Non perderti questa occasione!
Ogni mese potrai consultare 2 saggi filosofici, scritti dagli studiosi del nostro team
Se ti va di immergerti nell'umano per comprendere chi siamo e la nostra società questo è il posto giusto!
Sono saggi alla portata di tutti: per il ricercatore, per l'appassionato di filosofia, per chi vuole cominciare a capirne un po' di più.
Ti offriamo dei contenuti che potrai consultare sul nostro sito, ogni volta che vorrai, senza preoccuparti del tempo. E potrai approfondire tematiche che di solito non riusciresti a studiare.
Inoltre abbonandoti potrai sostenere il lavoro della nostra ricerca filosofica e contribuire a far sì che la filosofia progredisca e si diffonda!
La filosofia non dà risposte pronte. Dà qualcosa di più utile: le domande giuste.
Quattro dialoghi poco frequentati di Platone — brevi, agevoli, sorprendentemente vivi — per imparare a chiedersi cosa significhi davvero agire con coraggio, prendersi cura di sé, rispettare la legge, riconoscere il sacro.
Durata: 4 incontri, da fine maggio a metà giugno, 1 incontro a
settimana
Modalità di partecipazione: online in modalità sincrona
Costo: 115 euro + iva 22% = 140,30 euro
Formatori
Con Maddalena Tommasi; Testo di Michele Mariani; editing Mario Ferdinandi
Quando parliamo di nichilismo e perdita delle certezze, pensiamo al giovane adolescente. Colui che, per via della difficoltà a trovare un posto nel mondo, viene considerato un nulla di buono. Ma davvero la difficoltà a trovare dei fondamenti, a scorgere una strada che ci assicuri serenità e realizzazione, riguarda solo i giovani? o si tratta di un sentimento comune che pervade la società Occidentale, intrappolata all’interno di una felicità materialista ed eticamente infondata?
In tal senso, non cadere in una forma di nichilismo pessimistico e passivo potrebbe essere la chiave di volta per dare uno scopo all’esistenza e un fondamento etico al nostro agire nel mondo. Con Friedrich Nietzsche e Gunther Anders cercheremo di muoverci all’interno di questo viaggio filosofico.
Con Lelio Demichelis e Francesco Pietrobelli; editing Mario Ferdinandi
Viviamo immersi in un tempo che si crede avanzato, ma che forse ha semplicemente cambiato forma al proprio dominio. La tecnologia non è più uno strumento: è diventata ambiente, orizzonte, destino. Non organizza soltanto il mondo, ma lo definisce. Le nostre relazioni, il lavoro, la politica, perfino il modo in cui percepiamo noi stessi passano attraverso dispositivi, piattaforme, algoritmi. E ciò che appare come progresso neutrale nasconde una trasformazione ben più radicale: il passaggio da una società governata da decisioni politiche a una società regolata da sistemi tecnici. È dentro questo scenario che si inserisce il libro tecno-archìa di Lelio Demichelis, pubblicato da DeriveApprodi. Un testo che non si limita a descrivere il presente, ma prova a smontarne i presupposti più profondi.
Con Maddalena Tommasi; Testo di Michele Rossi; Editing di Mario Ferdinandi
Immersi nella società consumistica occidentale, spesso non sappiamo più applicare insegnamenti antichissimi. È il caso del Buddismo, ridotto alla stregua di una tecnica meditativa Zen per ricaricarci tra un turno di straordinari e l’altro.
Ma siamo sicuri che gli insegnamenti originali del Buddha fossero tutti ascetismo e meditazione?
E se al cuore del buddismo non ci fosse il Nirvana, ma la ricerca di una vita giusta in uno stato giusto?
Con Maddalena Tommasi; Testo di Gabriele Zuppa; editing Mario Ferdinandi
Cartesio ha davvero separato mente e corpo? Ha davvero insegnato all’Occidente a diffidare delle emozioni? Nel suo celebre libro L’errore di Cartesio, il neuroscienziato Antonio Damasio sostiene che la mente non può essere compresa senza il corpo e che i sentimenti sono il fondamento stesso della razionalità. Secondo lui, la tradizione cartesiana avrebbe prodotto una frattura artificiale tra pensiero ed emozione. Ma è davvero così?
In questo video torniamo ai testi di René Descartes, in particolare a Le passioni dell’anima, per scoprire cosa dice realmente il filosofo sulle emozioni, sul corpo e sul loro rapporto con la mente. Scopriremo, viaggiando fra filosofia e neuroscienze, che la questione è più complessa di quanto spesso venga raccontato: forse, l’errore, più che di Cartesio, è di chi non ha saputo leggere i suoi testi.
