La novità di AM Edizioni


di Yassemine Zitouni


In una società nichilista e secolarizzata come quella odierna, che non costituisce altro che la continuità di quella ottocentesca e novecentesca  nell’accezione in cui viene meno il tradizionale assetto veritativo, giungendo alla mancanza di valori e ad un qualcosa di trascendentale, ovverosia indipendente dalla realtà stessa –, ecco che il punto di riferimento di ogni analisi e indagine speculativa non diviene altro che l’uomo in se medesimo. 



Nel 1862 Francesco Fiorentino (Sambiase 1834 – Bologna 1884) va a Bologna come professore di storia della filosofia e, ancora sotto l’influsso di Bertrando Spaventa, sente sempre più viva l’esigenza di andare alle prime origini di quell’idealismo che aveva trasformato il mondo moderno: la filosofia del Rinascimento italiano.



Rileggere l'opera L'esistenzialismo è un umanismo, pubblicata da Sartre nel 1946, per non dimenticare chi, cosa siamo e cosa possiamo fare per rendere la nostra vita autentica. Che Dio esista o no, che s’interessi alla vita di ogni singolo individuo o rimanga indifferente, è responsabilità di ogni singolo individuo creare la propria vita.




Benché si parli continuamente di principio rieducativo all'interno del mondo giuridico e penale, pare che quel proposito sia continuamente contraddetto dalla prassi carceraria. Un vecchio anarchico prova a spiegarci il perché. 


Il limite di ogni rivoluzione è nel fatto che essa realisticamente e costituzionalmente non può far altro che prolungare il passato e perciò dopo che abbia avuto accesso al potere non si preoccuperà più di distruggere quel passato ma di tutelare il suo presente.


Chiedersi quale sia la funzione del pensiero filosofico nella vita è cosa assai frequente, soprattutto per gli addetti ai lavori. Il nostro intento è proprio quello di addentrarci in questa complessa questione. Nel far ciò, l’appoggio principale sarà l’opera Elogio della filosofia di Maurice Merleau-Ponty. Rilevando la condizione umana del non-sapere come cifra essenziale del sapere filosofico, egli esprime la necessità di una riconsiderazione profonda della figura di Socrate. 




« A volte vorrei lasciarmi, ma non saprei con chi altro andare. A volte mi innamoro di me, e ritorno a giocare. »  (Ex Otago)

 di Giacomo Lovison


 Quando ci si accorge che i comfort materiali non sopperiscono alla mancanza di valori che la società propone, allora l’insoddisfazione è l’unica risposta che si riesce a dare alla realtà.


Attraverso le crisi economiche, la figura del banchiere Alan Greenspan – con le sue politiche e, da ultimo, con le sue parole nel libro Capitalism in America, in cui in esplicita la sua filosofia – ci restituisce con nitidezza, in una immagine non più trasfigurata, l'anima del capitalismo. Un capitalismo che non si è corrotto nel tempo, ma che è esso stesso la corruzione.




La biologia evoluzionistica si è profusa negli sforzi teorici più disparati per fornire una spiegazione alla sessualità che non contraddica al postulato darwiniano della necessaria lotta per l’esistenza.


La concezione materialista della storia – quell’analisi dialettica che si è sviluppata in seno alla realtà marxista – viene spesso ridotta a una concezione che guarda unicamente ad un lato, quello economico-sociale, e considera il resto delle espressioni umane come suoi derivati. Cerchiamo però di fare più chiarezza. 


La cultura dalla quale deriviamo e alla quale siamo chiamati a dare nuova forma è ciò di cui non possiamo fare a meno, l’abito che indossiamo ogni giorno e per il quale dev’essere portata la giusta cura. 




Il materialismo storico fa dipendere lo sviluppo delle culture esclusivamente dai fenomeni tecnologici ed economici. La storia, invece, sembra mostrarci come questa sia una astrazione, e che le cose potrebbero essere più complesse.


Siamo sicuri che tutti gli aspetti negativi del medioevo siano così gravi da coprire quello che di buono c’è stato? La nostra epoca è completamente diversa dal medioevo o sono presenti anche nel nostro tempo guerre, carestie, contraddizioni nell’animo, disparità sociali?


Il senso di colpa, sentimento umano, rivela nel profondo un Amore incondizionato e sublime nei confronti dell’Altro, concepito come complementare a se stessi. 




Proponiamo qui il discorso, presentato alla sesta edizione della David Foster Wallace Conference, che cerca di mettere in luce come sia Wittgenstein che Wallace abbiano considerato il "sentimento religioso" come risposta filosofica al solipsismo del nostro tempo.

di Edoardo De Santis


Cosa può rappresentare realmente la filosofia per l’uomo? È destinata a rimanere pura teoria, appannaggio di pochi studiosi ed appassionati?

di Giulia Contin


Anche nella giornata dell’8 marzo, Festa Internazionale della Donna, abbiamo contato una serie di femminicidi. Mentre in un giorno così importante folle si muovevano in piazza per ottenere la parità dei diritti e la parità di genere, altre donne venivano violentate e sottomesse da uomini che pensano di avere il potere sulla loro vita, al punto di decidere quando è il momento di farla finita.




Il capitalismo flessibile, quello che si fonda su caos degli appetiti, società atomizzate e divieto di ogni altro possibile, può essere visto come un inveramento, eterodosso e perverso, di alcuni concetti cardine della filosofia hegeliana e spinoziana, come quelli di totalità organica e necessità del Tutto. È possibile resistere? Sì. Come? Abbandonando l’eticità – che, evidentemente, si è realizzata al di là del senso hegeliano – e facendo ritorno alla moralità (riconquistare cioè l’idea che ci si possa opporre a questo stato di cose, che ciò che si è realizzato non coincide con il necessario).


La posizione della musica nel sistema delle arti hegeliano risulta particolare, con una tendenza di sviluppo autonomo che la allontana dall’opera d’arte nel senso inteso da Hegel – cioè portatrice di significato – e una tendenza di sviluppo concettuale che la fa certo procedere verso significati più alti, col sacrificio però di se stessa e col graduale passaggio alla poesia.

 di Tommaso Bertollo


L'aspetto non conterebbe, si dice; ma a volte, nelle contingenze della vita, è tutto quello che abbiamo. E senza di esso, anche il resto viene meno.