Educare all'arte

 

Una domanda che sorge spontanea è se le proposte di educazione artistica si conformino realmente al ruolo che l’arte possiede nelle vite di ciascuno. Poiché l’opera d’arte rappresenta un momento ben preciso di liberazione ed espressione dello Spirito, l’educazione artistica dovrebbe permettere al soggetto di vivere in modo attivo l’esperienza di produrre un’opera con un preciso significato da veicolare.

 

 

Michelangelo Buonarroti, "Creazione di Adamo", particolare (1511)
Michelangelo Buonarroti, "Creazione di Adamo", particolare (1511)

 

All’interno dell’attuale sistema scolastico non si può non riconoscere la scarsa attenzione che viene conferita all’arte. Nonostante molte siano le pubblicazioni volte a diffondere la pratica artistica in ambito scolastico, e nonostante le attuali Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione invitino gli insegnanti a proporre esperienze laboratoriali di natura artistica, tali proposte rimangono circoscritte alla volontà degli insegnanti, i quali sono anche chiamati ad aderire o meno ai progetti che l’Istituto offre.

 

Un’altra questione che merita una particolare riflessione riguarda la natura e la qualità delle proposte di educazione artistica. Che significato profondo cela l’espressione “educare all’arte”? Qual è il ruolo che l’arte possiede nel penetrare l’animo umano? E, quindi, quali caratteristiche deve possedere una proposta educativa finalizzata a scoprire e analizzare il significato dell’Arte? Per rispondere a tali domande diviene necessario definire il significato di Arte e, in un secondo momento, giungere alla comprensione del significato di “educazione all’arte”.

 

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831)
Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831)

Innanzitutto, il termine “Arte” indica un prodotto realizzato dall’uomo, espressione, quindi, dello Spirito — facendo riferimento a termini hegeliani —, Spirito (inteso come Pensiero) che tende alla Bellezza. Secondo Hegel il Bello appartiene all’Arte, in quanto l’Arte è espressione dello Spirito. 

 

 « L’opera d’arte è tale solo in quanto, originata dallo spirito, appartiene al campo dello spirito, ha ricevuto il battesimo di spirituale e manifesta solo ciò che è formato secondo la risonanza dello spirito. » (G.W.F. Hegel, Estetica)

 

In quanto espressione dello spirito umano, l’Arte non può che essere concepita come modalità attraverso la quale esprimere la Verità. La Bellezza, la quale non può manifestarsi se non nell’espressione di Verità e non contraddittorietà, rappresenta la dimensione costitutiva di ogni espressione artistica. Hegel, sempre all’interno della sua Estetica, sostiene che il vero scopo dell’arte è «rivelare la verità sotto forma di configurazione artistica sensibile».

 

Da questi presupposti si evince come l’approccio all’Arte risulti una necessità intrinsecamente umana, in quanto permette all’uomo di approcciarsi alla Verità attraverso un mezzo peculiare. Trattandosi di una forma di espressione con caratteristiche proprie, l’Arte richiede specifici strumenti di interpretazione che l’uomo deve, quindi, necessariamente possedere. Tale compito spetta all’educazione, la quale è stata definita dallo studioso Brezinka nella sua opera Metateoria dell’educazione (1978) in questo modo:

 

« Per educazione si intendono le azioni con le quali gli uomini cercano di migliorare permanentemente sotto qualche aspetto la compagine delle disposizioni psichiche di altri uomini o di impedire il formarsi di disposizioni da loro giudicate cattive. »

 

Che l’Arte rappresenti una dimensione volta al miglioramento e al progresso dell’interiorità umana è un’idea oramai assodata, in quanto, come sostenuto precedentemente, attraverso l’Arte si diventa progressivamente più consapevoli del proprio Spirito e delle Verità in esso celate. In tale situazione un’educazione all’arte diviene più che mai necessaria, sin dai primi anni di vita. Viene spontaneo domandarsi se le proposte di educazione artistica si conformino realmente al ruolo che l’arte possiede nelle vite di ciascuno. Poiché l’opera d’arte rappresenta un momento ben preciso di liberazione ed espressione dello Spirito, l’educazione all’arte dovrebbe permettere al soggetto di vivere in modo attivo l’esperienza di produrre un’opera d’arte con un significato da veicolare. Si evince come la massima attenzione debba essere prestata al contenuto dell’opera artistica, contenuto legato inscindibilmente alla forma “esteriore” con la quale il contenuto viene comunicato. Tale idea rinvia al concetto di “forma formante” espresso dal filosofo del Novecento Giovanni Gentile, secondo il quale l’esteriorità di un ente non deve ritenersi come indipendente dalla materia, in quanto i due aspetti procedono in modo parallelo e interconnesso.

