di Matteo Gabaglio


La scienza è radicalmente opposta alla metafisica? Può la chiarezza matematica della logica illuminare e salvare una filosofia ormai smarrita negli oscuri abissi della vanità e dell’ignoto? Il Circolo di Vienna fu un importante tentativo di rispondere positivamente a entrambe queste due grandi questioni filosofiche divenute così urgenti in un mondo che stava diventando sempre più complesso e problematico.



di Alessandro Petronio


In questi giorni di aprile 2023 si è manifestata per la prima volta nella storia una circostanza che è necessariamente fonte di rigorosi approfondimenti epistemologici, culturali e politici. Il 31 marzo il Garante italiano per la privacy ha emanato un provvedimento che impedisce agli utenti italiani (e solo a loro nel mondo) l’accesso al modello di conversazione ChatGPT basato su intelligenza artificiale. Qualche giorno prima, Elon Musk aveva scritto una lettera aperta per chiedere che il modello GPT-4 potesse essere rallentato nel suo sviluppo ulteriore da parte dell’azienda OpenAI (che egli stesso aveva fondato per poi abbandonare). Incursione mercantile e incursione statalista su uno strumento e una fonte di conoscenza, di per sé un common good, mettono inevitabilmente a rischio il bene comune conoscenza ed è necessario l’intervento partecipe, consapevole e responsabile della comunità.




Una nota epistemologica a margine dell’opera monumentale di Graeber e Wengrow, L’alba di tutto.




Il volere garantire una coesione interna alla società si è trasformato nel suo opposto: gruppi sempre più numerosi innalzano baluardi contro gli altri, creando continui scontri e tensioni. In mezzo a questo caos, risulta impossibile trovare una soluzione. Da cosa è dovuto ciò? Che cosa possiamo fare in quanto esseri umani?




Distrarre il popolo è stato uno dei più sofisticati sistemi di sottomissione nei regimi totalitari. Ma nella società neoliberale siamo davvero certi che non esistano più forme di distrazione? Distrarre è stata una tecnica del totalitarismo, ma è propria anche del capitalismo, la prigione dorata delle distrazioni; l’iperrealtà di baudrillardiana memoria. 






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