Se il cittadino italiano piange, il cattolico non ride

 

Per ottenere maggior consenso elettorale, viene fatto leva su quel sottosuolo comune di educazione cristiana che viene portato come modello di riferimento. Il problema sta nel fatto che coloro che propongono questi modelli in realtà non stanno affermando nulla, in quanto, da una parte, dichiarano di seguire quei valori, dall’altra, con la loro vita, fanno tutt’altro.

 

Caravaggio, "Cattura di Cristo" (1602)
Caravaggio, "Cattura di Cristo" (1602)

 

Per affermare qualcosa è necessario che all’interno di una proposizione non ci sia anche il suo contrario. Ad esempio, non ha nessun senso dire: “Mi piacciono le carote, ma non mi piacciono le carote.” Nella prima parte si afferma il piacere nel mangiare carote, nella seconda il suo contrario. A quale delle due versioni si dovrebbe credere? Allo stesso modo, per poter testimoniare qualcosa di autentico nella propria vita, è necessario non contraddirsi, ovvero compiere azioni che, se viste insieme, non si smentiscano a vicenda.

 

Risultano abbastanza inaffidabili e fastidiose tutte quelle persone che a parole sostengono qualcosa, mentre nei fatti fanno tutt’altro. Questi tipi di persone li abbiamo potuti scorgere in modo palese durante gli ultimi mesi di campagna elettorale. Hanno fatto particolare clamore le recenti uscite al Congresso delle famiglie di Verona e le dichiarazioni post-voto di alcuni importanti politici, i quali si son fatti portatori dei valori cristiani, suscitando l’ira e lo sdegno di molti credenti.

 

Si è venuto a creare un rapporto problematico tra alcuni esponenti politici e la fede cristiana. Sostenuti da diversi fedeli, pronti a tutto pur di imporre il proprio Dio, alcuni politici si sono fatti portatori del volere divino e si sono auto-eletti profeti in patria. Un binomio importante sembra essersi creato tra riscoperta dell’identità italiana e cristianesimo. Viene fatto leva su quel sottosuolo comune di educazione cristiana, portandolo come modello di riferimento, per poter ottenere maggior consenso elettorale. Proprio quei valori positivi, che la maggior parte riconosce come la parte del cristianesimo da salvare, vengono usati per avere più voti. Fin qui nulla di strano, dato che anche la nostra costituzione ha fatto sintesi di quei valori, a cui facevano riferimento la maggior parte degli italiani, per poter regolamentare al meglio lo Stato. Il problema sta nel fatto che coloro che propongono questi modelli in realtà non stanno affermando nulla, in quanto, da una parte, dichiarano di seguire quei valori, dall’altra, con la loro vita, fanno tutt’altro.

 

Ambrogio Lorenzetti, "Allegoria ed effetti del buono e del cattivo governo" (1338-39)
Ambrogio Lorenzetti, "Allegoria ed effetti del buono e del cattivo governo" (1338-39)

 

Partendo dal Congresso delle famiglie è assurda la propaganda che si è venuta a creare, nel tentativo di salvaguardare la famiglia tradizionale: si sono potuti vedere numerosi fedeli, pronti a parteggiare a spada tratta in nome del volere divino e della naturalità delle cose. Non trovo principio più violento che imporre la propria idea senza sentire le istanze dell’altro e senza avviare con lui un rapporto di confronto e crescita reciproca. Ancora una volta il cristiano sembra avere in mano la verità, senza però confrontarla. Mi sorge spontanea questa domanda: ma se, da duemila anni a questa parte, è presente nella società la famiglia tradizionale, come è possibile che questo modello di famiglia non sia stato seguito? 

 

Un valore, per essere affermato, non ha bisogno di slogan o proteste, necessita semplicemente della coerenza per essere valido. Forse in questo i cristiani non sono stati il massimo, forse i principi affermati da Cristo non sono proprio quelli della famiglia tradizionale, dove l’uomo è il capo e la donna la sottomessa.  È inevitabile che questo modello di famiglia venga messo in crisi. A parer mio, sarebbe più utile per i cristiani guardare la trave che sta nel loro occhio e non la pagliuzza negli occhi degli altri. Se si offrirà un bel modello di famiglia, inevitabilmente verrà imitato.

