Perché dovresti sapere cos'è la "N word"

 

La parola con la N viene usata in inglese per riferirsi al termine che in italiano corrisponde a negro ed è al centro di una questione contorta e delicata, che dovremmo tutti conoscere per evitare di essere irrispettosi verso la comunità nera.

 

di Rachele Pignata 

 

Protesta BLM
Protesta BLM

 

Ad oggi nella lingua inglese è diffusa l’espressione N word per riferirsi indirettamente alla parola nigger o nigga (nella cultura musicale pop e hip-hop) perché quest'ultima evidenzia un significato negativo, ovvero discriminatorio. La parola deriva dallo spagnolo negro, che cominciò ad essere usata negli Stati Uniti nell'Ottocento, a partire dalla tratta degli schiavi dall’Africa, per riferirsi alle persone di pelle scura.

 

È una questione molto più profonda di ciò che si pensa, ma spesso quando le persone non provano determinate cose sulla propria pelle, tendono a sminuirle e a considerarle superficialmente, soprattutto se coloro con cui parliamo sono refrattari, non aperti al dialogo, se si sentono attaccati, quindi in dovere di difendersi e di mantenere l’attenzione su se stessi.

Nel maggio del 2020 è divenuto noto a tutto il mondo il movimento di proteste pacifiche Black Lives Matter (BLM) – Le vite delle persone nere sono importanti  –, dopo l’omicidio dell’innocente George Floyd da parte dei membri di polizia di Minneapolis. Il movimento prende questo nome per porre l’attenzione sulle vite dei neri, che ancora oggi sono soggette a discriminazione, e per mettere in luce che esistono disparità nella società odierna. In questo caso le persone non nere hanno cerc()ato, non di rado in modo arrogante, di puntare l’attenzione su loro stesse, esclanmando All lives matter (Tutte le vite contano). Ciò non ha però senso, in quanto attualmente, ancora, tutte le vite non sono importanti allo stesso modo se quelle dei neri non sono di fatto considerate come le altre. 

"Ecco, penso che le vite di tutti siano importanti allo stesso modo" – "Dovremmo occuparci equamente di qualsiasi cosa in ogni momento" – "Tutte le case sono importanti"
"Ecco, penso che le vite di tutti siano importanti allo stesso modo" – "Dovremmo occuparci equamente di qualsiasi cosa in ogni momento" – "Tutte le case sono importanti"

 

Sulla stessa falsariga si pongono coloro che negano che solo i neri possano impiegare la "N word", poiché, sostengono, se la usano fra di loro non c’è problema se chiunque la usa per scherzare. Ecco, in questo caso si “scherza” su una questione che affonda le radici nell’oppressione e nella discriminazione razziale dei neri in America.

Una significativa testimonianza dell’uso del termine nella letteratura del XIX secolo la si trova per esempio nell'illustrazione Il negro di Bradish, per il romanzo di Mark Twain Le avventure di Huckleberry Finn (1884).

 

 

Essendo entrato in uso nel periodo di importazione degli schiavi africani in America, il termine è stato associato alla discriminazione e pian piano ha iniziato ad essere rifiutato dagli afroamericani. Una svolta ha cominciato ad affermarsi negli anni '70 e il termine a perdere man mano il potere che aveva sui neri, che si appropriarono poi del termine stravolgendone il significato.

L’interpretazione negativa del termine però arriva in Italia più tardi come dimostra l’arrogante estratto del testo di geografia per scuole medie di edizione Garzanti del 1978:

 

« Da qualche tempo gli abitanti di colore degli Stati Uniti rifiutano di essere chiamati con il termine “negro” che viene quasi sempre usato in tono spregiativo (come, ad esempio in Italia, si fa spesso purtroppo con il termine “terrone”)  notare come si cerca di spostare l’attenzione dalla questione iniziale  e vogliono invece essere chiamati “neri” (in inglese blacks). Da noi, in Italia, il termine “negro” non ha alcun tono di disprezzo, e quindi possiamo continuare a chiamarli così. »   

 

La N word rimanda a una situazione atroce: è apportuno “sbarazzarsi di essa” come si è affermato nell’episodio del Black Sand Podcast dedicato alla N word. Nel podcast viene anche considerato il caso in cui la parola si trovi nel testo di una canzone: la conclusione a cui si arriva è ovviamente che sia la stessa cosa dirla in un contesto “scherzoso” o in una canzone: rimane comunque sbagliato pronunciarla se non si è neri, per questione di rispetto verso una comunità di persone: le parole non sono solo parole, ma i loro significati, carichi della storia che li ha prodotti.

 

La causa è quindi ancora una volta la mancanza di sensibilità e di informazione e la soluzione sarebbe l’educazione riguardo la N word, o anche solamente la predisposizione al dialogo nel momento in cui ci si trova in una situazione di confronto. Talvota basterebbe riconoscere di non essere abbastanza informati su un certo argomento, uscendo dalla prospettiva limitata della propria ingenua esperienza, riconoscendola frutto di una storia traboccante di lacrime e sangue, che meritano tutto il rispetto di cui possiamo essere capaci.

 

26 febbraio 2021