Social Media Stoicism

Cosa direbbero Zenone, Crisippo, Seneca, Epitteto e Marco Aurelio se avessero dei profili social?  


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L’empietà della religio può fare danni anche fuori dalla realtà mitologica: non solo il battagliero Agamennone si è macchiato di un atroce omicidio perché sedotto da un dettato non religioso, ma anche Giovanni Barreca e Arne Cheyenne Johnson, uomini in carne ed ossa, hanno ucciso perché spinti da una negativa forza soprannaturale.


Nell'odierno panorama degli studi filosofici, l'ingiustizia epistemica si configura come un argomento di crescente interesse e recente sistematizzazione. Lo dimostrano la letteratura scientifica, i saggi e gli approfondimenti interdisciplinari, che negli ultimi decenni stanno approfondendo il fenomeno: Miranda Fricker, José Medina, Gaile Pohlhaus Jr. sono solo alcuni nomi di studiose e studiosi che hanno contribuito a un’analisi del problema in questione. 


di Riccardo Sasso


Il 2024 è l’anno delle elezioni per il rinnovamento del parlamento europeo. Mai come oggi c’è bisogno di ripensare il concetto stesso di Europa. Gli eventi dell’ultimo periodo – dalla guerra in Ucraina alla furente e tragica riaccesa del conflitto israelo-palestinese – ci costringono a riflettere seriamente sull’Europa che vogliamo, sui valori di cui questa vuole farsi portavoce e sulla posizione strategica che essa vuole avere nello scacchiere internazionale. Si tratta di questioni gigantesche, a cui, nel seguente articolo, proveremo a dare alcune linee guida. 


Con quanto detto nel precedente articolo parrebbe che il filosofo, lo psicologo, il sociologo o l’analista politico debbano sentirsi forzati a declinarsi in una o l’altra delle mie proposte dialettiche, ma non è così, o almeno io così non voglio e soprattutto (per amore dell’argomento e del dialogo) spero, visto che è troppo grande, incisivo e potente il fenomeno del Postmoderno per scadere in una sua fideistica rilettura dicotomica, o cedere alla tentazione di erigere l’ennesima parrocchia concettuale ben trincerata da cantori instancabili e zelanti armigeri. Dicotomia che, se scelta, da queste figure culturali o da qualsiasi altro studioso o studiosa, porterebbe all’ennesima dicotomia aristotelico-platonica; una analisi e denotazione del fenomeno in chiave puramente dicotomica farebbe proprio perdere il terzo elemento nodale e peculiare del tema in esame, ovvero la sua ibridazione ai fenomeni del passato e la sua capacità di rendere confuso - tra reale ed irreale, tra consapevole ed inconscio - ogni elemento attorno di esso o in esso.


Il termine Postmoderno racchiude in se stesso diversi elementi culturali, filosofici, antropologici, estetici e fattuali, che chiunque, dotato di debita cultura e spirito critico, può rilevare e discutere filosoficamente di questo evento in atto. Essendo, però, il Postmoderno un fenomeno per l’appunto in atto, in questo nostro tempo storico di grandi mutamenti, per lo più imprevisti (sia nelle singole parti componenti che nella loro rispettiva relazione), esso può e deve essere compreso dalla sua stessa genealogia e in quelle che sono le sue determinanti psicodinamiche e dialettiche.




Dopo secoli di guerre fra civiltà differenti, sembra un mantra condiviso, almeno a parole, l’idea che vada rispettata la cultura altrui. Che sia necessario accettare l’esistenza della diversità per poter vivere pacificamente. Meglio co-esistere che annientarsi a vicenda. Accettare la cultura altrui, tuttavia, cosa significa di preciso? Astenersi dalla possibilità di muovere qualsiasi critica nei confronti di ciò che è da me diverso?

di Michele Rossi


Poche esperienze estreme lasciano un retrogusto tanto schifoso quanto la lettura delle critiche al comunismo che eccitano tanto i seguaci di Liberi Oltre. Ogni tanto, però, occorre turarsi il naso e smontare pezzo per pezzo quella catasta maleodorante di svarioni che inonda certi spazi del web autoproclamatisi "baluardo di competenze". Ricordandosi sempre che la situazione è grave, ma non è seria... e come tale va presa. 


I sistemi di intelligenza artificiale sono prossimi a sostituire l’essere umano? Questo interrogativo si impone all’attenzione ogni qualvolta le notizie di cronaca descrivono, con dosi variabili di entusiasmo e allarmismo, un nuovo progresso compiuto dall’IA. L’intelligenza artificiale è dunque a un passo dall’eguagliare, o addirittura dal superare, le capacità umane? Il proposito delle seguenti righe è quello di offrire un piccolo contributo allo sviluppo di una consapevolezza collettiva riguardo al rapporto tra persona e intelligenza artificiale.




Nel pensiero di Blaise Pascal è possibile intravedere una filosofia dell’esercizio. Sebbene il filosofo francese prenda le distanze dalle filosofie ellenistiche, nei Pensieri offre una lucida analisi dei mali che affliggono l’animo umano e fornisce a un tempo importanti strumenti per “convertire lo sguardo”, per cambiare in modo radicale il nostro atteggiamento nei confronti dell’esistenza. Nella scia di un importante filone storiografico che tra i suoi esponenti principali ha studiosi come Pierre Hadot e Martha Nussbaum, il presente contributo si propone di individuare i logoi terapeutici della riflessione pascaliana. 

