di Ahmed Marouani
Oggi si potrebbe rispondere, senza provocazione, che gli uni sono diventati gli altri. Non perché si siano scambiati i programmi o le alleanze, ma perché ciò che li accomuna è una strana e ambigua conoscenza delle proprie ideologie, che coincide con una profonda non conoscenza delle proprie idee.
di Giuseppe Gallelli
Tommaso Greco, docente ordinario di filosofia del diritto nell’Università di Pisa, nel saggio Critica della ragione bellica, valorizza il pacifismo giuridico, quella forma di pacifismo basato sul diritto e sulle istituzioni, sul “riconoscimento”, sulla “relazione” e “l’incontro” con l’altro, non più sulla forza e sulla coazione, per realizzare la pace, dato fondativo e struttura portante della nostra convivenza.
La lettura del testo ci fa percorrere la via del diritto, della democrazia, della valorizzazione delle istituzioni internazionali, di un’autentica cultura di pace.
di Giovanni Zuanazzi
Contrariamente alla lettura agostiniana che vede nella Caduta (Gn 3) l'origine della corruzione del genere umano, le correnti gnostiche la interpretarono come una sorta di felix culpa: l'atto di disobbedienza non fu una sciagura, ma il primo insorgere della conoscenza (gnōsis) e della libertà, promosso dal Serpente contro il Dio creatore del mondo corporeo. Questa esegesi riemerge in forma secolarizzata nella modernità, in Kant e soprattutto nell'idealismo tedesco (Schelling, Hegel). L'analisi si estende anche al pensiero contemporaneo (Jung, Bloch), evidenziando come la Caduta sia qui intesa come il momento essenziale per la maturazione e l’auto-promozione umana. In conclusione, si solleva una critica alla teodicea della storia implicita in questa visione della necessità del male.
