La novità di AM Edizioni



Pensare di accendere la tv all’ora di pranzo e di informarsi con chiarezza sui fatti del giorno è un errore gravissimo, perché suppone che i telegiornali – come poi gli altri mezzi di informazione – siano una espressione neutrale di quel che accade. Niente di più falso. Gli ultimi avvenimenti in Venezuela ne sono un esempio.



Un’età incorreggibile, che si affanna troppo, senza cogliere i respiri più autentici che le sono pervenuti; è la vicenda di Nicolás Gómez Dávila.  


di Francesca Bocca


Vorremmo che con il tempo si cambiasse definitivamente, eppure alcuni misfatti si ripresentano sotto nuove sembianze. Ne è esempio il caporalato, tipologia di schiavitù che affligge il presente delle nostre terre.  




Perché parteggiare in maniera così cieca per un uomo che, come tutti i grandi, al netto dei notevoli meriti ha commesso anche la sua buona dose di delitti speculativi? 


Che fine hanno fatto la nostra umanità e la nostra socialità? Forse serve un cantautore per ricordarci di non smarrirle nella frenesia della vita quotidiana.

di Giacomo Lovison


Per il postmoderno, la quantità delle azioni che si riescono ad incastrare in un determinato numero di ore dà la cifra del valore di quel tempo speso. Questa efficienza nella partizione della propria vita, scambiata per valore, deriva dall’impossibilità di giustificare le proprie azioni.



di Sara Baracchini


Quando l’uomo giudica, egli si dovrebbe assumere la responsabilità di dedicarsi alla ricerca di ciò che è in questione, in modo da rendere l’esito il più condivisibile possibile. Ma è sempre rilevabile questo meccanismo dietro il suo giudizio? L’uomo è sempre in grado di usare correttamente il suo pensiero critico?

 


È un’illusione credere che un qualsiasi ordine possa dirsi democratico o possa mantenersi tale in mancanza di una istruzione e di una educazione degli uomini. Lo spirito democratico può essere accolto solo da chi sia stato educato e continui a perfezionarsi in tal senso. E l’educazione primaria è il διάλογος. 

di Luca Crivellaro


Ogni giorno abbiamo a che fare con persone che portano una maschera; esse sono irriconoscibili: gli ipocriti. Noi li disprezziamo, li ridicolizziamo non sapendo che però anche in noi si possono scovare le stesse caratteristiche.  




Tanto il libero “pensiero” quanto il relativismo sono delle fughe dal conflitto, dalla messa alla prova, dalle stesse basi di qualsivoglia dibattito.

 


Il burocrate è colui che ha in vista la parte in luogo del tutto e fa della sua mansione, snaturandola, un reparto scisso e “personale” della comunità in cui abita. Ciò si ripercuote su coloro che a questi si approcciano e sul burocrate stesso.


L’educazione è qualcosa di estremamente complesso e sistemico che riguarda tutti noi in prima persona, perché ogni nostro gesto, idea, parola cerca di migliorare chi ci circonda. 




Il filosofo della scienza Thomas Kuhn descrisse con grande precisione il lavoro della comunità scientifica e in particolare l’inevitabilità degli scontri tra paradigmi, ma non poteva prevedere come sarebbe stata la qualità di tali scontri, a volte veramente infima.  


Il burocrate è colui che ha in vista la parte in luogo del tutto e fa della sua mansione, snaturandola, un reparto scisso e “personale” della comunità in cui abita. Ciò si ripercuote su coloro che a questi si approcciano e sul burocrate stesso, incapaci – gli uni e l’altro per opposti motivi, ma speculari – di comprendere il valore e la ragione di quel tassello che in mezzo agli altri forma il lavoro, la società. C’è un preciso “movente” filosofico che favorisce il burocratismo e le sue conseguenze non si restringono, come si potrebbe credere, alle procedure protocollari.  

di Diletta Mantovan


Il fine giustifica i mezzi: un’ottima scusa per giustificare l’utilizzo di metodi amorali e violenti in favore di un obiettivo buono e nobile. Oppure no? Siamo proprio sicuri che una conclusione onesta legittimi ogni strada percorsa per raggiungerla, comprese quelle che presuppongono una gran quantità di male?  




È  lecito domandarsi se quanto viene messo in atto a livello legislativo sia veramente il frutto della volontà del popolo o se rappresenti un compromesso tra le classi dominanti e quelle dominate. È possibile che ci troviamo tutt’ora in un periodo come quello di Solone, dove le esigenze della maggior parte della popolazione sono messe a tacere da false opportunità di progresso e i veri provvedimenti, che renderebbero democratica la nazione, non sono applicati a causa di interessi personali?


Con l’opera intellettuale di Abelardo, inizia a prendere piede una visione naturalistica dell’uomo, che andrà via via a imporsi sullo scenario filosofico medievale.


Per una risata di gusto, non prendiamoci troppo sul serio; ma non prendiamo troppo per gioco ciò che deve essere preso sul serio.  



di Giacomo Pegoraro


Il nazionalismo è diverso  dal patriottismo, qualitativamente e ideologicamente, nonostante qualcuno li indichi come sinonimi per convenienza o per semplice confusione lessicale.


L'analisi filosofico-sociale della cultura postmoderna, condotta da David Foster Wallace in più momenti della sua scrittura, ha messo a nudo i problemi attuali dell'uomo tecnologico: sempre più falsamente "social", ma incapace di conoscere persino se stesso.

di Niccolò Magrin


«Io credo in Dio», «Io credo in Allah», «Io credo in Ganesh», ecc. Ma c’è differenza tra una divinità e l'altra? E se questa non ci fosse, cos’è che li accomunerebbe? E se fosse la Chiesa stessa ad insegnarci questa divisione?