Aspettative e comunicazioni nelle relazioni

 

«Ogni persona sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre». Così scriveva Ian Maclaren. Spesso non ci accorgiamo che ognuno ha dei problemi di cui occuparsi e che non gira tutto intorno a noi: questo ha un grande impatto sulle relazioni tra noi e gli altri.

 

di Rachele Pignata

 

 

Aspettative

 

Le relazioni interpersonali sono legami tra più persone, dipendono da noi stessi tanto quanto dipendono dall’altro: detto ciò è abbastanza ovvio che io ho un ruolo centrale e determinante in una relazione tra me e qualcun altro e che di conseguenza ciò che accade nella relazione è un prodotto dei comportamenti di entrambi i componenti.

 Per evitare di ripetermi premetto che il contesto a cui mi riferirò di seguito è quello di una relazione con qualcuno, sia essa romantica, di amicizia, o di qualsiasi altra natura.

 

Quando qualcosa non va e scarichiamo la colpa completamente sull’altra persona, ci stiamo aspettando che essa sia perfetta con o per noi: facendo questo ci stiamo automaticamente escludendo dalla sorta di responsabilità che abbiamo, ostacolando la crescita personale e della relazione stessa.

 

Infatti tutti abbiamo dei limiti e sbagliamo;  ma se in un certo rapporto con qualcuno sentiamo che l’altro stia perennemente sbagliando, forse non è così semplice: ogni qualvolta ci sentiamo in questo modo noi pensiamo rispetto a dei “canoni” o regole di comportamento, in inglese boundaries, che abbiamo fissato nella nostra testa, e spesso senza averle neanche comunicate all’altra persona. In quest’ottica rigida delle aspettative quando l’altro sbaglia ci può sembrare una cosa molto grave in quanto pensavamo avrebbe agito in un determinato modo.

 

C’è da dire che è inevitabile crearsi delle aspettative: un costante flusso di pensieri le fabbrica in modo continuo; quando però le nostre aspettative non si allineano con i fatti, per esempio con il comportamento della persona con cui ci rapportiamo, sorge un  problema: la nostra reazione. Parlando di come ci sentiamo possiamo arrivare ad una crescita nella relazione, invece, restando bloccati nella rigida gabbia delle aspettative rischiamo di farci del male da soli.

 

Comunicazione e boundaries

 

Inconsapevolmente spesso ci aspettiamo che gli altri siano perfetti con noi, per esempio quando rimaniamo male per qualche atteggiamento e diamo per scontato che l’altro sappia come ci sentiamo, magari addirittura pensando che si comporti in un determinato modo di proposito. Questo avviene appunto quando ci facciamo intrappolare dalle aspettative senza renderci conto che ognuno di noi ha i suoi problemi e che molto probabilmente l’altro non ci sta semplicemente facendo un torto.

 

Insomma, non possiamo aspettarci che l’altro ci “legga la mente”: solo dopo un confronto infatti potremo riuscire a ridimensionare la nostra visione della situazione e a renderci conto che non era tutto così ovvio o così semplice come credevamo, ma soprattutto che entrambi siamo responsabili di cosa succede.

 

Inoltre spesso ci facciamo delle aspettative senza aver mai parlato l’un l’altro di cosa vorremmo dal rapporto. Comunicando potremmo avvalerci dei cosiddetti boundaries ovvero confini o linee guida, che vorremmo fossero rispettati nella relazione.

Questi confini sono delle piccole regole che permettono di avere una relazione migliore con l’altra persona, dato che servono proprio a far sapere all’altro come vorremmo essere trattati per stare bene insieme.

Comunicare tanto, parlare di  come ci sentiamo e di cosa abbiamo bisogno, aprirci con l’altro con voglia di capirsi, gentilezza, disponibilità al confronto, empatia, possono permetterci  di conoscere meglio noi stessi e gli altri. Infine, se lo desideriamo, per migliorare le nostre relazioni possiamo avvalerci di alcuni “confini” da stabilire con l’altra persona per creare una relazione serena e soddisfacente per entrambi i componenti.

 

8 settembre 2021

 




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