 

Vasilij Kandinsky, "Composizione VII" (1913)
Vasilij Kandinsky, "Composizione VII" (1913)

 

Molto spesso, tuttavia, viene rivolta attenzione alla mera dimensione estetica dell’opera, dimensione che comprende la tecnica di realizzazione, il colore, la forma, il disegno. Tutti questi aspetti risultano sì necessari per veicolare un determinato contenuto nel modo più completo possibile, ma non sono concepibili separatamente dal contenuto che trasmettono. Banalmente, la scelta stessa di uno specifico colore veicola un messaggio peculiare. Ecco, quindi, che le proposte di educazione artistica dovrebbero essere finalizzate a scoprire i legami indissolubili tra forma e significato. È in questo modo che verrebbero fornite le chiavi di interpretazione delle opere d’arte e, conseguentemente, dello Spirito e della Storia umani. Troppo spesso le proposte di educazione all’arte, in ambito sia scolastico che extrascolastico, vengono relegate a semplici riproduzioni e copie di opere famose, con la finalità di far padroneggiare all’individuo una specifica tecnica artistica. Tuttavia, come già esplicitato, tale pratica risulta essere priva di qualsiasi fondamento, proprio perché non considera tecnica e contenuto nell’insieme dei loro legami. Poiché qualsiasi pratica educativa è finalizzata al raggiungimento di un certo risultato, risultato concepito come positivo e giusto, anche l’educazione all’arte necessita di un fine che concerna l’espressione dello Spirito umano e, quindi, concorra al miglioramento della persona nella sua globalità e interezza. Nel particolare, l’educazione all’arte dovrebbe rendere i soggetti consapevoli del ruolo di trasmissione di Verità che l’arte possiede e, soprattutto, conferire agli individui degli strumenti di interpretazione delle opere. 

 

Poiché l’educazione all’arte dovrebbe iniziare sin dai primi anni di scuola, il suo percorso dovrebbe essere caratterizzato da un crescente grado di astrattezza; ciò significa che, nei primi anni di educazione, le proposte artistiche dovranno richiedere il coinvolgimento attivo della manualità e creatività del bambino, al quale sarà richiesto di realizzare un’opera che trasmetta un particolare significato. L’adulto dovrà avere un ruolo di “facilitatore”, ossia sarà chiamato a far riflettere i discenti sulle loro realizzazioni, rendendoli progressivamente consapevoli del fatto che l’arte trasmette Verità tramite tecniche specifiche. La discussione dovrà anche vertere sulle tecniche stilistiche utilizzate, in relazione ai contenuti da trasmettere. Successivamente, una volta che l’alunno sarà divenuto consapevole di queste conoscenze (anche perché da lui stesso applicate), sarà in grado di utilizzare le stesse per interpretare le opere dei grandi artisti e, conseguentemente, scovarvi le Verità celate

 

René Magritte, “La chiaroveggenza” (1936)
René Magritte, “La chiaroveggenza” (1936)

 

Si evince l’estrema e fondamentale importanza dell’educazione artistica, anche come modalità di organizzazione delle esperienze acquisite dagli alunni, i quali sono costantemente immersi nelle immagini, soprattutto provenienti dai media. Attraverso l’arte, inoltre, la comunicazione diviene più consapevole e si arricchisce di numerosi elementi, in quanto le immagini artistiche rappresentano un importante veicolo di espressione e comunicazione.

 

È auspicabile, quindi, che tutti divengano consapevoli del ruolo imprescindibile dell’arte, affinché si diffonda un modo diverso di interpretare le opere artistiche e, soprattutto, di condurre le attività di educazione artistica, troppo spesso relegate a una mera riproduzione di tecniche stilistiche. Non si intende affermare che l’acquisizione e la padronanza di un certa tecnica sia totalmente priva di valore, ma essa deve essere concepita in relazione agli aspetti contenutistici a essa intrinsecamente connessi. 

 

31 agosto 2019