Con Beatrice Achille e Francesco Pietrobelli; editing Mario Ferdinandi
A un certo punto della vita ci rendiamo conto di essere diventati adulti: non ci sono più i genitori a dirci cosa dobbiamo fare. Tocca a noi decidere come organizzare le nostre giornate, e qui nasce il problema. Come dare forma alla quotidianità, se non abbiamo una bussola che ci mostri il senso delle nostre vite?
Può sembrare una domanda astratta, eppure è di una concretezza disarmante nell’epoca postmoderna — un’epoca in cui siamo stati abituati a concepire come privo di significato l’incedere del mondo e, di conseguenza, la vita di ciascuno di noi. A che pro svegliarsi la mattina, andare a lavoro, interessarsi agli altri, se le nostre azioni non sono animate da un senso che le vivifica, da qualcosa che ci faccia sentire vivi perché consapevoli di fare ciò che per noi conta davvero?
David Foster Wallace, scrittore e saggista statunitense vissuto a cavallo fra il XX e il XXI secolo, ci invita ad affrontare una delle domande — forse la domanda — centrali per ogni essere umano: qual è il senso della mia vita?
«VOI SIETE QUI»: FENOMENOLOGIA DEL PALLINO BLU E ALTRE VERTIGINI TOLEMAICHE
di Giovanni Zuanazzi
Chi non si è mai aggrappato alla rassicurante dicitura «voi siete qui», stampata sulla mappa di una stazione o di un centro commerciale? Partendo da questo dettaglio apparentemente banale, il saggio propone un'indagine sulle strategie con cui cerchiamo di addomesticare l'astrazione dello spazio fisico e l'angoscia dei "non-luoghi". Il percorso traccia un'evoluzione in tre tappe: dalla mappa topografica statica, che funge da ancoraggio deittico e salvagente ontologico; alla rivoluzione del navigatore satellitare (GPS), dove il pallino blu si anima in una pulsazione che atrofizza le nostre mappe mentali e ci trasforma in soggetti sorvegliati; fino a un vertiginoso salto all'indietro verso le nostre origini. Guardando alla volta celeste degli antichi, scopriamo infatti come la più colossale segnaletica mai concepita utilizzasse il mito e le costellazioni come un formidabile algoritmo navigazionale e mnemonico.
Pensare la donna come macchina non è soltanto una metafora, né un eccesso retorico prodotto dall’immaginario della modernità tecnica; è piuttosto il segno di una struttura più profonda attraverso cui la cultura occidentale ha interpretato il corpo femminile. In questa struttura la donna appare spesso definita attraverso la sua capacità di produrre: produrre vita, produrre continuità genealogica, produrre stabilità sociale. La maternità, in questa prospettiva, non è semplicemente un’esperienza possibile, ma diventa una sorta di principio interpretativo dell’identità femminile. È come se il corpo femminile venisse letto attraverso ciò che può generare, e non attraverso ciò che è.
Nel 1932, mentre l'Europa si avviava verso la catastrofe, due dei più grandi intellettuali del Novecento si scambiarono delle lettere su una domanda che pareva urgente allora e che non ha perso nulla della sua urgenza oggi: c'è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra?
di Simone Tinari
A distanza di oltre due millenni, è ancora possibile un intento dialogico tra due giganti del pensiero? Aristotele e Marx, al di là delle differenze storiche, andrebbero reciprocamente contestualizzati in forza di una critica viva e attuale. Le loro idee sono preziosi strumenti per mettere in luce le contraddizioni del sistema economico e culturale contemporaneo.
Tra immagini che feriscono e concetti che illuminano, il progetto di Simona Venezia e la lezione di Giuseppe Girgenti mostrano come la parola poetica continui a incrinare le certezze del pensiero, rinnovando la possibilità di guardare l’umano nella sua interezza.
