Dalla notte di Capodanno non si fa altro che parlare dell'ultima stagione di Stranger Things. Tra youtuber entusiasti, critici estasiati e recensioni in brodo di giuggiole, l'opinione diffusa è che la chiusura della quinta stagione sia stata epica, bellissima, o quantomeno dignitosa. Con questa Incursione, s'impone la necessità di andare contro-corrente, scandagliando tutti gli orrori, le mancanze e i problemi che hanno reso una delle narrazioni più promettenti di Netflix una ciofeca totale. Perché se l'ultima stagione del Trono di Spade è stata letteralmente fatta a pezzi, qui si va con le pattine e il cappello in mano, quando la soluzione sarebbe un bel lanciafiamme.
di Michele Rossi
Mettiamo le mani avanti: che una serie di immenso successo si rovesci in una secchiata di liquame maleodorante non è cosa nuova. Lo sanno bene i vecchi fan di Lost, i meno vecchi seguaci del Trono di Spade, o comunque tutti i fan di quella serie X che, per un motivo o per l’altro, si è auto-distrutta.
No, l’auto-distruzione di una serie potenzialmente eccellente non è una novità; lo è, invece, la tenacia con cui il 99% di divulgatori e critici continua testardamente a considerare la serie un capolavoro assoluto. Lost o Game of Thrones hanno lasciato il palco seguiti da una valanga di critiche, lamentele e da un’immediata rimozione psicologica (“Trono di Spade chi?”).
Con Stranger Cringe, invece, prevale l’insabbiamento, l’omertà, la ferrea volontà di proteggere il castello in fiamme… la difesa dell’indifendibile. Tutti i principali creator e commentatori online sono soddisfatti, contenti, addirittura emozionati di fronte a tanta sciatteria, tanto da interpretare le scontate critiche alla serie come atto di lesa maestà.
È questo il primo, enorme problema di Stranger Ribs: invece di provocare commenti spietati o quantomeno tiepidi, si trova la strada spianata con gente che già grida all’evento cinematografico, trombettieri che gonfiano a pieni polmoni la bolla speculativa delle serie TV.
Il disgusto per la plot armor, i buchi di sceneggiatura, i dialoghi inconcludenti e i Deus ex-machina lascia il posto alle speculazioni, al chiacchiericcio che a ogni giro di like permette agli assassini di una bella storia di diventare seriali (nel senso delle molteplici stagioni e serie già rovinate dalla febbre dell’hype e del soldo).
Ormai, è bene constatarlo, non solo la produzione delle serie TV, ma anche l’ambiente di “critici” o divulgatori fa pienamente il gioco di una bolla speculativa che – come ogni bolla – accresce alle stelle il valore economico di un prodotto senza che questo valore si rispecchi in una minima qualità artistica o culturale.
Ma insomma, quali sono gli enormi difetti che rendono ancora più scandalosa la fanfara virtuale che accompagna la quinta stagione di Stranger Cringe?
Vediamoli, con una buona dose di SPOILER – e Maalox – a portata di mano:
1) RETCON CHI?
Cosa c’entra il cattivone Vecna con il povero Will Byers? Assolutamente nulla, ci dice il raziocinio.
Nella prima stagione, il ragazzino finisce nel Sottosopra in modo del tutto accidentale, visto che la super-eroina Undici, senza volerlo, apre un varco da cui fuoriesce il demogorgone che se lo porta via, dando inizio a una delle stagioni più belle, articolate e profonde nella storia delle serie TV. Era il 2016.
Nella seconda stagione, poi, lo stesso Will Byers scopre di essere connesso al Sottosopra per effetto del temibile Mind Flayer. Di Vecna, manco l’ombra.
Stessa cosa nella terza stagione, quando il Sottosopra viene scandagliato addirittura con un doppio controllo segreto: sovietico e yankee. Anche in quel caso, nessuna traccia del temibile burattinaio psicotico.
E invece, col prologo della quinta stagione, Bam!, ci sbattono in faccia un orribile Will Byers in Computer Grafica che, si scopre, era da sempre stato manipolato e tentacolato dal cattivissimo Vecna.
Così, tuttavia, sorge un problema narrativo: come fare a metter d’accordo le mele con le pere, il Vecna del presente con il Will delle passate stagioni?
