Educazione e pace

 

Maria Montessori, nella sua opera Educazione e pace ha saputo gettare una luce nuova sul concetto di Pace, rilevandone le relazioni con l’educazione. 

 

di Alessandra Zen 

 

Marc Chagall, "Les amoureux de Vence" (1957)
Marc Chagall, "Les amoureux de Vence" (1957)

 

Educazione e pace è un’opera frutto dell’unione di una serie di conferenze che Maria Montessori condusse in alcune città europee fra il 1923 e il 1939. Come si evince dal titolo dell’opera, il tema trattato riguarda l’indissolubile unione fra le dimensioni della pace e dell’educazione.

 

Maria Montessori (1870-1952)
Maria Montessori (1870-1952)

L’autrice, già dagli esordi dell’opera, fa notare come il termine “pace” venga utilizzato preminentemente nella sua accezione negativa, quindi come cessazione di uno stato di guerra. Tuttavia, se analizzato nel profondo, tale significato non risulta del tutto pertinente e coerente, in quanto, cessata una guerra, i vincitori si percepiscono come legittimati a imporre il loro dominio sui vinti. Si evince come non si instauri mai una condizione di totale amore e rispetto. Secondo la Montessori, infatti, il reale e profondo significato di “pace” è di trionfo dell’amore e della giustizia. Proprio per la potenza insita nel concetto di “pace”, agire secondo tale principio permetterebbe una «riforma sociale costruttiva»Se ogni individuo agisse secondo il principio della “pace”, l’intera comunità sociale, peraltro insieme di singoli individui, riscontrerebbe conseguenze positive. Diventa, quindi, di primaria importanza far coincidere il fine dell’educazione con la Pace

Al concetto di Pace può essere attribuito l’aggettivo “cosmico”, per la ragione che la Pace riguarda l’intera umanità e si fonda su principi universali che, se compresi in tutta la loro coerenza e potenza, diventerebbero il principio cardine dell’agire quotidiano dell’uomo. Poiché la vera natura umana si realizza nella dimensione della socialità, l’educazione deve sviluppare la consapevolezza che vi è un filo sottile che lega e unisce intrinsecamente tutte le persone fra loro e che, proprio per tale indissolubile unione, la presa in considerazione dell’Altro nelle scelte che regolano l’agire quotidiano consentirebbe all’uomo di vedere assecondati i suoi bisogni e la sua natura. Secondo la studiosa, infatti, la creazione di una Nazione unita e compatta risulta l’«inconscia aspirazione spirituale ed anche religiosa dell’anima umana»

 

Maria Montessori intuisce che un’educazione finalizzata alla pace consente una costruzione attiva della personalità e lo sviluppo integrale della persona. Facendo leva sui valori che l’uomo segue naturalmente, gli individui saranno in grado di sviluppare appieno e in modo integrale le loro facoltà, in quanto percepiranno che le loro azioni rispettano la loro essenza costitutiva. Il riconoscimento dell’osservanza delle leggi della natura umana conduce necessariamente allo sviluppo integrale della propria persona, quindi di tutte le dimensioni costitutive, quali, ad esempio, la spiritualità, la bontà e l’intelligenza.

 

Pellizza da Volpedo, “Il quarto stato” (1901)
Pellizza da Volpedo, “Il quarto stato” (1901)

 

L’idea di una costruzione attiva della personalità rinvia alla convinzione che una condizione di totale Pace possa attuarsi solo attraverso la partecipazione individuale a questo principio. Emerge in tutta la sua dirompenza la necessità di educare gli individui alla Pace, affinché la società intera ne tragga beneficio e si instauri una condizione di giustizia, che regoli i rapporti umani. Quest’ultimi devono essere fondati sul Bene e sull’Amore e non sulla forza. Tali principi risultano il presupposto dell’instaurarsi di una società democratica, la quale richiede individui in grado di risolvere le problematiche della società attraverso il pensiero critico. In questo senso la finalità dell’educazione deve risultare quella di sviluppare il senso dell’autonomia e della responsabilità. 

 

L’analisi del rapporto che intercorre fra democrazia ed educazione risulta una costante nel pensiero di molti pedagogisti del Novecento, fra i quali annoveriamo John Dewey. In Democrazia e educazione egli afferma:

 

« Una democrazia è qualcosa di più di una forma di governo. È prima di tutto un tipo di vita associata, di esperienza continuamente comunicata. »

 

Da questo passo di Dewey si comprende come la democrazia si realizzi attraverso l’agire delle persone come non risulta qualcosa di imposto dall’esterno. Profonde sono le relazioni con il pensiero di Maria Montessori, la quale concepisce il valore profondo dell’agire umano per la realizzazione di una condizione di Pace e Amore. Il merito di Maria Montessori è stato quello di aver gettato una luce nuova sul concetto di Pace e di averne rilevate le relazioni con l’educazione. 

 

20 maggio 2019