nazionalismo e cosmopolitismo.


Una delle conseguenze filosofiche del darwinismo è la pretesa di poter spiegare il superiore per mezzo dell’inferiore, l’uomo per mezzo del babbuino, associando la mera analisi cronologica del passato con l’indagine del significato di un determinato individuo. Sotto questo punto di vista origine e validità non assumono significati separati, ma hanno lo stesso portato sul piano filosofico. 



di Francesco Neri


Giulietto Chiesa, spirito libero, non disposto, in nessun modo, a salire sul carro dei vincitori per tesserne le lodi, offre un magnifico esempio: una vita spesa contro corrente, in difesa della verità, anche al costo di vedersi ostracizzato dai palcoscenici del giornalismo che conta.


Il nostro benessere è destinato ad essere un fuoco di paglia della storia, perché il baratro che si para di fronte a noi mette in mostra tutti i limiti di questo tipo di progresso “scorsoio” e delle fondamenta su cui si regge: nello stesso momento ci troviamo a dover affrontare guerre, recessione economica, pandemia, riscaldamento globale, inquinamento, siccità e carestia, perdita della biodiversità. Di fronte ai suddetti eventi il futuro si prospetta così cupo da farci persino rivalutare lo “splendente” passato da cui veniamo: a che prezzo tale progresso è stato ottenuto? A cosa ci ha portati?


Quella di Kafka è una vita che si può definire come una lotta tra la sua persona e il mondo fuori, tant’è che l’autore scrive spesso di sentirsi come uno spettatore in balia della corrente, del flusso di vita, che guarda ciò che accade intorno. Egli rimane chiuso e sospeso in un microcosmo nella sua mente, dal quale non riesce a liberarsi. Per questo preferisce essere demolito dall’esterno e dalla sua solitudine esistenziale perché solo così, solo spezzandosi riesce a capire e rappresentare il mondo: un mondo pieno e vitale nella sua insignificanza.




Che cos’è un dispositivo tecnologico e come opera? Secondo quali criteri e principi si sviluppa la sua interazione con l’essere umano? A partire da questi interrogativi, cercheremo di far emergere il concetto di vulnerabilità, strettamente intrecciata al rapporto fra etica e tecnologia.


Nel novembre del 1859 esce la prima edizione de l’Origine delle specie di Charles Darwin, un libro che entrerà nella ristretta cerchia di quelle opere che hanno dato il via ad una rivoluzione concettuale. La portata rivoluzionaria della teoria dell’evoluzione è l’abbattimento della credenza che le specie siano immutabili e che permangano nello stato in cui sono state create. L’uomo non è quindi una creatura speciale, anche lui ha una storia: un tempo non esisteva e nel futuro si estinguerà.


L’interfacciarsi del pensiero con la realtà del Divino non è mai statica ma dinamica. Il parlare di Dio non è una “sublime ricapitolazione” com’ebbe a definirla il venerabile Jorge de Il nome della rosa. Quale arroganza acceca l’uomo che pensa di esaurire con la sua ragione l’Inesauribile … 

Tradizionalmente, la filosofia e la teologia hanno concepito Dio alla stregue del parmenideo “Essere assolutamente necessario” (ontoteologia). Questa concezione, però, è stata messa in discussione da filosofi come Luigi Pareyson. Pareyson ha visto in questa concezione, ‘necessitarista’, un elemento di svilimento del Divino. Dio dovrebbe essere concepito invece come Libertà assoluta. Nel seguente articolo andremo a ripercorrere i punti salienti della concezione di Pareyson.



di Alessandro Tosolini


L’affermazione che non esista una base filosofica del marxismo è piuttosto diffusa. Eppure è forse nell'opera più famosa di Marx, Il Capitale, che possiamo rinvenire quella logica dialettica che Marx trae da Hegel. Una delle questioni più interessanti riguarda il rapporto tra astratto e concreto.

di Cristina Tessarollo


Non verrà un momento in cui si starà vivendo il futuro, se non lo consideriamo già parte del presente, se già non rendiamo presente – iniziando a realizzarlo – ciò che ci auguriamo. Ogni singolo giorno è parte di esso, ogni giorno presente è già un giorno futuro.  

di Antonio Tricoli


È opinione comune che l’uomo moderno disponga degli strumenti tecnologico-scientifici di cui si serve in vista del soddisfacimento degli scopi che decide di imporsi. La presa di coscienza di tale opinione ne attesta la veridicità? A tale quesito, una risposta interessante e particolarmente lucida ci è offerta dal pensiero di Emanuele Severino.



di Fausto Trapletti


Tra amore e giustizia pensati come principi normativi della prassi c’è, ci può essere o ci deve essere una dialettica, oppure sono vicendevolmente escludenti? 

di Michele Ciraci


Nello scenario di guerra sul suolo ucraino siamo stati in grado (e lo siamo ancora) di vedere in opera l’esercito russo, considerato da molti quale il più solido ed equipaggiato dopo quello americano. Tuttavia, almeno per ora, l’armata rossa pare aver deluso le aspettative sul suo conto: la prospettiva di una ‘guerra lampo’ auspicata da Putin non si è verificata non solo per l’eroica resistenza ucraina, ma anche per l’inaspettata inefficienza e disorganizzazione manifestata dai soldati russi. 


Se uno Stato che ha il compito di garantire la sicurezza dei suoi cittadini diviene un gigantesco campo di battaglia che causa centinaia di morti civili, in cui lo scontro e l’opposizione regnano in sanguinari massacri, ove la pace viene oppressa per definizione dalla guerra d’invasione, come potrà mai reagire il popolo? 





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