Semplice: con un bel Retcon, come dicono quelli fighi, anche detto amnesia forzata. Un Retcon talmente enorme che, come vedremo, sfonda la quarta parete e contagia direttamente i critici estasiati dal prodotto.
I Duffer Brothers vorrebbero farci credere che Vecna è sempre stato là, in agguato, pronto a scagliare i suoi demoni e il suo ragnetto domestico per entrare nella mente del povero ragazzino.
Quindi, ad esempio, nella seconda e terza stagione il vero cattivo non era il Mind Flayer, accidenti: quello era solo un pupazzone, una marionetta pilotata da Vecna, il Principe Delle Tenebre. Due intere stagioni passate a combattere una marionetta… soddisfacente, vero?
Ma il Retcon non finisce qui, e basta dare uno sguardo all'ultima puntata della quarta stagione per capirlo. In quell'episodio, Vecna si scaglia contro Undici, additandola come sua principale nemica.
Vecna cerca vendetta per essere stato gettato come un sacco dell'umido in una dimensione parallela alquanto inospitale. Semplice, lineare, concreto: un conflitto a suon di poteri psichici tra il cattivone e l'eroina.
Indovinate un po' chi non c'entra una mazza e non viene mai nominato neanche per sbaglio da Vecna? Ovvio: Will Byers. La forzatura - discretamente importante, se si considera che l'intero arco narrativo della quinta stagione è basato su questo - cerca di accordare gli eventi dell'ultima stagione con quelli precedenti, portando uno sviluppo di trama a dir poco traballante.
In fin dei conti, qual è stata l'utilità di Will Byers per Vecna?
Ah già: scavare i tunnel (?) mentre dormiva e scoprire che Max è in ospedale, ottenendo un'informazione a cui Vecna sarebbe potuto arrivare in mille modi. Ma tu guarda i casi della sceneggiatura sciatta, alle volte!
2) PLOT ARMOR, MON AMOUR
Parliamoci chiaro: in un panorama produttivo in cui il 99% delle stagioni di una serie di successo non sono state pensate in anticipo, ma improvvisate seguendo il profumo di cash, uno dei problemi è l’armatura narrativa, o plot armor.
Quando un personaggio ha completato il suo arco narrativo, sviluppando al massimo ruolo e potenzialità, qualsiasi sceneggiatore dovrebbe farsi forza e accompagnarlo fuori dalla scena.
L’addio potrà essere più o meno epico, strappalacrime, tragicomico, ma ci deve essere.
L’alternativa, come insegna The Walking Dead, è avere per le mani personaggi ormai esauriti, che non hanno nulla da dire, tenuti in vita per paura – lo sappiamo, è stupido solo scriverlo – che i fan ci rimangano male e abbandonino lo show. E allora via di armatura narrativa: il personaggio in questione diventa immortale, inscalfibile, immarcescibile, alla stessa frequenza con cui i suoi antagonisti diventano fiacchi, deboli, ininfluenti.
Un demogorgone fa a pezzi un intero drappello di soldati, ma non può nulla contro la terribile combo di bottiglia rotta/bombola e la mazza da golf dei coniugi Wheeler, a loro volta immortali.
Un gruppo di soldati armati fino ai denti con tanto di parabola anti-Undici stanno per friggere lei e il paparino, ma basta una doppia granata e passa la paura.
Lo sceriffo Hopper ha l’opportunità di far fuori la super mega capa dell’esercito dei cattivi del laboratorio? Ma no dai, basta un pugno stordente: altrimenti ci si ritrova a corto di antagonisti troppo presto e la tensione si smorza.
E sapete che altro smorza la tensione narrativa? Avere dei semi-dèi nel cast dei personaggi secondari.
Derek, essendo obeso, sta per sputare un polmone dopo una fuga di due minuti? Nessun problema.
Un gruppo di ragazzini riesce a tenere a bada e sconfiggere con un fucile, una fionda e due lance un mostro alto come un palazzo di cinquanta piani? EZ.
E così via.
Ovviamente per il finale di stagione non aveva alcun senso giocare al "toto-morte": tutti sapevano benissimo che sarebbero schiattati il cattivo e numero 8, cioè l’unico personaggio dimenticabilissimo e della cui scomparsa non sarebbe fregato nulla a nessuno.
