Novità!


« Siamo tanto abituati a camuffarci di fronte agli altri che finiamo per camuffarci anche davanti a noi stessi. » (François de La Rochefoucauld, Massime)





Avendo nell’umano il nuovo sacro, l’arte, e in particolare la poesia, sembrano destinate a occuparsi dell’ordinario. Come possono farlo, senza cadere nel prosaico? Quali difficoltà presenta, almeno da un punto di vista hegeliano, questo compito?


di Martina Scattola


Con l’utilizzo sempre maggiore di internet emergono i problemi riguardanti la sicurezza e la privacy dei dati, i quali possono essere causati dai vari cookies a cui i siti ci chiedono di acconsentire, ma anche dall’uso che noi stessi facciamo delle nuove tecnologie, di internet e dei social media.


E se la domanda fosse perché farsi delle domande?

di Emma Ferramosca


Il rapporto tra scienza e politica non è sempre stato lineare, spesso, ha portato a devastanti conseguenze per l’uomo e per i suoi princìpi etico-morali.



di Eleonora Brotto


Da sempre, l’uomo ha la necessità di far parte di almeno un gruppo sociale, eppure spesso, per potervi accedere, egli rinuncia alle proprie idee e alle proprie diversità per omologarsi agli altri.


Secondo Slavoj Žižek è possibile spiegare complessi fenomeni sociali partendo dalla cosiddetta "popular culture"; analogamente, le illustrazioni possono fornire una chiave di lettura per meglio comprendere alcuni aspetti del momento storico in cui viviamo.

di Angela Negro


Sarebbe un errore affermare che la Scuola non sia cambiata negli ultimi decenni. Ma le azioni attuate non sono abbastanza per allontanare l’incessante presenza del carnefice che si trascina appresso troppi studenti: la depressione. 



di Paola Santi


«Il più forte trova sempre giustissimo ciò che il più debole trova ingiusto, cambiando l'uno e l'altro di posto, ambedue cambiavano parimenti modo di pensare» (Donatien-Alphonse-François de Sade).


La società globale è andata incontro a un’emergenza pandemica di tal portata che, proprio per la sua estensione, non può essere analizzata esclusivamente in ambito sanitario. Le ripercussioni sulla vita delle persone sono andate ben oltre il solo rischio di ritrovarsi in un letto d’ospedale.


«Ogni persona sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre». Così scriveva Ian Maclaren. Spesso non ci accorgiamo che ognuno ha dei problemi di cui occuparsi e che non gira tutto intorno a noi: questo ha un grande impatto sulle relazioni tra noi e gli altri.



di Alessandro Tosolini


In questi giorni si assiste nell'egemone quanto smarrito e decadente Occidente allo scacco ideologico di un'intera élite politica e intellettuale, che tenta di razionalizzare la propria sconfitta nei modi più comici.

di Valentina Bonaldo


Al giorno d’oggi il mercato mondiale punta sempre di più a produrre prodotti green per riuscire a ridurre l’inquinamento ambientale che sta lentamente distruggendo il nostro pianeta. L’esempio di questo tentativo è la produzione di macchine elettriche le cui emissioni sono apparentemente nulle. Ma è veramente un passo che porta benefici o nasconde problematiche a cui non pensiamo perché ad un primo impatto tutto sembra tutto rose e fiori?

di Fausto Trapletti


La situazione attuale impone una riflessione sul concetto e sulla categoria di “crisi”: che cosa significa “crisi”? Quali sono le caratteristiche che accomunano tutte le crisi che viviamo? Che cos’è oggi la crisi?



di Sara Albiero


Il politicamente corretto, o politically correct per chi preferisce l’inglesismo, è un argomento spinoso su cui sembra non esserci un punto di accordo comune e pienamente condivisibile. Analizzeremo alcuni esempi per provare a comprendere quando è legittimo, quindi effettivamente “corretto” e, quando, gridando in suo nome, si scade nel ridicolo. 

di Alesia Barolli


Anche quest’anno la Finlandia si aggiudica, per il quarto anno consecutivo, il primato per il Paese più felice del mondo. Come fa un Paese, il cui proverbio più famoso è happiness will always end in tears, ovvero la "felicità finirà sempre in lacrime", ad avere le potenzialità per arrivare in cima al podio?


