Qual è il senso della vita oggi? Chiediamolo a D.F. Wallace

 

A un certo punto della vita ci rendiamo conto di essere diventati adulti: non ci sono più i genitori a dirci cosa dobbiamo fare. Tocca a noi decidere come organizzare le nostre giornate, e qui nasce il problema. Come dare forma alla quotidianità, se non abbiamo una bussola che ci mostri il senso delle nostre vite?

Può sembrare una domanda astratta, eppure è di una concretezza disarmante nell’epoca postmoderna — un’epoca in cui siamo stati abituati a concepire come privo di significato l’incedere del mondo e, di conseguenza, la vita di ciascuno di noi. A che pro svegliarsi la mattina, andare a lavoro, interessarsi agli altri, se le nostre azioni non sono animate da un senso che le vivifica, da qualcosa che ci faccia sentire vivi perché consapevoli di fare ciò che per noi conta davvero?

David Foster Wallace, scrittore e saggista statunitense vissuto a cavallo fra il XX e il XXI secolo, ci invita ad affrontare una delle domande — forse la domanda — centrali per ogni essere umano: qual è il senso della mia vita?

Il genio letterario di Wallace è stato capace di guardare oltre la siepe che delimita il nostro tempo? E, soprattutto, quanto le sue opere possono aiutarci ad affrontare le contraddizioni della nostra epoca?

Ne parliamo con Beatrice Achille, poetessa, autrice teatrale e artista interdisciplinare, laureata in filosofia. Nel corso degli anni ha pubblicato testi poetici, saggi brevi e contributi critici su diverse riviste e raccolte. Tra le sue opere ricordiamo in particolare la raccolta poetica Medeatiche (Vydia Editore, collana Nereidi).

 

 

Con Beatrice Achille e Francesco Pietrobelli; editing Mario Ferdinandi

 

 

Libri consigliati per approfondire:

- D.F. Wallace, Infinite Jest

- D.F. Wallace, Un antidoto contro la solitudine
- D.F. Wallace, Una cosa divertente che non farò mai più

- M. Fisher, Realismo capitalista

 

 

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