Il valore intrinseco delle rinnovabili

 

Nell'usufrutto dell'acqua, del sole, del vento o anche del calore primordiale è visibile la metafora dell’ideale che vede l’uomo raggiungere l’armonia con la natura (e perciò con se stesso), costruita sulla volontà di adeguare il proprio stile di vita al ritmo scandito dai fenomeni naturali; così raccogliere la loro energia rientra nello sforzo di tutto il genere umano a perseguire quell’ideale: un'ideale di crescita.

 

di Marco Pieretti

 

 

Idee visionarie affiancate da tecnologie d'avanguardia, sono quelle che in poche decadi si sono concretizzate nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nel suo impiego sempre più diffuso grazie anche all'avanzamento continuo in campo ingegneristico. Sono i progetti di chi le ha sostenute sempre e con tenacia ciò che ha portato queste tecniche ad essere un'alternativa valida e concorrenziale all'uso di fonti fossili da timide, quasi illusorie, proposte che erano, rivolte soprattutto alla parte più "verde" della società. Per rendersene conto è sufficiente scorrere i dati dagli inizi del Duemila ad oggi relativi ai Giga watt-ora prodotti per ciascuna fonte rinnovabile e per i fossili i primi, sebbene con alcune oscillazioni, in aumento, i secondi in calo (dati Terna).

 

Le cosiddette energie alternative sono l'esempio migliore a cui si possa guardare per constatare il potere di un ideale portato avanti, acquisendo così ancora più valore, tra gli antagonismi e il disfattismo di chi non crede a niente. Senza una convinzione e una ferma consapevolezza, una sorgente di energia intellettiva e spirituale, verso ciò che si progetta, tutte le tecnologie a disposizione sarebbero del tutto sterili, stagnanti in un immobile traguardo raggiunto, prive di ogni stimolo a spostarlo volontariamente più in là.

 

Celle fotovoltaiche ad alto rendimento con silicio nero
Celle fotovoltaiche ad alto rendimento con silicio nero

In fin dei conti quando si parla di progresso, si parla essenzialmente di posporre l'obiettivo delle proprie azioni, un meccanismo prima di tutto filosofico, più che tecnologico, in cui a concorrere in prima linea sono le idee e le visioni del mondo piuttosto che l’avanguardia tecnica fine a se stessa; e con esse si scorge un orizzonte enormemente più vasto, e più lontano, rispetto ad una fotocamera ad ancora più megapixel di quella a più megapixel. Per questo sarebbe necessario chiamare all’attenzione parlando di progresso di idee, precisazione però che si deve solo al fatto di evidenziarlo in contrasto con l’abitudine o la convinzione di pensarlo di esclusivo carattere tecnico, dacché non c'è in realtà differenza sostanziale nel momento in cui le idee si declinano, senza scadere, nell'avanzamento tecnologico.

 

Anche la ricerca di energia da fonti rinnovabili si pone in questo contesto, una volta scoperti i fenomeni che sarebbero poi stati alla base di queste tecnologie e compresi i principi fisici che li governano; solo l'immaginazione di un mondo liberato dai fumi delle ciminiere, la prospettiva del proprio paese autonomo nel fabbisogno energetico e in pace con gli altri, l'idea di poter disporre di energia per un tempo illimitato poteva dar loro senso compiuto, renderli contributi partecipi di un percorso di crescita umana e insieme conciliazione fra uomo e ambiente e se medesimo di conseguenza. Le due sembrano viaggiare su binari divergenti da lungo tempo, forse perché ciò è inevitabile o più probabilmente perché lo è dal momento in cui esse vengono intese in un modo che a quanto pare non è quello corretto, e reinventarlo potrebbe, se non annullare, almeno diminuire il loro allontanarsi reciprocamente. Reinventarlo significherebbe, neanche tanto semplicemente, accantonare l’abitudine a pensarle come due vie separate da ricongiungere, e piuttosto cominciare a rendersi conto che la crescita umana segue anche alla nascita di un essere umano le cui azioni cercano il rispetto del mondo naturale in cui egli si ritrova immerso e partecipa vivendoci. Una crescita intesa fino ad ora come esclusivamente individualistica e quantitativa, ma cieca e insensibile, si è rivelata essere ciò di cui l’umanità non ha bisogno, quindi un errore.

