La novità di AM Edizioni



Una lettura deterministica del marxismo rischia di portare a conclusioni che contraddicono gli stessi fini politici di tale dottrina. Da qui la necessità, indicata da Gramsci, di imboccare un'altra strada.



La lettura di Yuval Noah Harari è un viaggio nella storia dell’umanità che giunge fino alle questioni del nostro vivere odierno e, quindi, futuro. 



La guerra intrapresa dagli esseri umani contro la biosfera si sta rivoltando contro gli umani stessi: il pianeta è sempre più inospitale, e sempre maggiore è il peso della responsabilità morale dei più vecchi nei confronti dei più giovani. Come spezzare la catena delle oppressioni per invertire la tendenza? La pace favorirà una Terra accogliente anche per chi l’ha sempre violentata. Ma non c’è molto tempo per avere la possibilità di fare qualcosa, per avere la possibilità di esserci ancora.


CREDERE NELLA VERITÀ


Può la verità essere considerata dal punto di vista di una sua concreta utilizzabilità? Siamo destinati a rimanere legati ad una considerazione astratta e generica di cosa il discorso filosofico rappresenti o è possibile ricavarne la possibilità di un uso pratico?

di Francesca Segna


Il giudizio di chi porge un’opinione ricca d’ignoranza e superficialità, spesso, prende un posto più importante di quello dovrebbe occupare, trasformandoci in persone differenti solo per poca ragionevolezza e accettazione di noi stessi.

PERCHÉ  NON È MAI GIUSTO RIDURRE AL SILENZIO UN'OPINIONE


Secondo Mill, l’errore di fondo che impedisce ad una comunità di ritenersi morale consiste nel non dare la possibilità ad una persona di esprimere la propria opinione. Per Mill, mettere a tacere qualcuno può essere paragonato a commettere un furto ai danni dell’umanità intera.



di Diletta Badaile 


Nel XIX secolo il dibattito si infiammò intorno alla teoria dell’evoluzione per selezione naturale di Charles Darwin e a interpretazioni più radicali – dall'evoluzionismo alimentate – dei princìpi del laissez-faire, la cui paternità si faceva risalire ad Adam Smith. Fu in questo contesto che germinò e si prosperò il cosiddetto darwinismo sociale. Tra coloro che vi si opposero spicca senz'altro un nome, quello del filosofo scozzese David George Ritchie.

di Carmine Di Martino


Linguaggio e mondo. Il potere della parola è il titolo della VII edizione del Concorso di filosofia per scuole superiori Romanae Disputationes. Il lavoro che coinvolge migliaia di studenti e docenti comincerà con la Lezione introduttiva del Prof. Carmine Di Martino (Università degli Studi di Milano) il prossimo lunedì 25 settembre presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica di Milano e in diretta streaming da tutta Italia. Ecco una sua presentazione del tema.

di Valter Di Giacinto


Quello cui era approdato il cinema di Kubrick in Full metal jacket si presentava, a tutti gli effetti, come il peggiore dei mondi possibili. Poteva, tuttavia, chiudersi in tal modo la carriera di un regista che, al contrario, aveva mostrato in passato di credere nella concreta fattibilità di un riscatto per l’uomo, sia pure al termine di una lunga ed estenuante odissea alla ricerca di se stesso? La risposta non può che essere negativa e la sua opera successiva, quell’Eyes wide shut che rimarrà il suo definitivo testamento, sta lì a dimostrarlo.



di Tommaso Catucci


Michel Foucault in Nascita della biopolitica ha identificato l’atto di nascita del neoliberismo nel Convegno Walter Lippmann, tenutosi a Parigi dal 26 al 30 agosto 1938, organizzato in seguito alle difficili condizioni politiche, sociali ed economiche venutesi a creare dopo il primo scontro mondiale.


Una domanda che sorge spontanea è se le proposte di educazione artistica si conformino realmente al ruolo che l’arte possiede nelle vite di ciascuno. Poiché l’opera d’arte rappresenta un momento ben preciso di liberazione ed espressione dello Spirito, l’educazione artistica dovrebbe permettere al soggetto di vivere in modo attivo l’esperienza di produrre un’opera con un preciso significato da veicolare.


« Il popolo non preferisce chi lo cura, ma chi lo droga. » (N. Gómez Dávila, Escolios a un texto implícito)




Si è passati dal credere a ciò che è presente nella Bibbia al porre la massima fiducia nella capacità dell’uomo di trovare da sé l’ordine del mondo. In questo passaggio storico la religione cristiana ha perso credibilità e dunque il numero di fedeli si è affievolito. Siamo però sicuri che, a fronte di questo impoverimento quantitativo delle persone al seguito, non corrisponda un miglioramento qualitativo della proposta di fede? 


Essere vegani non è essere estremisti, se non nel senso che è fare il meglio a tavola. Se non ce la si fa, si provi comunque a fare il più possibile, in un costante tentativo di miglioramento. Poiché tra la situazione attuale e l'ideale vegano si misura il grado di salute del futuro.


La letteratura parla dell'uomo, parla di noi, si concentra sui nostri sentimenti, sulle nostre emozioni. È un modo diverso di guardare l'Assoluto. Questo è il valore della letteratura: il plasmare la realtà a partire dal sentimento per conoscere meglio l'uomo e cercare di tendere alla verità. D'altra parte, l'uomo, da quando ha respiro, non fa che cercare di conoscere se stesso.



di Yassemine Zitouni


In una società nichilista e secolarizzata come quella odierna, che non costituisce altro che la continuità di quella ottocentesca e novecentesca  nell’accezione in cui viene meno il tradizionale assetto veritativo, giungendo alla mancanza di valori e ad un qualcosa di trascendentale, ovverosia indipendente dalla realtà stessa –, ecco che il punto di riferimento di ogni analisi e indagine speculativa non diviene altro che l’uomo in se medesimo. 


Nel 1862 Francesco Fiorentino (Sambiase 1834 – Bologna 1884) va a Bologna come professore di storia della filosofia e, ancora sotto l’influsso di Bertrando Spaventa, sente sempre più viva l’esigenza di andare alle prime origini di quell’idealismo che aveva trasformato il mondo moderno: la filosofia del Rinascimento italiano.


Rileggere l'opera L'esistenzialismo è un umanismo, pubblicata da Sartre nel 1946, per non dimenticare chi, cosa siamo e cosa possiamo fare per rendere la nostra vita autentica. Che Dio esista o no, che s’interessi alla vita di ogni singolo individuo o rimanga indifferente, è responsabilità di ogni singolo individuo creare la propria vita.




Benché si parli continuamente di principio rieducativo all'interno del mondo giuridico e penale, pare che quel proposito sia continuamente contraddetto dalla prassi carceraria. Un vecchio anarchico prova a spiegarci il perché. 


Il limite di ogni rivoluzione è nel fatto che essa realisticamente e costituzionalmente non può far altro che prolungare il passato e perciò dopo che abbia avuto accesso al potere non si preoccuperà più di distruggere quel passato ma di tutelare il suo presente.


Chiedersi quale sia la funzione del pensiero filosofico nella vita è cosa assai frequente, soprattutto per gli addetti ai lavori. Il nostro intento è proprio quello di addentrarci in questa complessa questione. Nel far ciò, l’appoggio principale sarà l’opera Elogio della filosofia di Maurice Merleau-Ponty. Rilevando la condizione umana del non-sapere come cifra essenziale del sapere filosofico, egli esprime la necessità di una riconsiderazione profonda della figura di Socrate.