Poi, certo, c'è "l'estremo sacrificio" di Undici, ma di quello parleremo più avanti.
3) FULL METAL JACKET
Insieme all’enorme problema di una plot armor talmente pesante da non essere più sollevabile nemmeno da interi giga di canzoni anni Ottanta ed effetti speciali, c’è l’annosa questione dei ragazzini in versione full-metal-jacket: fortissimi, furbissimi, infinocchiano persino soldati ben addestrati e armati fino ai denti.
Preveniamo l’obiezione del: "questo problema non è arrivato con questa quinta stagione, ma è presente fin dalla terza – con un manipolo di ragazzini imberbi che sgominano il fortino di quei poveri comunisti! Blablabla"
OK, rispondiamo noi, ma per quale motivo un problema narrativo già presente nella terza stagione dovrebbe essere mantenuto anche in quelle successive?
A questa domanda gli armigeri che difendono a spada tratta Stranger Binge non offrono mai risposta, così come paiono scordarsi dei rapporti di forza nelle prime due stagioni della serie.
Nella prima stagione, con Undici e i nostri eroi perennemente braccati dai cattivoni del laboratorio, gli uomini armati rappresentano una minaccia reale e credibile: ammazzano un povero cristo proprietario di una tavola calda, mettono in pericolo i protagonisti e le loro famiglie, vengono sconfitti nel finale solo dall’azione combinata degli adolescenti, di Undici e delle zampine demogorgoniche.
Ve lo ricordate? Bene, perché forse sarebbe bene rinfrescare la memoria a quei commentatori retconnati a tal punto da rimuovere tutto ciò che precede la terza stagione.
4) IL PROF. VECNA
Chi come il sottoscritto appartiene alla mitica annata del 1991, certo si ricorderà il cartone animato de Il Mignolo col Prof. Ci sono due cavie da laboratorio che cercano di liberarsi e conquistare il cosmo. In uno dei dialoghi più iconici del cartone, la cavia più ingenua chiede all’altra cosa faranno quella sera, ricevendo come risposta: “Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo: tentare di conquistare il mondo!”
Perché questa digressione nostalgica a un periodo in cui i cartoni per bambini non assomigliavano a delle avventure grafiche per rincoglioniti?
Semplice: perché in questa quinta stagione Vecna e il Mind Flayer assomigliano terribilmente al Prof con Mignolo: nella quarta stagione, il piano del prof. Vecna era rapire quattro ragazzini con vissuti traumatici, ucciderli e aprire così un portale per l’inferno. Il portale si apre – nonostante una delle vittime, Max, venga resuscitata in extremis – ma Vecna viene sconfitto e ricacciato nella sua dimensione X.
Tutto sembra perduto: il Mignolo-Mind Flayer chiede al prof. Vecna cosa faranno, e quest’ultimo risponde: “Quello che facciamo in ogni stagione, Mignolo: cercare di tenere a galla un prodotto commerciale ormai scadente!”
Così, come se niente fosse, Vecna elabora un nuovo piano: rapire dodici bambini, imbozzolarli come le vittime degli Alien e imprigionarli in un contesto onirico riprodotto nella sua mente per poi usarli allo scopo di fondere la dimensione X con la dimensione reale.
E se tutto questo appare decisamente confuso, mancano ancora le domande a cui la serie non dà alcuna risposta: perché il prof. Vecna ha cambiato piano? Perché proprio dodici bambini? Perché rapirli uno alla volta, quando avrebbe potuto raggiungerli tutti contemporaneamente? Perché aspettare l’anniversario della scomparsa di Will Byers per fondere le due dimensioni?
Dettagli, come si diceva, mai spiegati, parte di un piano talmente fumoso da confondere persino l’esercito di demogorgoni e democani, i quali non compaiono mai in tutto il finale di stagione.
Non so se è chiaro: il demogorgone, la creatura forse più iconica dell’intera serie, sparisce completamente dallo show nelle due ore che segnano la sua definitiva – si spera – conclusione.
D’altronde, con un piano del genere, per forza votato al fallimento, è comprensibile che i demogorgoni, democani e pipistrelli abbiano preferito tagliare la corda e rifugiarsi ad Acapulco.
