La novità di AM Edizioni



Il senso di colpa, sentimento umano, rivela nel profondo un Amore incondizionato e sublime nei confronti dell’Altro, concepito come complementare a se stessi. 




Proponiamo qui il discorso, presentato alla sesta edizione della David Foster Wallace Conference, che cerca di mettere in luce come sia Wittgenstein che Wallace abbiano considerato il "sentimento religioso" come risposta filosofica al solipsismo del nostro tempo.

di Edoardo De Santis


Cosa può rappresentare realmente la filosofia per l’uomo? È destinata a rimanere pura teoria, appannaggio di pochi studiosi ed appassionati?

di Giulia Contin


Anche nella giornata dell’8 marzo, Festa Internazionale della Donna, abbiamo contato una serie di femminicidi. Mentre in un giorno così importante folle si muovevano in piazza per ottenere la parità dei diritti e la parità di genere, altre donne venivano violentate e sottomesse da uomini che pensano di avere il potere sulla loro vita, al punto di decidere quando è il momento di farla finita.




Il capitalismo flessibile, quello che si fonda su caos degli appetiti, società atomizzate e divieto di ogni altro possibile, può essere visto come un inveramento, eterodosso e perverso, di alcuni concetti cardine della filosofia hegeliana e spinoziana, come quelli di totalità organica e necessità del Tutto. È possibile resistere? Sì. Come? Abbandonando l’eticità – che, evidentemente, si è realizzata al di là del senso hegeliano – e facendo ritorno alla moralità (riconquistare cioè l’idea che ci si possa opporre a questo stato di cose, che ciò che si è realizzato non coincide con il necessario).


La posizione della musica nel sistema delle arti hegeliano risulta particolare, con una tendenza di sviluppo autonomo che la allontana dall’opera d’arte nel senso inteso da Hegel – cioè portatrice di significato – e una tendenza di sviluppo concettuale che la fa certo procedere verso significati più alti, col sacrificio però di se stessa e col graduale passaggio alla poesia.

 di Tommaso Bertollo


L'aspetto non conterebbe, si dice; ma a volte, nelle contingenze della vita, è tutto quello che abbiamo. E senza di esso, anche il resto viene meno.




Perché fare e studiare la filosofia? Cosa ha da dire e da dare a noi esseri umani e alla nostra vita?

di Valter Di Giacinto


The Shining è probabilmente il più enigmatico dei film di Kubrick. Tra le diverse letture possibili, sono numerosi gli indizi che inducono a interpretare la pellicola come un approfondimento sulle possibilità di indirizzamento e controllo del comportamento individuale mediante tecniche più o meno mistificatorie di condizionamento ambientale.


Se questa attenzione sulle fonti è lodabile, sarebbe auspicabile che la stessa fatica fosse messa nella spiegazione delle idee e dei concetti che sottostavano a quel determinato periodo storico.




Al di là delle contingenze, per quanto importanti, non dimentichiamo il vero problema, sul quale dobbiamo indirizzare le nostre migliori energie. 


Qualche suggestione ricavata dall'epistolario di Darwin ci fa intravedere la complessità che si cela in qualsivoglia teoria dell'evoluzione, che si estende ben oltre la biologia. Complessità che dapprima coinvolse Darwin nella tranquillità della sua intimità familiare, per travolgerlo poi sotto i riflettori di un'Europa che l'aveva celebrato e maledetto, la quale, soprattutto, voleva delle risposte, molte, troppe risposte.


Il sistema capitalistico è apparso molto più forte e, soprattutto, molto più “compatto” rispetto alle tanto teorizzate criticità di “naturale” appartenenza. Alla luce di ciò, occorre chiedersi se il passato sia in grado di fornire degli insegnamenti.




Ci troviamo immersi in quella che viene definita l'estetizzazione del mondo. Siamo all'interno di una sorta di capitalismo artistico che possiede almeno due facce: da un lato sembra ridurre in maniera determinante la distanza tra il grande pubblico e l'esperienza estetica; dall'altro lato si fa promotore di una commercializzazione delle opere, che entrano a far parte di un circuito in cui ciò che conta è il successo economico. L'aura cede il passo al marketing con conseguenze che hanno un impatto sulla qualità della nostra esistenza.


L'ombra dell'inutilità si allunga sulla filosofia, minacciando di coprirne i frutti e condannandola all'oscurità. Illuminare le possibilità della filosofia, risollevandola dalle accuse di futilità, è oggi un compito determinante.

di Vittorio Possenti


Nel testo della sua relazione al recente Convegno di Brescia dedicato ad Heidegger nel pensiero di Severino (13-15 giugno), il filosofo Vittorio Possenti ha messo in rilievo le divergenze che sussistono tra il pensiero heideggeriano e la filosofia dell'essere di Severino sul rapporto pensiero-realtà, individuando al contempo le difficoltà teoretiche in cui entrambe le concezioni incappano.