Fernando Pessoa è una delle figure capitali nel panorama letterario novecentesco. Il libro dell’inquietudine – Livro do Desassossego – è più di una semplice opera letteraria: disvela una profonda analisi filosofica che coincide con la frammentarietà dell’io. L’inquietudine è l’origine da cui il pensiero prende forma, e nel possesso del suo esercizio vitalizza radicalmente sé stessa. Il contributo propone un tentativo inedito: dare all’inquietudine una base filosofica su cui sviluppare un’analitica dell’esistenza nuova e consapevole.
di Davide Cappello
La vita è un atto di egocentrismo? La maggior parte dei nostri sforzi e sacrifici ha lo scopo di migliorare la nostra condizione sociale, fisica ed economica. La speranza verso questo miglioramento è sinonimo di volere bene a sé stessi? Se la speranza verso questo miglioramento fosse genuina, com’è che permane la compatibilità al “Scegliete la vita” di Boyle?
di Alessandro Petronio
Nel 2023 queste pagine hanno ospitato Apologia di ChatGPT un articolo che argomentava, nel vivo del blocco italiano del Garante per la Privacy e delle incursioni mercantili sul nascente ecosistema dell'intelligenza artificiale, che i modelli di linguaggio naturale sono beni comuni della conoscenza e richiedono governance comunitaria e democratica. Quel primo pannello esaminava il bene. Questo secondo pannello esamina il soggetto: chi è colui che abita il campo della conoscenza, cosa gli serve per riconoscersi come tale — e cosa significa, concretamente, saper studiare quando il campo è tuo. Il percorso che segue è anche un cammino: la conoscenza come territorio da esplorare in proprio, non come terra da coltivare per altri. E ogni cammino, quando è autentico, ha la sua Compostela.
di Giusy Bracco
Un sapere vale solo se produce profitto immediato? A partire dal manifesto di Nuccio Ordine Sull'utilità dell'inutile questo articolo si confronta con la progressiva riduzione dell'''utile'' a profitto e con il significato umano di ciò che, pur apparendo improduttivo, continua a trasformare il nostro modo di vivere, comprendere e abitare il mondo.
di Simone Vincenzo Confietto
Le controversie contemporanee sulla rappresentazione del passato nei media rivelano quanto la nostra immaginazione storica sia plasmata da modelli culturali sedimentati nel tempo.
Le nuove Indicazioni nazionali per la filosofia hanno suscitato accese polemiche: professori universitari e influencer sono scesi nell’arena. Tra presunte gravi omissioni, liste di filosofi e condanne dell’approccio tematico, i reali nodi di criticità non sono stati toccati. Per ripensare l’insegnamento della filosofia è dal basso che bisogna partire: da chi entra in classe e fronteggia quotidianamente le sfide di una scuola ormai ridotta a un vuoto selfish system.
Un esempio dell’influenza del pensiero di Carl Schmitt sulla storia delle teorie economiche: può la sua intuizione sul progresso secolare della mentalità umana legittimare il predominio moderno dell’economia e del calcolo utilitaristico?
di Bruno Mastroianni
Il 9 e 10 marzo scorsi oltre 900 studenti e docenti si sono radunati a Bologna per la convention finale di Romanae Disputationes, il concorso nazionale di filosofia per scuole superiori. Tema della XIII edizione è stata la domanda leopardiana: “Ed io che sono? - Individuo, persona, soggetto”, attorno al quale oltre 220 team hanno presentato i loro elaborati, tra cui i monologhi singoli e di coppia. Il monologo filosofico è una metodologia sperimentale giunta alla terza edizione e supervisionata da Bruno Mastroianni che qui offre alcune considerazioni sul tema delle Romanae Disputationes a partire dai contributi delle studentesse e degli studenti vincitori.
E se Platone all’improvviso si risvegliasse oggi tra le strade di Manhattan, riconoscerebbe davvero una città libera o vi scorgerebbe una versione più raffinata della sua “città dei porci”? Questo esperimento filosofico mette a confronto l’antico e il presente per svelare una domanda scomoda: quanto spazio resta alla verità nell'epoca trumpiana?
L’analisi del concetto di sicurezza deve necessariamente partire dal suo nucleo etimologico, poiché è proprio in esso che si annida una frattura decisiva rispetto agli usi moderni del termine. Securitas, nella lingua latina, indica uno stato di quiete dell’animo, una condizione di assenza di preoccupazione (cura), piuttosto che un sistema di protezione esterno.
di Sara Ricci
L'accento non riguarda solo il suono; è il punto di incontro tra lingua, identità e potere. Alcune voci fluiscono senza ostacoli, mentre altre vengono corrette, ridimensionate o messe in discussione. Non tutti godono dello stesso diritto di essere ascoltati allo stesso livello, e in questo divario si cela qualcosa di più profondo della semplice pronuncia: la possibilità stessa di esprimersi.