5) TRIANGOLI OTTUSANGOLI
Forse ammaliati dal grande classico di Renato Zero, i creatori della serie non hanno esitato a rimpolpare di nuovi, inutili elementi la stagione conclusiva con lo schema del triangolo forzato: un lato aggiunto prepotentemente ai due precedenti, che lavoravano benissimo – o comunque in modo accettabile – senza di esso.
Qualche esempio?
Il Sottosopra sembrava uno specchio deformato e oscuro del mondo reale. L’aria tossica – ma solo nelle prime due stagioni – le radici infestanti e le creature mostruose che lo abitano valevano già il costo del biglietto.
La dialettica tra questo mondo e il nostro era la pietra angolare della narrazione di Stranger Cringe, offrendo possibilità di interazione praticamente infinite… e invece no: negli ultimi due episodi (!) dell’ultima stagione ci viene spiegato che il Sottosopra è un semplice casello autostradale multidimensionale, perdendo così ogni rilevanza e potenza narrativa.
Alla coppia Realtà-Sottosopra viene aggiunto a forza un terzo incomodo: la Dimensione X, con buona pace di tutte le letture simbolico-psicologiche che vedevano nel Sottosopra il “luogo dei traumi rimossi” et similia.
Tutte fregnacce: la dimensione X, di cui non si sa nulla se non che è l’alcova per gli amori clandestini tra Vecna e il Mind Flayer, risulta essere la vera co-protagonista, aprendo così altre voragini nella trama: il Sottosopra è stato creato da Vecna? Se sì, come mai alla fine della quarta stagione – RETCON? – si vedono i democani nella Dimensione X? E perché Vecna avrebbe dovuto crearlo, visto che il suo obiettivo è fondere le altre due dimensioni e non allontanarle? Se, poi, il Sottosopra è opera di Vecna, non poteva crearlo, che so, più basso e più stabile?
Se vi sentite confusi, è esattamente ciò che dovrebbe provare lo spettatore medio, stordito da dialoghi infiniti e fuori luogo e da effetti speciali gratuiti.
Ma visto che, come canta il Maestro, “la geometria non è un reato”, esploriamo altri triangoli sbilenchi.
Hopper e Undici sono ancora in ballo a ricostruire un rapporto padre-figlia già di per sé inutilmente complicato per allungare il brodo (lui vuole farsi esplodere, lei lo rampogna, blablabla); quando ecco arrivare il terzo lato: Kali, la numero 8 di cui nessuno si ricordava una mazza dalla stagione 2. Personaggio totalmente inutile, fastidioso, che – fateci caso! – potrebbe essere tagliato tranquillamente da tutte le sequenze dell’ultimo episodio senza modificare alcunché.
Visto che non è bastata l’accoglienza pessima del personaggio nella seconda stagione, gli autori hanno pensato bene di re-introdurla a forza sul finale, creando un finto conflitto con Hopper e rendendola talmente superflua che nessuno versa una lacrima per la sua morte.
Allo stesso modo, nessuno avrebbe pianto se Jonatan fosse schiattato già nella quarta stagione. In quella, si era avviata una dinamica ben precisa tra Nancy e Steve: lui le stava sempre appiccicato, mentre lei in diverse scene lo guarda come se volesse montarselo seduta stante.
Nella quinta stagione – ho già detto RETCON? – Nancy tentenna: in realtà non vuole farsi Steve, e nemmeno continuare a stare con Jonatan… le basta continuare a farlo soffrire: nel finale veniamo infatti a sapere che, nonostante lei sappia che Jonatan è innamorato, continua a ronzargli intorno per il suo stupido film anti-capitalista.
Per capire quanto sia contorto e malgestito questo triangolo, basti pensare che i creatori della serie hanno dovuto spiegare (!) ai fan come si è conclusa la relazione Nancy-Steve-Jonatan.
D’altronde, perché fare del buon cinema quando potresti tranquillamente descrivere ciò che succede con un post?
Il post sarebbe stato invece necessario per spiegare l’aggiunta forzata di Will Byers lo stregone alla coppia Undici-Vecna.
Nella Quarta stagione, come detto, era abbastanza chiaro che il focus della battaglia si sarebbe giocato tra questi due personaggi, entrambi dotati di poteri sovrannaturali, entrambi con un passato traumatico, eccetera eccetera.
