Difendiamo il diritto alla filosofia

 

Oltre 100 accademici, centinaia di professori della Scuola e altri professionisti di tutta Italia vi hanno già aderito. La testimonianza di Enrico Berti e il suo invito  alla filosofia, come firmatario del Manifesto per la filosofia.

 

di Enrico Berti

 

 

Ho insegnato filosofia per più di 50 anni (3 nel vecchio Istituto Magistrale e 49 nell’Università) e sono stato due volte presidente nazionale della Società Filosofica Italiana (oltre che socio della medesima da quando avevo 20 anni). In tale veste mi sono sempre impegnato per ottenere che l’insegnamento della filosofia fosse introdotto in tutti i curricula della Scuola Secondaria Superiore italiana. Vedo che ora la filosofia corre ancora il rischio di essere marginalizzata e non me ne stupisco, perché ciò accade regolarmente, dal tempo in cui, per metterla a tacere, si è fatto ricorso persino alla cicuta.

 

Il motivo di questo impegno è la mia ferma convinzione che tutti i ragazzi italiani abbiano il diritto di fare esperienza, almeno una volta nella vita, di che cosa significa affrontare problemi di verità e problemi di senso per mezzo di un dibattito razionale, cioè non influenzato né da fedi religiose né da ideologie politiche. Per problemi di verità intendo quelli indicati dalla Commissione dei Quaranta nominata dal ministro Berlinguer nel 2000, ad esempio: che significa verità? Il mondo è realmente come ci appare o è solo una nostra costruzione mentale? L’universo si spiega interamente per mezzo della scienza, di cui in ogni caso non bisogna negare il valore, o richiede una spiegazione che vada oltre la scienza? E per problemi di senso intendo: come distinguere il bene dal male, dato che la scienza è di per sé “avalutativa” (Max Weber)? Esistono fini a cui valga la pena di dedicare l’intera vita? Con riferimento a quali valori deve essere organizzata la società politica?

 

Solo la filosofia è in grado di affrontare tali problemi, che riguardano tutti e che non possono essere lasciati a forme di pensiero ingiustificate o condizionate da fattori non condivisibili da tutti. E solo la scuola può offrire a tutti i ragazzi un approccio filosofico a questi problemi, non per far diventare tutti filosofi (cosa non auspicabile, dati i tempi che corrono), ma per far sapere a tutti che esiste un modo interamente umano di affrontarli, fornendo qualche esempio di come ciò sia avvenuto nel corso dei secoli. Perciò la scuola non può essere strumento di discriminazione tra quanti vengono messi al corrente di questa possibilità, e quanti invece ne rimangono esclusi.

 

In questo senso ritengo che l’accesso a un’esperienza di filosofia debba essere non solo un’occasione offerta ad alcuni privilegiati, ma sia un diritto che deve essere riconosciuto a tutti e realizzato per tutti, anche se in forme e con tempi differenziati. Il Manifesto per la filosofia che sta mobilitando il mondo della Scuola e dell’Università rappresenta un rinnovato tentativo di ottenere questo risultato. Non bisogna mai disperare e vale la pena di sostenerlo, da parte di chiunque abbia a cuore la formazione dei ragazzi italiani.

 

2 maggio 2019

 



 

La sottoscrizione su Change.org

L'elenco dei primi firmatari qui 

Per info: manifestoperlafilosofia@gmail.com