Se uno Stato che ha il compito di garantire la sicurezza dei suoi cittadini diviene un gigantesco campo di battaglia che causa centinaia di morti civili, in cui lo scontro e l’opposizione regnano in sanguinari massacri, ove la pace viene oppressa per definizione dalla guerra d’invasione, come potrà mai reagire il popolo? 


di Stefano Vernamonti


Produrre arte non è mai un’attività neutrale. La letteratura non fa eccezione, tanto meno quando è di guerra che si scrive. Quali sono gli scopi, le intenzioni che vi sottendono?


Per aspirare ad un sapere il meno astratto possibile, è di fondamentale importanza mettere in rapporto il modo in cui la ragione opera e il materiale che le perviene come contenuto. Per indagare il significato ultimo del reale, non è possibile separare logica ed epistemologia, in quanto non è possibile fare a meno della validità dei ragionamenti e del rapporto tra essi e il reale. 

di Arianna Vicario


L’analisi dell’ultimo film firmato da Adam McKay può aiutarci ad aprire gli occhi sull'incombente questione climatica. 



di Emma Pivato


«La prima condizione perché il dialogo sia possibile è il rispetto reciproco, che implica il dovere di comprendere lealmente ciò che l’altro dice». Questa affermazione di Norberto Bobbio ci porta a riflettere sullo stato attuale dei dibattiti ai quali assistiamo e ci costringe ad ammettere il misero stato in cui versano. Chiediamoci allora come ognuno di noi possa esercitare in modo responsabile il proprio diritto alla libertà di manifestazione del pensiero: solo così contribuiremo ad innalzare il livello del confronto e ad ampliare i margini del diritto ad esprimersi.

di Marta Pistorello


Come mai anche quando stiamo male tendiamo a rassicurare il nostro interlocutore negando la realtà?

di Valeria Tusa


La salute è la risorsa più preziosa che abbiamo ed è un investimento a lungo termine per tutti, necessario per realizzare appieno il potenziale umano. Una buona salute consente ai bambini di imparare, avere un’infanzia serena e sviluppare le loro potenzialità; permette agli adulti di lavorare ed aumentare la produttività; aiuta le persone a fuggire dalla povertà; contribuisce a una miglior qualità della vita e alla pace mondiale; ed è la chiave per uno sviluppo sociale ed economico a lungo termine. Una risorsa – però – trascurata sul nostro pianeta.




«La domanda sul senso della vita è sbagliata e dovremmo rinunciarvi. La grande rivelazione non avverrà mai», scrive provocatoriamente Simon Critchley a conclusione della sua opera Note sul suicidio. Eppure, forse, dopo secoli di interrogativi sembra essere ancora l’unica domanda fondamentale. Il significativo o il non-significato dell’esistenza potrebbe farci reinterpretare alcuni dei nostri comportamenti più radicali. 

di Federico Ragazzi


La guerra in Spagna può essere considerata come uno spartiacque nel dinamico pensiero di Simone Weil. Le riflessioni della filosofa possono essere utili, oggi più che mai, per la comprensione di un fenomeno purtroppo sempre attuale. 


Un invito a non rassegnarsi. Battere le disuguaglianze e realizzare giustizia sociale è possibile. Fabrizio Barca e Patrizia Luongo ne indicano la strada: realizzare le “15 proposte per la giustizia sociale” elaborate dal Forum Disuguaglianza e Diversità, originale alleanza di ricerca e cittadinanza attiva.



di Riccardo Nalesso


La disoccupazione giovanile è un problema serio, che forse oggi è passato in secondo piano a causa della pandemia e del conflitto rosso-ucraino che ci hanno colpito. In particolare, proprio il nostro Belpaese sembra quasi essersi dimenticato di tutti quei giovani adulti in cerca di occupazione.


Nel sistema di Hegel la musica, come la pittura e la poesia, esprime un contenuto talmente profondo e spirituale che non è in grado di trovare una forma sensibile adeguata. Ma qual è la sua specificità?


L’indiscutibile verità scientifica dell’evoluzionismo darwiniano sembra rappresentare un ostacolo per il Cristianesimo. Scienziati atei non esiterebbero a dire che essi non possono stare assieme e che il primo debba escludere necessariamente il secondo. Le cose, però, sono ben diverse. Cristianesimo ed evoluzionismo non sono per nulla incompatibili e possono essere mantenuti entrambi nella loro integralità.



di Fausto Trapletti


Qualsiasi ricerca intorno all’umano che pretenda di concludersi prima di aver affrontato la questione della sessualità vis à vis si rende colpevole di evitare (più o meno consciamente) il luogo ove giacciono tutte le più ineludibili difficoltà, che si raccolgono nella considerazione dell’esistenza dell’uomo come esistenza sessuata. 


(Spoiler alert) «L’uomo è quell’animale che crede alle storie che racconta su se stesso», scrive Mark Rowlands ne Il lupo e il filosofo. Nella serie TV After Life questa definizione viene efficacemente declinata nell’elaborazione del lutto in seguito alla perdita della moglie da parte del protagonista. Accadimenti di questo tipo possono essere paragonati ad un’esperienza estetica?


L’analisi di Gunther Anders sulla tecnica non smette mai di essere attuale, a maggior ragione nel momento in cui la minaccia del nucleare torna prepotentemente in primo piano sulla scena politica internazionale. Ma come si è giunti a tutto questo? Possiamo intravedere una via d’uscita dall’apocalisse prevista dal nostro autore? 




Il compito dell'arte e dell'artista è quindi mostrare il significato delle cose, ossia la loro posizione nel Tutto, e quindi la loro verità (poiché la verità di qualcosa è il suo ruolo e la sua posizione all'interno del Tutto). Proprio perché fare arte è trovare e mostrare questo significante, e dato che tutti noi troviamo significati nelle cose e li esprimiamo, siamo tutti artisti e ogni cosa, poiché portatrice di significato, è arte.

di Linda Calderaro


“Non nascondere la testa sotto la sabbia come lo struzzo”: così recita un famoso detto che pronunciamo quando qualcuno intorno a noi cerca di sfuggire da alcune situazioni critiche e problematiche semplicemente evitando di pensarci e sperando che, ignorandole, esse magicamente si risolvano.


In queste settimane assistiamo alla tendenza a catalogare come filoputiniani coloro che critichino toni, politiche, leader dell'Unione Europea, della Nato o comunque vicini al blocco atlantico. L'elenco degli accusati è stato lungo fin dalle prime fasi e da ultimo si è aggiunto anche un insospettabile come il direttore di «Limes», Lucio Caracciolo. Per non incorrere nell'anatema l'analisi non deve andare (molto) oltre la ripetitiva constatazione che «c'è un aggressore e c'è un aggredito». Ovvio, no? No.