IL XXI SECOLO, TIRANNICO E DISPOTICO


I gilets jaunes sono l'ultima delle reazioni – benché inattesa ed esplosiva – ai governi democraticistici che nei decenni hanno condotto ad avere in disprezzo il nobile ideale di creare una comunità politica europea, fatto cadere in discredito la democrazia, alimentato la sfiducia nei confronti della politica, favorito la ribalta di sovranisimi e populismi di varia fattura. Viviamo in una crisi perenne e abbiamo così poca consapevolezza delle sue radici profonde che la situazione, nella sostanza, è destinata a non migliorare.



LA NATURA DELL'EGOISMO E DELL'ALTRUISMO

 di Alberto Frasson


L’egoismo e l’altruismo sono due concetti che sono sempre stati usati per indicare due comportamenti diametralmente opposti: tanto che il primo è sempre condannato, mentre il secondo viene assecondato e lodato. Ma in che direzione propende la vera natura dell’uomo? E potrebbero mai questi due concetti trovare un punto d’incontro?

LA VIOLENZA SILENZIOSA


Non mancano generalmente critiche verso quei movimenti di protesta che sfociano, in certi casi, in blocchi prolungati delle strade, chiusure dei negozi o persino situazioni di scontro con la polizia. Ma sarebbe da chiedersi quanto, in certi casi, l’azione del governo possa creare danni ancor più gravi, i quali di conseguenza causano le proteste incontrollate.

CROCE PERICOLOSO?


Con il suo Croce e l’ansia di un’altra città Postorino è impegnato in una vera e propria critica, dai tratti storico-sistematici, al pensiero del filosofo di Pescasseroli; ma è una critica che pulsa di ammirazione e gratitudine nei confronti di colui verso cui si esercita; che ne considera pertanto degni di altissima considerazione i pensieri.



L'INUTILITÀ UTILE: LA VALENZA DELLA FILOSOFIA


Il senso che la filosofia assume oggi, nell’ambito di una contemporaneità che fa del pragmatismo il suo cavallo di battaglia, è spesso relegato alla sfera di una mera astrazione totalmente aliena dal reale. Quanto il sapere filosofico è ancora in grado di incidere sulla vita di un’umanità che arranca nel baratro di incertezze ed inquietudini?

L'IMPERATIVO DELLA VITTORIA


Vincere e sbaragliare la concorrenza: questo è il pensiero dominante della nostra epoca. Ma cosa succede quando tale paradigma si radica nella quotidianità e nei nostri modelli educativi?

LO STALLO DELLA CONTEMPORANEITÀ: IL NOVECENTO CI CHIEDE DI ESSERE SUPERATO?


Il Novecento è il secolo della decostruzione, del pensiero debole, della secolarizzazione pressoché totale della società; è il secolo della guerra di trincea, dell’Olocausto e degli attacchi nucleari sul Giappone; è il secolo di Heidegger, Derrida e Vattimo; è il secolo in cui la verità si fa interpretazione. Si può andare oltre il Novecento? Forse è il Novecento stesso a chiederci di assumerci questa ora ancora inverosimile responsabilità.



L'AGIRE FILOSOFICO TRA SOCRATE E I CINICI


Ogni azione che facciamo pecca del fatto che non conosciamo tutte le relazioni che quella cosa implica; anche essere inerti è quindi qualcosa da non poter seguire, proprio perché la decisione stessa di non agire pretende di esaurire tutte le relazioni insite nella realtà.

ACCOGLIENZA A RIACE


La triste vicenda che ha catturato l’attenzione delle cronache degli scorsi mesi sugli arresti domiciliari del sindaco di Riace, Domenico Lucano, sembra ricalcare antichi passi della storia degli uomini.

IL RUOLO DELL'INSEGNANTE


Intervista al prof. Enrico Galiano



A COSA SERVE LA STORIA?


Se il richiamo alla storia avviene sempre, indipendentemente dalla nostra volontà, v’è un motivo per cui “affinare” questo procedimento mediante lo studio; lo possiamo vedere, per esempio, per la nostra formazione politica. 

PARADIGMI DELLA SCHIAVITÙ SISTEMICA: IL BLACK FRIDAY


Black Friday e consumismo sfrenato: siamo dinanzi ad una ricorrenza di semplici sconti ed offerte limitate o ad un meccanismo surrettizio di sfruttamento e schiavitù in chiave capitalistica?  

L'INETTITUDINE UMANA DE "LA COSCIENZA DI ZENO"


Zeno Cosini è l’emblema della schizofrenia dilagante, che paralizza la capacità di azione umana, rendendo l’uomo schiavo di se stesso, privo della forza di reagire alle sue debolezze e contraddizioni.



FRANZ KAFKA, IL CASTELLO: L'ALIENAZIONE DELL'UOMO (I)


La prima volta che si vede il castello all’apparenza non potrà piacere, il problema è che solo avendolo visto, si è già entrati sotto la sua legislazione. Più lo si vede e lo si cerca di conoscere, più si rimane impigliati nella sua tela.

FRANZ KAFKA, IL CASTELLO: L'ALIENAZIONE DELL'UOMO (II)


È questa la follia in cui K. s’immedesima: è costretto ad affrontare la realtà rivalutandola ogni volta, finendo per non prendere più posizione su ciò che accade, in quanto sarebbe un’operazione vana e contraddittoria nel suo porsi.

UNA STORIA INFAUSTA: IL CREPUSCOLO DEGLI INTELLETTUALI


Il destino degli intellettuali appare sempre più simile a quello di colui che, dopo essere uscito dalla caverna, decide di ritornarvi per raccontare agli altri la verità scoperta. Un destino decisamente infausto.



LA DECADENZA DELLA MENTE


Sogno un mondo dove vi è amore, dove posso contare sulla collettività: vorrei che i miei mali fossero curati tramite la discussione, senza ricorrere al blaterare. Spero in un mondo migliore, dove non si deve spiegare all'individuo la traboccante violenza che scorre impietosamente ogni giorno, ma l'amore per la conoscenza, per la vita: elevando sempre più la propria anima, fin quando essa non splenda del tutto. Questo vorrei.

PER UN BUON NUTRIMENTO: NON SOLO CIBO


La povertà è una piaga sociale per la quale ancora oggi non si è riusciti a trovare un rimedio efficace. Ecco una proposta che riesce, nel suo piccolo, ad affrontarla guardando all’insieme delle sue problematicità. 

"LA MISERIA OFFRE, LA SOCIETÁ ACCETTA"


 Vivere nella conoscenza, dunque vivere, per essere, davvero, uomini.



IL SÉ NON ESCLUDE L'ALTRO


L'idea di una azione totalmente rivolta verso l'Altro, e dunque assolutamente "altruistica", è impossibile. Questo è un dato di fatto. Ma la suddetta constatazione non apre le porte all'individualismo nichilistico. Al contrario, ci costringe a pensare responsabilmente il nostro legame con l'alterità.

CONTRO UN'ESTETICA SOGGETTIVISTICA


L'arte non se la passa bene, come accade per il resto della cultura. Forse le va pure peggio. Gli spazi che dovrebbero contenerla sono usurpati da incompetenti o da arrivisti collusi con la tendenza mercificante del mondo. Perché siamo arrivati a questo? 

SIGNORSÌ


È il caso di chiedersi se questa sia effettivamente da prendere come parola d'ordine per l'educazione di ragazzi e ragazze che dovranno costruire una società più giusta dell'attuale, o se sia una mera comodità per l'educatore ma soprattutto per loro stessi.