Ne “Il mondo nuovo” il governo esercita il proprio potere indisturbato, perché coloro che non si rendono conto di essere soggiogati non possono nemmeno pensare di ribellarsi. Laddove emerge l’insurrezione deve esserci riflessione, razionalità, capacità di pensiero ed analisi; in una parola: autonomia. È ciò che gli uomini civili – troppo civili, ammalati di civiltà – non riescono più a fare.


di Enrico Nadai


Per Wittgenstein la musica è forza del pensiero, come in Bach, di cui il filosofo esalta l’«immensa capacità di soffrire»; è una «manifestazione vitale dell’uomo», generante effetti diversi tra chi la comprende e chi non la comprende; è un linguaggio in periodo di emergenza, che rende difficile – se non impossibile – il confronto con le categorie del passato; è legata ai valori, e Wittgenstein riconobbe che il suo pensiero sul legame tra valori e opera artistica era ben più disilluso di quanto non lo fosse per gli uomini fino a cento anni prima: «nel mio spirito vi sono sfaceli che non erano in primo piano per loro». È un’arte, e Wittgenstein ci ricorda che «in arte è difficile dire qualcosa che sia altrettanto buono del non dire niente». 



Vi proponiamo l'opinione di un nostro lettore sull'operato di Bettino Craxi: uno dei maggiori protagonisti del Partito Socialista Italiano e della Prima Repubblica.



Quando proviamo a fare il bene, diamo una forma particolare ad un’idea che è racchiusa nella totalità. Ogni volta che agiamo, facciamo il male. È possibile intravedere il bene solo nella dimensione dell’attraversamento e dell’esigenza.

di Diletta Badaile


Oggi nella scuola italiana parlare di uguaglianza significa rafforzare proprio quelle disparità sulle condizioni di partenza presenti tra gli studenti. 


A partire da domande universali evocate dalle parole di Giobbe e Leopardi si cercherà di far emergere come dalla relazione di cura tra medico e paziente l'essere filosofo appartenga ad entrambi e come questa natura possa aiutare.




Cosa è in nostro potere? Il tempo, lo spazio, quelli che sono stati per millenni tra i più forti limiti per l’uomo, oggi appaiono sbiaditi. «Tutto è possibile!», esclama la voce del nostro secolo. È questa la realtà? Tutto è possibile? 


Da Leopardi e il sistema dell'egoismo a Wrangham e il paradosso della bontà: si fa esplicito ciò che l'Occidente ha ritenuto l'evidenza “etica” cruciale e che ora ha assunto come propria “razionalità”.


Un approfondimento della lettura previana di Marx e del marxismo.




Un concetto ancora non ben definito che si ripresenta oggi più che mai è il rapporto tra l'uomo e la natura, con il primo che risponde spesso e volentieri in modo violento alla violenza della seconda. Violenza e libertà sono inscindibili: quale ruolo ricoprono nel dibattito ambientale? Il caso della Lessinia.

di Mattia Milani


L’auto elettrica non è solo un mezzo di trasporto, ma è anche un modo per aiutare il mondo nella “lotta” contro il riscaldamento globale. È inoltre una chiave di lettura per la situazione che le nuove generazioni si trovano ad affrontare e a dover risolvere per vivere bene e salvare il pianeta.

di Eleonora Delonghi


Pur fregiandosi dell'appellativo di "idealista", l'ontologismo critico di Pantaleo Carabellese intendeva porsi come l'unica seria alternativa al neohegelismo in Italia nella prima metà del Novecento. Dopo esser diventato un filosofo di rilievo nel dibattito nostrano, oggi è quasi del tutto dimenticato. Un convegno e l'ultimo numero della rivista «Il Pensare» celebrano il filosofo pugliese a settant'anni dalla morte.




Un volume di recente pubblicazione raccoglie tutti gli scritti della filosofa politica femminista Maria Luisa Boccia, in una parabola che va dagli inizi del millennio a oggi.


Come risponde la filosofia all'inferno in terra? Una breve rassegna di pensatori nel “Giorno della memoria”.

di Anna Favero


La riflessione in merito alla nozione di bello è una costante di ogni epoca: di continuo le nostre mani cercano di afferrare i criteri che lo definiscono, ma ciò che in genere si conquista è solamente una momentanea illusione.




È venuto a mancare Emanuele Severino. Chi è stato? È stato – per dirla con Schopenhauer –l'oggettivazione della filosofia.


Da Schmitt a Žižek: una piccola recensione a un saggio de La sfida di Carl Schmitt (2019).

di Sara Baracchini


«La prigione è una fabbrica che trasforma gli uomini in animali. Le probabilità che uno esca peggiore di quando ci è entrato sono altissime» (Edward Bunker).



di Benedetta Carlon


Comunemente si associa la libertà all’agire senza dover considerare le opinioni altrui, allo scegliere autonomamente e indipendentemente da ciò che ci circonda, al vivere senza che vi siano costrizioni od obblighi. Una concezione dovuta ad una riflessione poco approfondita, superficiale o addirittura inesistente.


Il paradosso che vorrebbe che ognuno “scegliesse liberamente” a quale cultura aderire si ingenera appunto nel fatto che quello che qui viene inteso come “libertà” sia descritto e definito secondo i canoni occidentali e che quindi anche questo multiculturalismo, che ha alla base il rispetto per la libertà altrui, possa essere sostenuto soltanto per una tacita adesione ai valori occidentali.


Sentimenti, predisposizioni, inclinazioni, reazioni passano attraverso la ragione: vengono metabolizzati nel tempo da essa. Sembra proprio che, per essere persone concrete, non si possa far altro che essere filosofi; altrimenti, si rischia di agire con superficialità e impulso. 




 

Contro un nuovo Umanesimo inautentico.


L’attenzione e il tempo sono due fattori che favoriscono il pensare e l’agire bene. L’attenzione è un’abilità che ha bisogno di essere esercitata con continuità per essere sviluppata e il tempo è l’elemento indispensabile di cui si nutre.


Uno sguardo sulla figura controversa di Cioran attraverso gli scritti privati del filosofo rumeno.