Derrida: tutto il mondo è… un foglio dove scriviamo

 

Forse non ci facciamo più caso, ma leggiamo e scriviamo in continuazione, servendoci di parole e segni che esistevano già prima di noi. In questo episodio compiamo un viaggio filosofico alla scoperta del linguaggio: da quando, bambini, ascoltavamo i suoni del mondo come misteri incomprensibili, fino alla maturità del pensiero di Jacques Derrida.

Esploreremo il cuore della decostruzione per capire perché la scrittura non sia un semplice strumento secondario per registrare la voce, ma la condizione stessa che rende possibile il nostro pensiero e la nostra esperienza. Se, come dice il filosofo francese, “non c'è un fuori-testo’’, allora la realtà stessa è una trama di segni da decifrare. E la lettura cessa di essere una ricezione passiva per rivelarsi come un vero e proprio percorso di scrittura, un atto creativo in cui ognuno di noi stringe una matita per dare un senso nuovo al mondo.

 

 

📚 TESTI CONSIGLIATI:

J. Derrida, Della grammatologia, Jaca Book, 2012;

J. Derrida, La scrittura e la differenza, Einaudi, 2002;

J. Derrida, La farmacia di Platone, Jaca Book, 2007;

J. Derrida, La mano di Heidegger, Cronopio, 2006.

 

❤️ Grazie a Giusy Bracco per il contenuto dello storytelling e a Mario Ferdinandi per l'editing

 

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