 

Le fonti fossili su cui essa ha puntato riflettono questi suoi caratteri e ad esse si è riconosciuta la responsabilità di un futuro di squilibrio e annullamento prima che del pianeta, dell’uomo stesso. Ecco perchè, in ultima analisi, un essere umano che devia dall'autodistruzione è senz'altro votato alla crescita.

 

Il contrasto delle rinnovabili con petrolio e carbone nella produzione energetica si misura proprio nella loro attitudine a realizzare quel connubio tra volontà umana e rispetto per la natura, sicuramente maggiore nelle prime. Nell'usufrutto dell'acqua, del sole, del vento o anche del calore primordiale è visibile la metafora dell’ideale che vede l’uomo raggiungere l’armonia con la natura (e perciò con se stesso), costruita sulla volontà di adeguare il proprio stile di vita al ritmo scandito dai fenomeni naturali; così raccogliere la loro energia rientra nello sforzo di tutto il genere umano a perseguire quell’ideale: un'ideale di crescita.

 

Ciò risulta nel veder soddisfatte le proprie necessità tramite una fonte di energia che non è continua, che non prevede il "tutto e subito", mantra regolatore dello sviluppo odierno, ma che invece richiede un certo spirito di adattamento, il quale non pregiudica, anzi fomenta, un avanzamento tecnologico il cui obbiettivo dev'essere ricercare la massima efficienza possibile, sempre nel rispetto delle necessità ambientali, pena tradire il proposito per cui tutto è stato promosso, annientandone così il senso.

 

È ciò che succede quando in Etiopia meridionale la costruzione della monumentale diga Gibe III lungo il fiume Omo per la produzione di energia elettrica e l’approvvigionamento idrico delle colture intensive attorno (tra l’altro progetto di orgoglio italiano e finanziato da banche estere), comporta il venir meno dell'unica fonte di sostentamento dei popoli indigeni. Si parla di un corso d'acqua di grandissima importanza per la fertilità delle terre circostanti e l’alimentazione del lago Turkana, corso d'acqua che ora, con il calo incredibile della sua portata in seguito al suo sbarramento, non esonda più, scompensando gli equilibri in modo irreversibile.

 

Gibe III,  « la perizia risulterebbe viziata sia in termini di completezza sia di obiettività »
Gibe III, « la perizia risulterebbe viziata sia in termini di completezza sia di obiettività »

 

« Nel frattempo, l’addomesticazione dell’Omo prosegue senza interruzioni: in aprile il governo etiope ha commissionato a Salini-Impregilo anche la costruzione di Gibe IV, che avrà una potenza installata di 1472 MW e a cui seguirà la più piccola Gibe V. Sommando le potenze installate dei cinque elementi, la cascata idroelettrica Gilgel Gibe fornirà una capacità produttiva di oltre 4600 MW, quattro volte superiore al consumo interno massimo dell’Etiopia. Un totale destinato ad accrescersi nel luglio del 2017 quando sarà completata la faraonica Diga della Rinascita sul Nilo Azzurro, prima centrale idroelettrica del continente (6000 MW) costruita a sua volta da Salini-Impregilo. Una valle dell’Omo sempre meno somigliante al paradiso terrestre delle cartoline ma “culla dell’idroelettrico”, simbolo di un progresso non a misura d’uomo. »

( NATIONAL GEOGRAPHIC ITALIA

Etiopia, la grande diga che minaccia il lago )

 

Ecco allora che come monito a queste contraddizioni si staglia la natura equa delle fonti rinnovabili, custodi di una nuova idea dell’uomo, predisposte fin dalla loro scoperta a un concreto impegno verso il miglioramento dell'intero pianeta e a cui non si può guardare con gli occhi di un'insaziabile smania accumulatrice come per il carbone e il petrolio, snaturandole, ma con quelli di chi intravede in esse un'occasione imperdibile di riscatto morale.

 

19 febbraio 2018