 

Particolarmente tragicomico è il caso dell’onorevole Giorgia Meloni, notoriamente mamma di una bambina di pochi anni, ma non ancora sposata. È intervenuta con questo discorso al Congresso delle famiglie, suscitando l’ovazione della folla:

 

« Siamo qui per dire che noi non siamo dei numeri, noi difenderemo il valore di ogni singola persona umana. Ognuno di noi ha un codice genetico unico e irripetibile, questo piaccia o no ha del sacro. Lo difenderemo: difenderemo Dio, la Patria e la Famiglia, che fanno tanto schifo a qualcuno. Lo faremo per difendere la nostra libertà. »

 

Si è fatta portatrice dei valori della famiglia tradizionale, lei che non è in una situazione cristianamente corretta. Associando poi il famoso motto fascista “Dio, Patria, Famiglia” alla libertà che gli individui dovrebbero avere, ha toccato l’apice dell’insignificanza. Perché rievocare quel modello di visione della realtà? Cosa c’entra il fascismo con ciò che propone Cristo? Evidentemente qualche cristiano si sente confortato se vede imporre agli altri ciò che sostiene di credere.

 

« Ringrazio chi c’è lassù. Non aiuta Matteo Salvini e la Lega, aiuta l’Italia e l’Europa a ritrovare speranza, orgoglio, radici, lavoro, sicurezza. Non ho mai affidato al cuore immacolato di Maria un voto, o un successo di un partito, ma il destino e il futuro di un paese, di un continente. »

 

Queste sono invece le perle che ci offre il ministro Salvini nella conferenza stampa dopo le Elezioni europee. Delle dichiarazioni ad esplicito sfondo elettorale. Infatti, da buon cristiano qual è, il ministro Salvini dovrebbe sapere che la preghiera non ha bisogno di essere sbandierata in piazza, dovrebbe aver presente il Vangelo del suo omonimo Matteo quando dice: «Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.» Invece così non è stato, l’onorevole ha pensato bene di mettere in mostra la sua preghiera, in modo da attirare tutti coloro che credono che una preghiera basti per salvare l’Italia. Queste persone non sono poche e da buon volpone qual è, Salvini ci specula.

 

Non mi metto qui a spiegare gli infiniti punti del pensiero di Salvini che contrastano con il cristianesimo, il lettore è troppo intelligente per subire questo trattamento. Eppure c’è chi crede in lui, c’è chi va a messa e poi lo vota, c’è chi lo ritiene una persona affidabile. Chi vota persone altamente contraddittorie è lui stesso contraddittorio. Sicuramente questa non era una caratteristica di Cristo, ma, evidentemente, sentirsi sicuri e con la pancia piena è molto più appagante che seguire i famosi “valori cristiani positivi”.

 

Steve Cutts, "The circle of life"
Steve Cutts, "The circle of life"

 

« Non riconoscere le nostre origini, le nostre tradizioni, la nostra cultura significa non sapere cosa vogliamo per il nostro futuro. Si rischia di cadere in cose pericolose, perché chi tendenzialmente non si ricorda dei valori cristiani, tende a cadere anche in cose pericolose, che magari ci sono già state nel passato europeo e spero non si ripetano mai più. [Su domanda dei giornalisti mostra il rosario che ha in tasca, prosegue sostenendo che va a messa ogni mattina e alla domanda su un possibile intervento dall’alto sulla vittoria delle elezioni risponde:] Tutte le cose che avvengono arrivano dall’alto, per chi ci crede anche le sconfitte arrivano dall’alto, servono per far riflettere a volte. Tutte le cose che avvengono arrivano dall’alto. »

 

Queste invece sono le parole del ministro per la famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana subito dopo le europee. Si possono tradurre in: la crisi dei valori che stiamo vivendo è causata dalla dimenticanza dei valori che abbiamo vissuto, quindi per evitare “cose pericolose”, che sono state però permesse dai valori che avevamo, è giusto ricordarsi dei valori che abbiamo sempre avuto, ma che adesso non abbiamo. Un filino carente sul piano teoretico, ma adattissima per attirarsi le simpatie di ampia porzione dell’elettorato. Da piccolo lo chiamavano “la Pinzia di Verona” per la sua capacità di trarre gli auspici e interpretare le cose che “arrivano dall’alto”. 

