È impossibile analizzare bene qualcosa se non si cerca nemmeno di comprenderla, soprattutto nel caso in cui l’oggetto in analisi è l’espressione di secoli di evoluzione politica.



L’abitudine alla cura degli altri, alla cura da parte degli altri e alla cura insieme agli altri è qualche cosa di totalmente assente nella nostra “progredita” società. Eppure un elemento come questo avrebbe un peso immenso in positivo.



Abbiamo rimosso una parte fondamentale della nostra tradizione, che nella quotidianità crediamo di criticare, mentre, in realtà, facciamo i conti solo con la sua ombra, con la sua eco mistificatrice, con la sua versione caricaturale opaca e “sinistra”.  


di Beatrice Magoga


Analizzare la tecnica scultorea del Michelangelo maturo consente di cogliere alcuni aspetti essenziali dell'atto creativo in sé.


Nel suo libro, Francesco Marrone ricostruisce una genealogia della nozione di realitas obiectiva. Comunemente considerata una scoperta moderna, "cartesiana", essa va invece fatta risalire ai dibattiti dello scotismo francese e italiano dei secoli XV e XVI.


Le lingue di esclusione possiedono il fine esplicito di disorientamento e coercizione dei destinatari. Concependo la lingua come lo strumento di espressione del linguaggio, risulta corretto riferirsi alle lingue di esclusione come tali?




«Gli uomini hanno barattato un po’ di felicità in cambio della sicurezza» questo è il grande messaggio che ci ha regalo Sigmund Freud nel suo Disagio della civiltà. La felicità ha evidentemente un prezzo, un prezzo che va pagato in parte alla propria coscienza (Super-io) in parte a quel grosso apparato – che ricorda il Leviatano hobbesiano – che è la società. Ma cosa potrebbe accadere se, per un attimo, ci dimenticassimo dei nostri padri severi della coscienza ed assecondassimo esclusivamente le nostre pulsioni?

di Consuelo Luzietti


Il libero arbitrio, ovvero la capacità di scegliere e di decidere il proprio agire. La libertà di essere chi vogliamo senza determinismo o destino prestabilito. L'idea per cui la vita dipende interamente dalle nostre azioni. È questa la terribile filosofia a cui ci inizia Jean-Paul Sartre, uno dei maggiori esponenti dell’esistenzialismo, uno degli intellettuali più influenti e discussi del XX secolo. 


Mentre da una parte possiamo dire che la crisi è dovuta ai comportamenti dell’uomo, a come l’uomo concepisce la sua esistenza, dall’altra, sotto un’altra accezione, l’uomo è in crisi permanente: la crisi appartiene alla sua essenza. La filosofia problematicista e il suo continuo porsi domande è solo una parte dell’agire dell’uomo: l’altra consiste nel suo vivere e prendere posizione rispetto all’essere.




Interrogarsi sulla libertà vuol dire attestare di essere naufragati in un mare d’angoscia, che, dilatando l’esistenza, mostra quanto sia effimero aggrapparsi alla possibilità. Faremo risuonare le parole di Kierkegaard, immergendoci – senza una meta – in una delle questioni filosofiche più profonde, ossia quella della libertà. 


In uno scenario politico-economico che ha condotto alla crisi del Welfare State, si sono sviluppati una serie di dispositivi in grado di fornire alla popolazione i servizi che una volta erano prerogativa dello Stato. Il welfare aziendale è tra questi, ma quali sono gli effetti contrastanti che questo strumento produce?


L'articolo 21 della Costituzione italiana recita: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Parole sacre queste. Dopo secoli di lotte, guerre, morti, finalmente si è arrivati a mostrare questa profonda libertà. Purtroppo, anche se siamo nel 2019, molti paesi non sono ancora giunti a tale manifestazione. Il problema però sembra che nemmeno noi abbiamo davvero capito cosa voglia dire tutto questo. 



di Gaia Tombolato


Da Socrate a Cartesio, al di là dei risultati di volta in volta conseguiti, la filosofia occidentale indica cosa è vitale e imprescindibile, grazie alla sua attività di ricerca e al suo ruolo sociale, che costituisce il cuore stesso della cultura.  


L’impegno sociale richiede che ogni individuo faccia il massimo per comprendere ed essere compreso, affinché non vi siano interpretazioni fantasiose è necessario approdare ad una verifica di quel che si ascolta, relazionandosi per amore della stessa relazione, senza la fretta di raggiungere la chiarezza in breve tempo.


Spesso, gli aspetti più profondi della nostra realtà sono i più difficili da scorgere in modo perspicuo. Talvolta, questi stessi aspetti sono nascosti dall’abitudine, dalla semplicità e dalla quotidianità. Uno di questi aspetti è, certamente, la moda. La banalizzazione che ha subito questo tema, però, non impedisce di affrontarlo sotto una luce differente, tentando di far emergere la profondità che si cela in essa.




Nessuno dei due si fece travolgere dal naufragio della storia: sia Kafka che N.G.D. hanno mostrato, il primo nelle vette letterarie raggiunte, il secondo per precisione e concisione filosofica, come non cadere vittime del disastro annunciato che la Storia ha poi mostrato. 


L'apprendimento scolastico è un fenomeno complesso, né riducibile ad una passiva trasmissione di nozioni precostituite, né assimilabile ad una riflessione su formule e concetti vuote. Di sicuro, come ben sottolinea il fondatore del PCI, è qualcosa che richiede impegno e costanza lavorativa da parte dello studente, se si vuole ottenere qualche risultato.


In una fase in cui l'evoluzionismo darwiniano stava diventando la chiave di volta del sapere contemporaneo, l'oscuro Dottor De Meis, accanito lettore di Hegel, espresse alcuni inquietanti dubbi sulle conseguenze deresponsabilizzanti della nuova concezione del mondo.