«Il sogno è la piccola porta occulta che conduce alla parte nascosta e intima dell’anima, aperta sull’originaria notte cosmica che era già anima molto prima che esistesse la coscienza dell’io» (Carl Gustav Jung).




Per evitare la dogmatizzazione della scienza dovremmo, innanzitutto, chiederci “che cosa è scienza?”. Così facendo potremmo forse, spinti da una sana umiltà intellettuale, ammettere di essere molto confusi a riguardo. La scienza non è una struttura monolitica ma, come spesso accade, la questione si rivela molto complicata e ricca di sfumature. 

di Mattia Cattaneo


È necessario che ci sia una Legge? E, se sì, è necessario esattamente per chi o per cosa? O forse sarebbe meglio che ce ne fossero molte e tante (regime autoritario, etc.) oppure nessuna o pochissime (autodeterminazione sociale, etc.)?


Quando pensiamo alla politica, è difficile associarla ad una scienza: non solo per l’immagine che ci offre la nostra politica attuale, ma per il concetto stesso di politica che ci è sempre stato presentato dal punto di vista filosofico. Questa visione non è quindi frutto di un processo accidentale, ma un’eredità della filosofia stessa e del modo con cui si è sempre inteso la politica. È la tradizione filosofica a far sì che il discorso si concentri altrove e non sullo statuto scientifico della politica.



di Linda Calderaro


Giovanni Verga nella sua famosa novella intitolata Rosso Malpelo racconta la storia di un giovane ragazzo che lavora in condizioni disumane in una cava siciliana del tardo 1800, e viene ritenuto “malvagio” a causa di un luogo comune molto diffuso all’epoca che considerava segno di sfortuna il colore rosso dei capelli. L’opera fa parte del movimento letterario del Verismo e affronta uno dei temi sociali più dibattuti in quel periodo, ovvero lo sfruttamento minorile. Seppur sia passato più di un secolo dal racconto di Verga, questo fenomeno rimane uno dei problemi più urgenti e rilevanti a livello globale.

di Valeria Tusa


Nel mondo circa una persona su nove non ha abbastanza da mangiare e una su tre è malnutrita, mentre nei Paesi avanzati 1,9 miliardi di persone, cioè oltre un quarto della popolazione mondiale, sono in sovrappeso o soffrono di malattie provocate da diete alimentari eccessive o sbilanciate e ogni giorno quantità enormi di derrate alimentari finiscono tra i rifiuti, contribuendo all’inquinamento. Perciò il problema della fame attualmente non è legato alla carenza di cibo, quanto piuttosto alla sua distribuzione. Infatti, ogni anno, a livello collettivo, produciamo cibo a sufficienza per sfamare il mondo intero e garantire a tutti 3.000 calorie al giorno. Allora perché centinaia di milioni di persone, tra cui molti bambini, sono costrette a patire la fame?  

di Luca De Vincentiis 


Romanticizzare non è solo dare un senso al mondo, alle cose che ne fanno parte, a ciò che ci circonda, ma è prima di tutto esistere secondo consapevolezza, creatività e responsabilità. 



di Pasquale Noschese


Dopo oltre un anno di crisi, la domanda su "cosa cambierà alla fine" acquista tutto un altro significato. Per provare a dare una risposta non serve guardare al "fatto" della crisi, ma ai presupposti culturali che usiamo per rapportarci ad essa. 

di Fabio Gabrielli


Esaurire la didattica, tutta la didattica, nell’infruttuosa retorica dello stare in presenza o a distanza, significa obliterarne la natura specifica: un contatto, un toccarsi reciproco di maestro e allievo, che non ubbidisce alla logica del possesso ma dello sfiorare. Un toccarsi, insomma, per lasciare andare, per spalancare linee di fuga ad ogni singolarità che accogliamo nell’incontro. Nella disponibilità dei corpi al congedo, si misura una didattica capace di stare all’altezza dell’inappropriabilità di ogni vocazione. 


Semisconosciuto in Italia, è considerato il poeta britannico più importante del secondo Novecento. Scrisse versi “semplici" in cui la realtà abituale è presentata nei suoi dettagli, nei suoi tedi, nei suoi drammi, nelle sue “umane troppo umane” contentezze e nelle sue fugaci – quasi sempre lugubri – rivelazioni. L’intuizione fondamentale della sua poesia è che c’è sempre e costantemente un morire, ovunque: un finire capillare e spesso inavvertito, silenzioso, talvolta paradossalmente rigoglioso.