Elogio della passione

 

Nella società contemporanea risulta esser stata completamente obliata la passione, quella forte emozione che implica una spinta, un movimento dinamico dell’essere umano verso ciò che suscita in lui forte interesse e motivazione.

 

di Alessandra Zen

 

Jan Vermeer, "La merlettaia" (1669-1670)
Jan Vermeer, "La merlettaia" (1669-1670)

 

L’uomo contemporaneo, assuefatto, annichilito e alienato, appare muoversi in un mondo privo di consistenza e di legami e scevro di qualsiasi àncora alla quale legarsi per non affondare. La vita contemporanea è oramai alla deriva, in quanto sono venuti a mancare quei supporti che garantivano solidità e stabilità alle esistenze personali. Tutto è percepito come un peso, una fatica da svolgere, a partire dall’ambito scolastico e lavorativo, sino ad approdare a quello delle relazioni umane. In questo contesto, risulta esser stata completamente obliata la passione, quella forte emozione che implica una spinta, un movimento dinamico dell’essere umano verso ciò che suscita in lui forte interesse e motivazione.

 

Il termine passione deriva dal participio perfetto del verbo latino pati, ossia patus, che significa letteralmente sofferto. La parola passione vanta, comunque, anche radici greche, in quanto essa risulta riconducibile al termine pathos con cui si indica un senso di forte sofferenza, ma anche un’intensa emozione. Nel suo senso più ampio e generale, quindi, esprime quel desiderio e trasporto dell’animo che permette all’uomo di avvicinarsi dialetticamente a ciò che è Altro rispetto a lui. L’alterità può assumere diverse forme: può essere una persona, un argomento di studio, un’attività. Ciò che accomuna queste forme di alterità è che racchiudono, per l’uomo che si approccia a esse, il senso dell’esistenza umana. Vivere significa non lasciarsi trasportare in modo inerte dalle onde che scuotono la mera esistenza e vuota quotidianità dell’uomo post-moderno, bensì elevarsi verso qualcosa di superiore, che permetta di scoprire le infinite potenzialità dell’essere umano e gli consenta di tenere salde le redini della sua vita. 

 

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831)
Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831)

Per dirla con le celebri parole di Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831),

 

« nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione. »

 

Hegel sembra sottolineare come ciò a cui l'uomo debba aspirare consista nell’avere passione, la quale permette di riempire di senso e significato la propria vita. E cosa c’è di più grande se non vivere quella che Socrate definiva vita degna di essere vissuta? L’unico modo per realizzare qualcosa di grande consiste proprio nel compiere ciò che si fa con passione. 

 

Si evince come, se manca la passione, la vita si riduca a un mero agire inconsapevole nella realtà, senza alcuna meta e obiettivo prefissato. Vi sono molti giovani oggi che sembrano compiere delle scelte solo perché obbligati dalle richieste che giungono dalla società, la quale impone il raggiungimento di certi traguardi se si vuole sopravvivere all’interno di essa. Ad esempio, oramai la quasi totalità dei contesti lavorativi e professionali richiede l’acquisizione di una laurea che, in certi casi, viene conseguita dai ragazzi attraversando un percorso concepito solo nei suoi aspetti di impegno, sempre ritenuto eccessivo, e fatica. Tutto questo perché viene meno quella passione necessaria per riscontrare una motivazione in ciò che si sta realizzando. La perdita della passione conduce inevitabilmente a una mancanza di determinazione.

 

Lo scenario che si dipinge di fronte a noi è estremamente tragico: persone che studiano e lavorano senza trovare un significato profondo in ciò che quotidianamente realizzano. Ed è proprio in tale situazione che si percepisce sempre più urgentemente la necessità di evadere dalla quotidianità. Oramai si vive solo in funzione e in prospettiva delle vacanze, che permettono di allontanarsi, anche se solo temporaneamente, dalla propria alienazione.

 

Honorè de Balzac (1799-1850) nell’Ottocento asseriva:

 

« passione è tutta l’umanità. Senza di essa, la religione, la storia, la letteratura e l’arte sarebbero inutili. »

 

Se questa era la prospettiva di circa due secoli fa, la mancanza di passione non può che condurre a una visione apocalittica della realtà, che non recherà nulla di umano.

 

Spetta a ognuno di noi il compito prendersi carico delle nostre vite e risollevare le sorti dell’umanità.

 

28 dicembre 2018