 

Con queste affermazioni sottrae importanza all’impegno che ognuno può metterci per cambiare la società, limita il percorso di ricerca e invita a sperare nella manna che arriva dal cielo. Per valorizzare i superpoteri di Dio, si finisce per sminuire l’uomo. Nemmeno questo l’ho mai associato alla figura di Gesù. Certo, spesso può sembrare che le cose cadano dall’alto, in prima istanza in quanto ne ignoriamo la provenienza perché magari quell'avvenimento è particolarmente bello o particolarmente brutto. Una volta, però, che si entrerà in contatto con tale realtà, sarà inevitabile avercene a che fare, scoprirne le caratteristiche e darsi una spiegazione, che sarà tutt’altro che caduta dell’alto. Appare un po’ troppo semplicistica l’idea per cui bisogna affidarsi a ciò che “arriva dall’alto”. Non vorrei mai che qualcuno si prendesse il torcicollo. Purtroppo però, le elezioni non sono cadute dall’alto, i risultati hanno delle spiegazioni ben precise e starà a chi se ne lamenta il cambiare le cose.

 

Vincent Van Gogh, "Il seminatore con sole al tramonto" (1888)
Vincent Van Gogh, "Il seminatore con sole al tramonto" (1888)

È giusto però sottolineare che questi pensieri sono propri dei cristiani (più precisamente di una parte di essi) e non del cristiano. Se si vede una persona che non si comporta in modo giusto, si dirà che quella persona non è giusta, non che non esiste la giustizia. Per affermare che non esiste la giustizia bisogna dimostrarlo. Allo stesso modo, se si vedono dei cristiani che cercano di imporre le loro idee e che non sono nemmeno coerenti in quello che vivono, diremo che quelle persone non sono dei buoni cristiani, non che il cristianesimo non sia una buona cosa. Per poter dire questo, bisogna dimostrarlo in un altro modo. Dunque, per tutti coloro che in questo momento sono abbattuti, perché vedono la propria religione attaccata da dei “traditori interni”, dico di andare sereni. Il cristianesimo non viene affossato perché ci sono delle persone incoerenti che lo professano. Sicuramente perde affidabilità e consenso, ma per fortuna ci siete ancora voi che vi impegnate coerentemente per portarlo avanti.

 

Un ulteriore step sarebbe quello di domandarsi perché si è arrivati a questa situazione (qui probabilmente qualche amico cristiano smetterà di seguire il filo del discorso, altri probabilmente no). Si è arrivati a questo punto perché paradossalmente si è sempre fatta poca comunione. Sì esatto, quel sacramento che si dice venga ripetuto nei cuori di ognuno all’interno della celebrazione, probabilmente non è stato correttamente vissuto. Da una parte infatti si vuole fare comunione, dall’altra si dice che “ognuno ha il suo Dio”, “non esiste un giusto e uno sbagliato”, “quello che è giusto per me, non è detto che sia giusto anche per te” e tutti questi pensieri che il relativismo ha portato con sé. È possibile che alcuni cristiani pensino tutto il contrario di quello che rappresenta Cristo. Questo perché la ricerca comune è limitata, la condivisione banalizzata e il confronto perseguitato. Se non esiste un giusto e uno sbagliato da ricercare assieme  tradotto: se non ci si mette alla ricerca di Dio e ognuno continua a vivere la sua fede come un burattino , non ci si può lamentare se qualcuno la pensa diversamente e si contraddice. Sono questi i risultati di una comunità che vorrebbe camminare assieme, ma che si ritrova invischiata, per sua stessa natura, in una concezione religiosa fideistica e personalistica.

 

17 giugno 2019