Novità!


« Siamo tanto abituati a camuffarci di fronte agli altri che finiamo per camuffarci anche davanti a noi stessi. » (François de La Rochefoucauld, Massime)





Nell’Europa del XIX secolo, l’opera di Augusto Vera contribuì a diffondere la filosofia di Hegel, rendendola più accessibile e presentandone la forza e il valore autentico. Comprendere Hegel nella sua originalità diviene essenziale, se si vuole apprezzare appieno il suo contributo alla storia del pensiero.



Cos’hanno in comune Strappare lungo i bordi (la nuova serie di Zerocalcare), scimmie, lupi e la filosofia? All’apparenza poco, o nulla. Per il filosofo Mark Rowlands invece, almeno tra animali e filosofia, c’è un legame molto profondo.


di Maria Chiara Scopelliti


Analisi di un tentato revisionismo storiografico e del fragile equilibrio fra verità storica e di Stato, passando fra i banchi di scuola.

di Pasquale Noschese


Ogni momento storico ha i suoi parametri per definire e riconoscere chi è "colto". I nostri si stanno evolvendo in una direzione ben precisa.


In Giappone si festeggia un evento tradizionale, chiamato Hanami (letteralmente: guardare i fiori), durante il quale tantissimi giapponesi, all’inizio della primavera, si riuniscono nei giardini e nei parchi per ammirare la fioritura dei ciliegi. La sineddoche “fiori” per ciliegi dà l’idea del profondo legame di questo albero con la cultura giapponese. 




Ci troviamo in una pandemia aggressiva e inedita, ma il clima sociale che abitiamo di questi tempi è pericoloso quanto il virus che ci minaccia. L'asprezza delle dichiarazioni, dei provvedimenti, delle "chiusure" dimostra una tensione palpabile, che dovrebbe cominciare a preoccuparci.


Abbattere il capitalismo è necessario, ma sarà sufficiente?


Cosa ne è, oggi, del sognatore? Che vita ha allinterno della nostra società? In una società fagocitata dal tempo, in cui quel che si desidera ha una sembianza, un prezzo e lo si può ottenere, che cosa sogna il sognatore? Il timore è che anche il sognatore debba piegarsi a una logica per la quale nulla ha un reale valore se non si può toccare e possedere. Non dovrebbe il desiderio essere astratto per il solo motivo di spingerci ad agire continuamente verso un fine (irraggiungibile) che alla fine coinciderà col nostro essere?



di Antonietta Florio


Una riflessione sul tema della libertà in Sartre, un tema strettamente legato ai problemi dell'esistenza e dell'angoscia e quindi al nucleo centrale della sua filosofia esistenzialista. 


L’idea della bellezza è percepibile attraverso i sensi e in questo modo instaura una relazione più stretta con l’essere umano. L’arte diventa il luogo in cui si cercano di superare le contraddizioni dei sistemi filosofici: la contrapposizione tra io e non-io, fenomeno e noumeno, materiale e spirituale.

di Roberta Simioni


La gonna è un capo di abbigliamento molto diffuso in tutto il mondo. Essa però viene considerata un indumento esclusivamente femminile. Ciò che non molti sanno è che inizialmente era considerata un capo unisex, indossata da chiunque. Nei secoli ha subito molteplici cambiamenti nei costumi e nell'immaginario collettivo, al punto che oggi è abbandonata dagli uomini, per i quali è perfino una sorta di tabù – che però sembra iniziare a sfumare. Negli ultimi tempi sono stati fatti molti progressi per far rinascere la gonna da uomo. Ma c'è chi la pensa diversamente.  