di Giuseppe Gallelli


Il libro Quale Europa: capire, discutere, scegliere, a cura di Elena Granaglia e Gloria Riva, delinea una prospettiva d'Unione Europea che punta a democrazia e diritti, con obiettivi quali una democrazia economica, il superamento delle disuguaglianze, il miglioramento delle politiche di coesione e del Welfare, politiche efficaci a proteggerci dalla crisi climatica, nonché altri obiettivi nell'articolo esplicitati; soprattutto, però, una Unione che privilegi missioni internazionali tra i Paesi del mondo per diffondere cultura e politiche di cooperazione e di pace.

di Giovanni Lunardelli


Cosa significa comprendere filosoficamente il fenomeno della tecnica? Qual è lo sfondo entro cui questo si definisce? La tecnica può essere adeguatamente compresa solo se considerata alla luce della filosofia moderna, e dunque dell’emancipazione della soggettività e della sua contrapposizione all’oggetto. Questo “schema” teoretico puro è la struttura portante della modernità, e come tale si riflette in ogni specifico fenomeno dell’epoca, tra cui anche la scienza stessa. La tecnica non è altro che la compiuta concretizzazione di questo rapporto teoretico.




«Le donne si prendono con Dio una libertà che gli uomini neanche si sognano». Così Luisa Muraro delinea il concetto di mistica femminile ne Il Dio delle donne (Marietti1820, 2020). In un’analisi approfondita che segue una lunga linea temporale da Medioevo a Novecento, e che rianima soprattutto l’onore per la beghina Margherita Porete, la Muraro crea un vademecum di scritti mistici di note filosofe e scrittrici per ribadire che una mistica femminile esiste ed è ben lontana dagli indottrinamenti della teologia tradizionale.


Passata in sordina nel grande mondo delle recensioni online e del battage pubblicitario, Fallout è un piccolo gioiello: una prima stagione con otto episodi di pura follia. Gli autori della serie,  Geneva Robertson-Dworet e Graham Wagner, si ispirano all’ambientazione post-apocalittica della serie di videogiochi omonima, e mescolano sapientemente gli ingredienti: abbiamo sangue a fiotti, violenza gratuita, aberrazioni genetiche, il tutto condito da una splendida colonna sonora anni ’50 che ci ricorda di continuo la particolarità di questa ucronia.

di Michele Ciraci


Secondo Tommaso il bene comune è l’obiettivo che le leggi si devono proporre. Tuttavia, un tale concetto ha in sé talune implicazioni autoritarie che fanno sì che esso venga rigettato da alcuni filosofi. Tale dibattito è un conflitto tra due epoche della filosofia: quella antica e quella moderna. 




Con l’avvento dei social i caratteri della società dello spettacolo, già individuati da Débord negli anni ’60, raggiungono la loro forma più matura.“Ciò che è buono appare” e “ciò che appare è buono”; regna una visibilità assoluta in cui bello, bene e vero coincidono nell’apparire. L’attenzione si sposta dalle cose all’informazione e ai dati; si vive tra le “non cose”. Sui social l’influencer esprime la parabola di un io che si “informatizza”. La vita è infatti tradotta in reel, stories, feed, ecc. L’io non è più né poter essere né cosa oggettivata dallo sguardo dell’altro: diventa un’entità frammentata, sovraesposta all’occhio onnipotente di uno spettatore anonimo e controllata dagli algoritmi. All’interno di queste dinamiche sta emergendo negli ultimi tempi quello che a prima vista sembra un semplice epifenomeno: il professore influencer. Ma si tratta realmente di un effetto secondario? In che modo i docenti influencer incidono sul divenire della relazione educativa? Di fronte alle tante celebrazioni acritiche e alle prese di posizione polemiche è importante tentare una descrizione che colga le peculiarità della spettacolarizzazione della scuola.


Unire l'Europa, o difendere la piena indipendenza dei singoli stati del Vecchio Continente? È questo il principale problema su cui si dividerà la politica europea. L'obiettivo di questo articolo è riflettere su questo tema, prendendo in considerazione alcuni passaggi di Niccolò Machiavelli ed Enrico Corradini che trattano il rapporto tra gli stati e la guerra.


Hazbin Hotel è una serie tv animata, dal carattere irriverente e fuori dagli schemi. Una serie che gioca con il binomio paradiso-inferno, creando personaggi artisticamente originali, e che mostra – se si supera la prima impressione, che potrebbe dar l’idea di avere davanti un’opera di divertimento frivola – la capacità di riflettere su una tematica evergreen: si può sempre rimediare ai propri errori?




Non c’è dubbio che quello verso Scurati sia un deprecabile atto censorio, e forse una sconfitta sul piano tattico da parte di Meloni che ha ottenuto l’opposto di quanto voleva. Ma sul piano strategico non c’è miglior egemone di chi può scegliersi i propri nemici, e Giorgia ne ha scelto uno le cui idee sono in sostanziale continuità con le sue. Le vere voci sovversive non verranno manco mai invitate in RAI. Geniale e terribile.


Il tema della morte appartiene al dibattito filosofico fin dai suoi primi albori. Si direbbe tuttavia che i pensatori degli ultimi due secoli ne abbiano riscoperto l’importanza sotto una nuova luce, associando forse quanto mai prima la fine della vita umana al suo dispiegarsi nel tempo. Cosa caratterizza il concetto contemporaneo della morte in filosofia? E come può la morte, termine ultimo di qualsiasi andare, fare pur sempre parte di ogni nostro passo?

di Michele Rossi


INCURSIONI  come per le battaglie reali, anche in quelle filosofiche sono essenziali le incursioni. Accanto a riflessioni approfondite, critiche articolate e ricostruzioni letterarie, ecco una rubrica leggera, irriverente e ironica. Armata delle peggiori intenzioni e delle migliori provocazioni, si dedicherà a scorribande tra le file della politica interna, dei media mainstream, degli intellettuali o presunti tali, del cinema e di qualunque cosa passi per la testa dell'autore. Buona lettura!




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