Il mancato confronto nella società postmoderna

 

È proprio per questo che il confronto diventa scontro: le varie opinioni – non potendo confrontarsi, poiché nessuna di essa è sorretta da una ragione – finiscono per scontrarsi in modo violento, al fine di trovare quale opinione abbia più valore.

 

di Giacomo Lovison

 

Pietro chiesa, "Sobborghi milanesi" (1902)
Pietro chiesa, "Sobborghi milanesi" (1902)

 

Il confronto al giorno d’oggi sembra ormai qualcosa di superato. L’interesse per la discussione e il dialogo vengono soppiantati dai social network, dove il confronto si riduce all’esposizione di pareri contrastanti, che non cercano di arrivare ad una conclusione condivisa. Basta scorrere i commenti di facebook, o di qualsiasi altro social, per accorgersi di come il confronto sia qualcosa di inesistente. 

 

La società moderna vede il confronto solamente come scontro: come un luogo in cui vince chi è più forte, e non come occasione per sondare chi abbia dalla propria parte le migliori ragioni dal punto di vista argomentativo. Nella società postmoderna vediamo l’attuazione del diritto del più forte. Per quanto riguarda i social network: al posto della prevaricazione fisica, abbiamo quella dei mi piace: quante più reazioni positive riesci ad ottenere, tanta più forza ha la tua opinione. Il confronto si riduce però – ed è qui che sta il problema – ad una contrapposizione tra opinioni opposte. Le chiamo opinioni e non concetti, o idee, proprio perché queste non sono sorrette da argomentazioni, o appunto da ragioni che diano valore a quello che si sta dicendo; ma sono semplicemente delle prese di posizione particolari che non danno ragioni della propria esistenza.

 

È per questo che la legge dei social network assomiglia alla legge del più forte: manca la mediazione che possa conciliare opinioni contrastanti, superando i punti di vista particolari al fine di creare una visione più generale e onnicomprensiva della realtà. Il mondo dei social network, con tutte le sue contraddizioni, riflette tuttavia il mondo reale: come nel mondo virtuale anche nella società di oggi il confronto è quasi nullo; come detto, la disintegrazione di valori della società postmoderna fa sì che un’opinione tragga le proprie ragioni dalla forza con cui la si esprime e non dal contenuto che si esprime.

 

È proprio per questo che il confronto diventa scontro: le varie opinioni – non potendo confrontarsi, poiché nessuna di essa è sorretta da una ragione – finiscono per scontrarsi in modo violento, al fine di trovare quale opinione ha più “valore”. Il confronto sui social, e poi anche nella vita reale, si trasforma in un campo di battaglia in cui vince chi alza di più il tono della voce, o chi offende in modo più marcato l’interlocutore. La verità è che la società postmoderna non sa cosa sia il confronto, proprio perché non riesce a trovare le ragioni che motivino le proprie azioni. Il confronto è il mezzo attraverso cui si ricerca la verità; è quindi insensato, per la società postmoderna, discutere di qualcosa che non esiste.

 

« L’interesse per la verità, che nella maggioranza dei casi è stato l’unico motivo per sostenere la tesi ritenuta vera, cede ora completamente il passo all’interesse della vanità: il vero deve apparire falso e il falso vero. […] Di regola, chi disputa non lotta per la verità, ma per imporre la propria tesi, come pro ara et focis [per la casa e il focolare], e procede per fas et nefas [con mezzi leciti e illeciti] » (A. Schopenhauer, L’arte di ottenere ragione)

 

La ricerca della verità nella società postmoderna, come dice bene Schopenhauer, non è un’effettiva ricerca di ciò che ha più valore: il confronto si riduce alla mera vittoria sull’altro attraverso stratagemmi retorici. La discussione non viene vista come il percorso che consiste nel rivelamento della verità, ma qualcosa di accessorio, anzi di inutile. Se qualcuno nomina la parola “verità” durante un confronto viene deriso dall’interlocutore; questa è la situazione in cui versa la società odierna: niente di stabile può venir costruito poiché niente ha più valore.

 

« E anche con tutte le altre arti la retorica e il retore si comportano allo stesso modo: non c’è bisogno che sappiano come stanno le cose in realtà, ma basta che trovino argomenti persuasivi, in modo da dare agli ignoranti l’impressione che loro ne sanno di più degli esperti. […] [Il retore] non si preoccupa di sapere che cosa sia il buono e il cattivo, il bello e il brutto, il giusto e l’ingiusto, ma anche qui cerca solo di escogitare trucchi convincenti per dare l’impressione davanti agli ignoranti di saperne più degli esperti, pur non sapendo nulla. » (Platone, Gorgia)

 

« [...] quelli che vanno portando in giro per la città il sapere e lo rivendono all’ingrosso o al minuto, di volta in volta, a chiunque lo desidera, tessono le lodi di tutto ciò che vendono; ma forse, ottimo amico mio, anche tra questi vi sono alcuni che ignorano, di quello che vendono, ciò che faccia bene o male all’anima. » (Platone, Protagora)

 

Si può ritrovare questa figura dei retori, o dei sofisti, nei dialoghi platonici: i sofisti erano infatti coloro che riuscivano a sembrare sapienti di fronte a chi non lo era. La difesa da questi raggiri veniva dalla filosofia, dalla conoscenza; ed è questo l’obiettivo che deve avere la filosofia: discernere ciò che è vero da ciò che lo sembra attraverso la conoscenza, non attraverso gli stratagemmi usati da chi non ha a propria disposizione le ragioni per giustificare il proprio agire.

 

Eugenio Amus, "Burrasca nell'oceano con barcone da pesca"
Eugenio Amus, "Burrasca nell'oceano con barcone da pesca"

 

La filosofia è la disciplina per eccellenza che può dare la possibilità di trovare le risposte alle domande che la società postmoderna ci mette innanzi. È anche l’unica soluzione di fronte al dilagante non-confronto che sperimentiamo quotidianamente. La filosofia è confronto, ed è da questo che dobbiamo ripartire: la ricerca di ciò che è vero, in contrapposizione al mero accostamento di opinioni contrastanti, che hanno la presunzione di non dover essere discusse.

 

31 luglio 2018

 

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