La figura dell’autore dell’Origine delle specie ricopre ancora un ruolo centrale nelle nostre considerazioni sull’evoluzione e tuttavia, a 150 dalla pubblicazione di una delle sue opere più importanti, L’Origine dell’uomo, sappiamo che la nostra visione dell’evoluzionismo è molto diversa rispetto a quella che correva ai tempi di Darwin; questo ci spinge a porci sempre nuovi interrogativi sul senso della teoria dell’evoluzione e dei suoi sviluppi. 




Gli ultimi fatti avvenuti a Palermo – riguardanti Antonella, una bambina di dieci anni morta per strangolamento, dopo aver partecipato ad una sfida sul noto canale social diffusissimo tra i ragazzi – non possono essere trattati come casi isolati, ma devono attenzionare su come la società stia oggi coinvolgendo, già a partire dalla tenera età, in un processo di spettacolarizzazione dell’individuo sempre più competitivo, sfrenato, senza alcun limite.




Le polemiche sull'incapacità della scienza di fornire risposte "certe", utili a fronteggiare la crisi di Covid-19, sono ignare del terreno sconfinato su cui la stessa scienza moderna è sorta, e del processo che l'ha condotta ad essere un sapere per definizione controvertibile, in ultima istanza non del tutto affidabile.




Ripercorrendo il Teeteto di Platone vorremmo tentare di immergerci nel significato del termine conoscenza. Questo percorso ci porterà a scoprire il valore della diversità, arrivando infine al socratismo perenne, il quale si presenta come uno sprone per la ricerca e la scienza e non come il lasciapassare per il relativismo.




Comunicare l’ambiente. Un dialogo (im)possibile tra scienza e politica?

 



di Nicolò Gasparetto 


«Mi piace guardare le persone. A volte prendo la metropolitana tutto il giorno e le guardo e le ascolto. Voglio solo capire chi sono, cosa vogliono e dove stanno andando» (Ray Bradbury).

 



di Sara Ciprian


La tragedia del Coronavirus ci ha dimostrato come l’ambiente sia estremamente influenzato dall’attività umana: quali conseguenze ha avuto e ha tuttora il Covid-19 sull'ambiente?



di Pasquale Noschese


Soffermandoci troppo sugli eventi e poco sulla teoria, finiamo con l'accettare prospettive di parte come asettiche verità. Così è per la storia del capitalismo: tendiamo ad attribuirne la nascita ad un processo di spontaneo sviluppo della concorrenza. Ma siamo sicuri che sia così?



di Giovanni Pacini


Nel marzo del 1612, a Roma, inizia uno dei processi per stupro più famosi dell’epoca: quello fra Artemisia Gentileschi e Agostino Tassi, che la violentò, complici Cosimo Quorli e Tuzia di Stefano Medaglia, nel maggio 1611.  

 



Non di rado si è riconosciuta la valenza filosofica di certe opere letterarie, capaci di portare il lettore a riflessioni di una profondità non immaginabile a prima vista. Ma in che senso la letteratura può rendersi filosofica, contribuire nel lettore a sviluppare determinati pensieri e ragionamenti? Si cercherà di scoprirlo tramite un racconto interno a una delle più note opere di letteratura italiana: l’Orlando Furioso.



di Benedetta Carlon


“Se vuoi, puoi”. È questa una delle affermazioni più pronunciate e sentite nel parlare comune, utilizzata per convincere o autoconvincersi che “tutto è possibile, basta volerlo”. Ma davvero è così?  




La serie televisiva nipponica è un folgorante mix di generi e trovate narrative ad alta tensione, ma ciò che più affascina è la portata filosofica dei dilemmi che presenta allo spettatore.



di Francesca Bocca


Con l’inizio della modernità e l’avvento della tecnologia, l’uomo ha rivelato un incontrollabile impulso ad eccellere, arricchirsi e legittimare la propria libertà individuale, trascurando i legami interpersonali. Oggigiorno, la fragilità che caratterizza tali relazioni si insinua in qualsiasi contesto, da quello esclusivamente familiare a quello comunitario, svelando la sofferente solitudine che pervade l’uomo.



di Alessandro Tosolini


In un recente e interessante dibattito su Micromega, sono stati messi in discussione lo statuto e il valore dell'opera del padre della biopolitica Michel Foucault. Ma qual è la vera posta in gioco di questo scontro intellettuale, oltre che politico? 




La definizione – spiega Croce – è l'instancabile articolazione di idee in risposta all'instancabile travaglio che infiamma e "invoca pace". Ma la pace definitiva non giunge mai, perché il valore di ogni epifania è parziale. Contro la "definizione mutilata", da manuale, abbozziamo un nuovo tentativo: come linguaggio, arte, filosofia e Dio sono concetti fra loro legati? 




 I problemi che affronta la bioetica esplicitano le carenze della moralità. Così come gli esempi estremi mettono alla prova un’affermazione che vuole sembrare universale, allo stesso modo i problemi bioetici espongono le contraddizioni della propria etica.



di Eric David e Letizia Beghetto


«La scienza ci dà la possibilità di conoscere i mezzi per giungere a uno scopo prescelto, ma non ci aiuta a decidere quali scopi perseguire» (Bertrand Russell).