di Simone Tinari
A distanza di oltre due millenni, è ancora possibile un intento dialogico tra due giganti del pensiero? Aristotele e Marx, al di là delle differenze storiche, andrebbero reciprocamente contestualizzati in forza di una critica viva e attuale. Le loro idee sono preziosi strumenti per mettere in luce le contraddizioni del sistema economico e culturale contemporaneo.
Tra immagini che feriscono e concetti che illuminano, il progetto di Simona Venezia e la lezione di Giuseppe Girgenti mostrano come la parola poetica continui a incrinare le certezze del pensiero, rinnovando la possibilità di guardare l’umano nella sua interezza.
Fernando Pessoa è una delle figure capitali nel panorama letterario novecentesco. Il libro dell’inquietudine – Livro do Desassossego – è più di una semplice opera letteraria: disvela una profonda analisi filosofica che coincide con la frammentarietà dell’io. L’inquietudine è l’origine da cui il pensiero prende forma, e nel possesso del suo esercizio vitalizza radicalmente sé stessa. Il contributo propone un tentativo inedito: dare all’inquietudine una base filosofica su cui sviluppare un’analitica dell’esistenza nuova e consapevole.
DECOSTRUZIONE E RICOSTRUZIONE DEL SÈ, L'EGOCENTRISMO COME SOLUZIONE FONDANTE
di Davide Cappello
La vita è un atto di egocentrismo? La maggior parte dei nostri sforzi e sacrifici ha lo scopo di migliorare la nostra condizione sociale, fisica ed economica. La speranza verso questo miglioramento è sinonima di volere bene a sé stessi? Se la speranza verso questo miglioramento fosse genuina, com’è che permane la compatibilità al “Scegliete la vita” di Boyle?
di Giusy Bracco
Un sapere vale solo se produce profitto immediato? A partire dal manifesto di Nuccio Ordine Sull'utilità dell'inutile questo articolo si confronta con la progressiva riduzione dell'''utile'' a profitto e con il significato umano di ciò che, pur apparendo improduttivo, continua a trasformare il nostro modo di vivere, comprendere e abitare il mondo.
di Simone Vincenzo Confietto
Le controversie contemporanee sulla rappresentazione del passato nei media rivelano quanto la nostra immaginazione storica sia plasmata da modelli culturali sedimentati nel tempo.
Le nuove Indicazioni nazionali per la filosofia hanno suscitato accese polemiche: professori universitari e influencer sono scesi nell’arena. Tra presunte gravi omissioni, liste di filosofi e condanne dell’approccio tematico, i reali nodi di criticità non sono stati toccati. Per ripensare l’insegnamento della filosofia è dal basso che bisogna partire: da chi entra in classe e fronteggia quotidianamente le sfide di una scuola ormai ridotta a un vuoto selfish system.
Un esempio dell’influenza del pensiero di Carl Schmitt sulla storia delle teorie economiche: può la sua intuizione sul progresso secolare della mentalità umana legittimare il predominio moderno dell’economia e del calcolo utilitaristico?
L’analisi del concetto di sicurezza deve necessariamente partire dal suo nucleo etimologico, poiché è proprio in esso che si annida una frattura decisiva rispetto agli usi moderni del termine. Securitas, nella lingua latina, indica uno stato di quiete dell’animo, una condizione di assenza di preoccupazione (cura), piuttosto che un sistema di protezione esterno.
di Bruno Mastroianni
Il 9 e 10 marzo scorsi oltre 900 studenti e docenti si sono radunati a Bologna per la convention finale di Romanae Disputationes, il concorso nazionale di filosofia per scuole superiori. Tema della XIII edizione è stata la domanda leopardiana: “Ed io che sono? - Individuo, persona, soggetto”, attorno al quale oltre 220 team hanno presentato i loro elaborati, tra cui i monologhi singoli e di coppia. Il monologo filosofico è una metodologia sperimentale giunta alla terza edizione e supervisionata da Bruno Mastroianni che qui offre alcune considerazioni sul tema delle Romanae Disputationes a partire dai contributi delle studentesse e degli studenti vincitori.
E se Platone all’improvviso si risvegliasse oggi tra le strade di Manhattan, riconoscerebbe davvero una città libera o vi scorgerebbe una versione più raffinata della sua “città dei porci”? Questo esperimento filosofico mette a confronto l’antico e il presente per svelare una domanda scomoda: quanto spazio resta alla verità nell'epoca trumpiana?
di Ahmed Marouani
In Edipo Re non è il fato a essere terribile, ma l’uomo che sceglie di non vedere. Edipo vive accanto alla verità e la respinge, perché guardarla significherebbe perdere potere, amore, immagine. Edipo siamo noi: ogni volta che sentiamo la frana sotto i piedi e continuiamo a contemplare le rovine lontane. La peste nasce da questa disattenzione. L’attenzione, quando arriva, non salva nulla: spezza l’illusione e ci restituisce, nudi, alla nostra storia.
di Sara Ricci
L'accento non riguarda solo il suono; è il punto di incontro tra lingua, identità e potere. Alcune voci fluiscono senza ostacoli, mentre altre vengono corrette, ridimensionate o messe in discussione. Non tutti godono dello stesso diritto di essere ascoltati allo stesso livello, e in questo divario si cela qualcosa di più profondo della semplice pronuncia: la possibilità stessa di esprimersi.