E invece, con la prontezza che solo Netflix con le persone queer può vantare, ecco che arriva il reggi-moccolo: Will Byers. Lui avrebbe potuto giocare un ruolo importante per la sua connessione al Sottosopra, ma gli autori avevano altri piani: dotarlo di poteri sovrannaturali che si rivelano utili come un fermaporte in ascensore e del tutto ininfluenti sullo scontro finale.
Will prova a convincere Vecna a redimersi, ma l’altro gli risponde con un bel dito medio: è cattivo perché vuole esserlo e il mondo fa schifo, punto.
Ovviamente, il fatto che Vecna abbia scelto di fondersi con il Mind Flayer non costituisce un problema di per sé, ma rende totalmente inutili quei lunghissimi minuti spesi intorno al suo presunto trauma infantile. Se il piccolo Henry ha voluto farsi contagiare dal Male supremo, saranno anche un po’ cazzi suoi, e se è lui stesso a dircelo, vuol dire che non c’era nessun trauma o rimozione.
Quindi a che diamine servivano tutte le scene della grotta?
Semplice: a conferire plot-armor a Max e Holly, a fare minutaggio e a prendere per il proverbiale naso gli spettatori.
6) ER FINALONE
Diciamocelo: per quanto triste, il sacrificio di Undici è del tutto privo di senso.
Sarebbe stato figo se, ad esempio, per chiudere definitivamente il varco con il Sottosopra lei avesse dovuto distruggerlo dall’interno. Questo avrebbe aggiunto più tensione e motivato la sua scelta di rimanere a farsi risucchiare nel vuoto cosmico. Invece, per far saltare la baracca basta del banalissimo C4, come in Metal Gear Solid.
Che senso ha avuto sacrificarsi?
Qualcuno potrebbe azzardare che era l’unico modo per sfuggire ai militari. Certo, ma quali militari? Quelli che non sanno fermare un camion portapacchi? Che muoiono a decine contro due demogorgoni? O quelli che spariscono magicamente con un salto temporale di un anno e mezzo, senza lasciare traccia?
A voi la scelta… resta il fatto che il sacrificio di Undici è stato quanto di più inutile potesse succedere.
E' talmente insensato che gli stessi autori devono essersene accorti, regalandoci quella lacrima strappastorie di Unici che in realtà si è salvata e ha trovato la pace in un luogo con due o tre cascate - gli americani, si sa, non brillano nell'aritmetica di base.
Per quanto sia bello pensarlo, tocca dire che se le cose stessero così sarebbe ancora peggio, perché vorrebbe dire che Undici è una grandissima stronza che, senza dire una parola a Mike o a Hopper, si è concessa una scampagnata in Val Taleggio.
Per il resto – ma questa è opinione personale – il dialogo finale tra i ragazzi più grandi è stato decisamente troppo lungo e melenso, come tutti i momenti di discussione dell’ultima stagione.
Peraltro, che fine ha fatto la fidanzata di Robin? E Susy, la ragazza di Dustin?
Scopiazzando il Mike narratore, potrei raccontarvi che spero si siano salvate dal monnezzaio che è diventato Stranger Cringe, riuscendo a risparmiarsi almeno il finale di stagione, raggiungendo un’isola con quattro montagne e due laghetti e facendo festa estrema con i demogorgoni rimasti nell’aldiqua.
Che dire, in conclusione, della quinta stagione di Stranger Cringe? Che fa incazzare.
Fa incazzare per essere stata il chiodo finale piantato sulla bara di una serie già in declino dal 2019; perché con qualche accorgimento in più (e maggiore coerenza con la quarta stagione) avrebbe potuto chiudere il cerchio non dico in bellezza, ma quantomeno in modo meno raffazzonato; che ha portato a una gigantesca bolla speculativa su cui hanno mangiato grandi testate, content creator, critici o sedicenti tali, tutti pronti a convincerci che si è trattato di un grandissimo finale di stagione e a lubrificarci il palato per qualche disgustoso spin-off.
Da questa storia Netflix, partita col botto e trascinata fin troppo negli anni, gli unici a uscirne con le ossa rotte sono i tanti appassionati di cinema che avevano adorato la prima stagione e che avrebbero desiderato un prodotto artistico all'altezza del suo - meritato - successo.
3 gennaio 2026
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