Spesso le testimonianze letterarie raccolte in una particolare epoca possono aiutarci a ricostruire il tessuto di idee di un’intera generazione di autori, anche in ambito scientifico. Alla luce del dibattito sul concetto di progresso che imperversò nel mondo vittoriano contemporaneo a Darwin, le pagine degli scrittori e dei romanzieri di quel periodo possono offrici un punto di vista in grado di farci comprendere meglio i termini di quel contesto di idee. 

di Sofia Gallinaro


I talebani hanno riconquistato l'Afghanistan, instaurando un duro governo. A esserne più colpite sono sicuramente le donne, da sempre trattate come merce. Fra loro c'è chi cerca di scappare e chi invece prova a restare e protestare, per quanto le conseguenze possano essere pericolose.

 


Pregiudizi, stereotipi, generalizzazioni, luoghi comuni, cliché, ecc. sono da considerare ostacoli alla costruzione di ragionamenti rigorosi, coerenti e validi; ostacoli che, abbracciando una prospettiva un po’ più ampia, risultano cruciali per l’edificazione stessa del bene.




«Basta che la pioggia incominci a battere sul tetto, perché non solo la legna disposta nel camino, ma stessa struttura intramontabile della verità {permanente} si presenti con un nuovo senso. Quando sopraggiunge la pioggia, sopraggiunge infatti il legame tra la pioggia e l’intramontabile e in questo legame l’intramontabile si presenta con un nuovo senso diverso da quello che esso presenta in quanto legato all’imminenza della pioggia » (Emanuele Severino, Destino della necessità).

di Riccardo Bassani


“Io da grande vorrei essere un supereroe”, “Io vorrei andare nello spazio”, “Io vorrei cambiare il mondo”, ammettiamolo, chi da bambino non ha mai risposto in modo così irrealistico alla classica domanda “Cosa farai da grande?”. Nessuna di queste risposte era banale, eppure nell’espressione dell’adulto che aveva posto la domanda spuntava un sogghigno, un sorrisetto che derideva i nostri sogni ambiziosi, accompagnato da frasi rassegnate come: “Deve ancora capire come funziona la vita” sussurrate all’orecchio dell’amico. Gran parte di questi sogni si sono infranti, cosa ha cambiato il bambino che era in noi?  

 


Pregiudizi, stereotipi, generalizzazioni, luoghi comuni, cliché, ecc. sono da considerare ostacoli alla costruzione di ragionamenti rigorosi, coerenti e validi; ostacoli che, abbracciando una prospettiva un po’ più ampia, risultano cruciali per l’edificazione stessa del bene.




È con la superficialità degli atteggiamenti quotidiani, con la banalità – per dirla con Hannah Arendt – della polemica meschina che danneggiamo quel confronto dialettico e veramente scientifico in cui consiste innanzitutto una democrazia.

di Pietro Mazzon


«Pare che del nemico non si possa fare a meno. La figura del nemico non può essere abolita dai processi di civilizzazione. Il bisogno è connaturato anche all’uomo mite e amico della pace» (Umberto Eco, Costruire il nemico).


La Covid-19 è ormai diventata la triste quotidianità della vita di noi tutti, purtuttavia è curioso come molti non sappiano in che modo sia nata o pensino che sia un qualcosa di naturale e casuale, contro il quale possiamo solo stringere i denti passivamente. Eppure...




È un luogo comune quello per cui la didattica dovrebbe essere diretta allo sviluppo dell’autonomia e del pensiero originale dell’alunno. Per quanto ci siano sempre mille buoni propositi a riguardo, spesso sembra che l’azione pedagogica sia tutt'ora incanalata sui binari dell'insegnamento passivo e fin troppo meccanico.


Un libro di Corrado Claverini rimette al centro il tema della nazionalità della filosofia, sollevando la questione del legame tra pensiero e territorio. Questione difficile ma essenziale, perché ne va del rapporto tra universale e particolare, concetto e storia, verità ed esperienza. Il modo in cui i filosofi italiani hanno pensato la propria tradizione può essere una preziosa  chiave d'accesso a questo problema.


All'interno di un dibattito, di norma, si possiede una propria opinione sul tema in esame. Raramente è esplicitata la valenza del modo in cui questo avviene e proprio per questo il dibattito fallisce. Per progredire nel confronto occorre esserne coscienti.