di Sara Ciprian


 I cambiamenti climatici impongono un mutamento del nostro stile di vita. La maggior parte delle persone concorda sulla pericolosità del riscaldamento globale ma stanno venendo davvero attuate delle misure di contrasto al cambiamento climatico? Cosa stanno facendo i governi e cosa possiamo fare noi?




Per risolvere il nostro tempo – questo enorme problema – e non aggravarne le contraddizioni, bisogna innanzitutto comprenderlo lucidamente. Una lucidità che alcune opere aiutano ad acquisire, come il volume Darwinismo e politica.




L’approccio presocratico ad un dispiegamento ciclico del tempo e dello svolgersi degli eventi ci pone di fronte alcuni interrogativi fondamentali sui quali noi, uomini occidentali contemporanei, dovremmo riflettere tenendo bene in mente la lezione degli antichi: il nostro rapporto con il tempo, che consideriamo prezioso e che conserviamo così gelosamente, può davvero definirsi sano e costruttivo? La vita che conduciamo e organizziamo in maniera così minuziosa, senza mai abbandonarci a ciò che non pianifichiamo, può veramente identificarsi come piena e appagante? Il nostro legame con le cose che ci circondano e con la natura, che tanto diciamo di amare e di voler proteggere, è realmente così profondo e viscerale?



di Nicolò Gasparetto


Rischiare è rischioso. Non farlo, forse, lo è ancora di più.




La felicità è il premio della continua lotta contro noi stessi, contro i nostri appetiti. Non è la soddisfazione di essere stabilmente ciò che si è, ma il continuo mettere alla prova il nostro essere.




Videogiochi e profitto. Leggiamo con Marx lo sfruttamento nell’era digitale.




Rileggendo l’Apologia di Socrate mi è subito balzato all’occhio un aspetto curioso, ma che vorrei far vedere essere categoriale e necessario, della condanna del maestro di Atene. Le accuse che gli sono state rivolte sono simili a quelle che ancora oggi vengono addossate alla filosofia. Tale constatazione mi fa pensare che ci sia una sorte comune tra Socrate e la filosofia, entrambi accusati di commettere gli stessi errori. Perché alla fine cos’è Socrate se non l’incarnazione della filosofia, fattasi presente in un determinato luogo e tempo?



di Andrea Carli


Raddrizzare il tronco di un albero cresciuto storto risulta difficile o quasi impossibile mentre sorvegliare la sua crescita verticale tramite un sostegno fin dal primo germoglio si dimostra efficace: questo è il potere dell’educazione. Riuscire a comprendere da subito le categorie necessarie al movimento dialettico della ragione permette di non far proprie quelle abitudini errate, quelle consuetudini inspiegabili e quei dogmi indistruttibili che rendono insidioso il processo di ricerca della verità.




Per evitare che ogni nostro giudizio si appiattisca ad essere una mera constatazione dei piaceri del momento, Aristotele ci indica la direzione verso cui orientare lo sguardo. 



di Paolo Piluso


Brevi considerazioni sulle prospettive della democrazia a partire da Jürgen Habermas.




Nicola Abbagnano e l’esistenzialismo: la ricerca di una “terza via” attraverso la quale salvare individualità e umanità e la filosofia vissuta come “saggezza”, capace di orientare l’uomo nello scenario delle possibilità e nella concretezza delle attività quotidiane.




Le lezioni di Martin Heidegger ci hanno insegnato il valore della “parola” e, di conseguenza, quanto una traduzione non sia mai innocente: ogni traduzione infatti nasconde e presuppone una determinata “posizione” di pensiero. Abbiamo applicato questa idea analizzando il problema delle traduzioni del testo heideggeriano Die Frage nach der Technik.



di Davide Zambon


La strada che porta alla felicità è tortuosa e difficile da percorrere, a tal punto da essere considerata alla portata di pochi. Ma chi sono questi pochi? Molte volte si tende a considerare i ricchi gli unici in possesso della felicità. Analizzando recenti studi sul rapporto tra ricchezza e felicità, questa convinzione non può che essere smentita.



di Valentina Bonaldo


Al giorno d’oggi i verbi convincere e persuadere sono usati come se avessero lo stesso significato ma, ciò è vero soltanto in apparenza, poiché nascondono una profonda e importantissima differenza.




Gli spostamenti dovuti ai cambiamenti climatici sono una delle più grandi sfide che l'umanità dovrà affrontare tra pochissimo tempo ma a monte occorre fare una riflessione sugli altri fattori che si uniscono, i quali appaiono in realtà strutturali.