Se, come ricorda Sidgwick, la morale è «qualsiasi procedura razionale attraverso cui determiniamo che cosa gli esseri umani ‘dovrebbero’ — o che cosa è ‘giusto’ — fare», allora, finché ci saranno delle azioni umane, ci sarà sempre dietro un’etica che le guida. Pensare di agire moralmente equivale a pensare di poter non agire.



Uno sguardo ai contenuti pubblicati sui social media più in voga, del momento da quando tutta l’Italia è entrata in quarantena, fa emergere il dato che una nuova consapevolezza si fa strada tra gli italiani: la creatività può spronarci a superare il disagio che deriva dal forzato isolamento e può aiutarci a superare i momenti di incertezza e paura riguardo al futuro. Sorge, però, una domanda che si accompagna a tale fenomeno: c’era bisogno che fosse dichiarato lo stato d’emergenza perché la nostra società riscoprisse il valore curativo della creatività?



 Tra le righe di questo articolo ripercorriamo in modo critico la speculazione filosofica di Anassimandro di Mileto, padre del pensiero Occidentale e della Scuola Ionica insieme a Talete e Anassimene. 



Cos'è la consulenza filosofica? La filosofia può essere una professione? Tentativi di riflessione sull'argomento.


Le prese di posizione di Agamben sull'epidemia da covid-19 hanno infuocato il dibattito filosofico italiano, generando una piccola gogna mediatica. Alcuni, pochi, hanno però provato a dialogare. Si può trarne qualcosa di buono?


Per una decostruzione critica della crisologia.




L'egoismo e l'antropocentrismo hanno un prezzo e un limite, alla stessa stregua dell'uomo, che ha reso il prezzo la misura del tutto che lo circonda. Paradossalmente questo è forse uno dei migliori momenti per condividere e coltivare qualche paradigmatica riflessione di natura eclettica riguardante la contemporaneità e il dramma della condizione umana e sociale, grazie all'analisi psicologico-filosofica dei contenuti della celebre serie TV antologica Black Mirror di Charlie Broocker.


Averroè ha rappresentato un punto di rinascita della filosofia. Suo il merito di aver cercato di legalizzare la filosofia agli occhi degli ultraconservatori giuristi ashariti. Tuttavia alcuni nodi del suo pensiero risultano ancora oggi difficili da sciogliere.

di Davide Zambon


So di non sapere: questa era stata la risposta di Socrate quando l’oracolo di Delfi lo giudicò essere il più saggio tra tutti gli uomini. Questa concezione non si è mai diffusa nella mentalità della popolazione e tutt’oggi persiste un’ideologia che non pone l’ignoranza alla base del processo cognitivo, rendendola, di fatto, inconsapevole.




Un recente libro di Antonina Nocera mette a fuoco le poetiche di Dostoevskij e Sciascia: apparentemente distanti per stili e contenuti, rivelano una comune passione metafisica per i "sottostrati" dell'anima umana.


Il governo in questi giorni sta emanando una serie di decreti molto restrittivi: siamo obbligati a rimanere a casa, a spostarci solo per lavoro, per la spesa o in casi di emergenza. Ad alcuni sembra quasi di essere stati privati della propria libertà, e non accettano tali restrizioni. Ma è davvero così? Si può davvero parlare di privazione della propria libertà? No, perché essere liberi non vuol dire fare ciò che vogliamo, ché nel momento in cui non possiamo più farlo ci sentiamo privati della nostra libertà, ma sta nel riflettere e comprendere chi siamo. 


L’impenetrabile contesto politico cinese per decenni è stato fonte di scetticismo. Tuttavia, l’epocale crescita economica del dopo Mao ha proiettato il grande dragone oltre la Guerra fredda e l’annunciata “fine della Storia”, rendendo la Cina una potenza globale. Nell’attuale disordine multipolare quello cinese potrebbe essere un modello da seguire?




L’applicazione del diritto esige anzitutto una problematizzazione filosofica di ciò che esso sia. Il diritto rimanda ex natura sua al concetto di giustizia, somma virtù secondo Aristotele e san Tommaso d’Aquino, ma è quanto di più pericoloso e foriero di insidie vi sia se svuotato da un sano e corretto realismo filosofico, di cui i classici restano maestri insuperati.


Se in tempi tanto difficili, quindi, il pensiero di Leopardi richiama attenzione è perché esso, nel porre la stretta e insolubile dicotomia tra materia e spirito, ci offre più di una chiave per comprendere la situazione del corpo, del nostro corpo di fronte all’esperienza della malattia e dell’imprigionamento.


L’uomo per avere la possibilità di scegliere, e quindi esprimere la propria persona, necessita di trovarsi in un determinato contesto, ovvero di essere “costretto” dentro ai limiti della situazione concreta. Scelta e ineluttabilità insieme definiscono la condizione umana.




Se lo Stato viene meno al suo impegno di difendere il cittadino per difendere se stesso dalla catastrofe economica, cos’è che trattiene il cittadino dalla ribellione, dalla resistenza, dal tentativo di “provvedere a se stesso”?


Il modo in cui concepiamo la potenza di "chi ne sa di più" è scorretto e nefasto.


Il film più realista del regista, un film in cui la razionalità è lasciata da parte per far posto all’irrazionalità. Qui un tentativo di comprendere la concezione della Natura del regista, attraverso l’analisi della trama.