L'egoismo e l'antropocentrismo hanno un prezzo e un limite, alla stessa stregua dell'uomo, che ha reso il prezzo la misura del tutto che lo circonda. Paradossalmente questo è forse uno dei migliori momenti per condividere e coltivare qualche paradigmatica riflessione di natura eclettica riguardante la contemporaneità e il dramma della condizione umana e sociale, grazie all'analisi psicologico-filosofica dei contenuti della celebre serie TV antologica Black Mirror di Charlie Broocker.




Averroè ha rappresentato un punto di rinascita della filosofia. Suo il merito di aver cercato di legalizzare la filosofia agli occhi degli ultraconservatori giuristi ashariti. Tuttavia alcuni nodi del suo pensiero risultano ancora oggi difficili da sciogliere.



di Davide Zambon


So di non sapere: questa era stata la risposta di Socrate quando l’oracolo di Delfi lo giudicò essere il più saggio tra tutti gli uomini. Questa concezione non si è mai diffusa nella mentalità della popolazione e tutt’oggi persiste un’ideologia che non pone l’ignoranza alla base del processo cognitivo, rendendola, di fatto, inconsapevole.




Un recente libro di Antonina Nocera mette a fuoco le poetiche di Dostoevskij e Sciascia: apparentemente distanti per stili e contenuti, rivelano una comune passione metafisica per i "sottostrati" dell'anima umana.




Il governo in questi giorni sta emanando una serie di decreti molto restrittivi: siamo obbligati a rimanere a casa, a spostarci solo per lavoro, per la spesa o in casi di emergenza. Ad alcuni sembra quasi di essere stati privati della propria libertà, e non accettano tali restrizioni. Ma è davvero così? Si può davvero parlare di privazione della propria libertà? No, perché essere liberi non vuol dire fare ciò che vogliamo, ché nel momento in cui non possiamo più farlo ci sentiamo privati della nostra libertà, ma sta nel riflettere e comprendere chi siamo. 




L’impenetrabile contesto politico cinese per decenni è stato fonte di scetticismo. Basta il ricordo di piazza Tienanmen per suscitare perplessità su cosa sia davvero il potere a Pechino. Tuttavia, l’epocale crescita economica del dopo Mao ha proiettato il grande dragone oltre la Guerra fredda e l’annunciata “fine della Storia”, rendendo la Cina una potenza globale. Nell’attuale disordine multipolare quello cinese potrebbe essere un modello da seguire? In caso affermativo, bisogna tenere conto del prezzo da pagare, che potrebbe essere molto alto.  




L’applicazione del diritto esige anzitutto una problematizzazione filosofica di ciò che esso sia. Il diritto rimanda ex natura sua al concetto di giustizia, somma virtù secondo Aristotele e san Tommaso d’Aquino, ma è quanto di più pericoloso e foriero di insidie vi sia se svuotato da un sano e corretto realismo filosofico, di cui i classici restano maestri insuperati.




Se in tempi tanto difficili il pensiero di Leopardi richiama attenzione è perché esso, nel porre la stretta e insolubile dicotomia tra materia e spirito, ci offre più di una chiave per comprendere la situazione del corpo, del nostro corpo di fronte all’esperienza della malattia e dell’imprigionamento.




L’uomo per avere la possibilità di scegliere, e quindi esprimere la propria persona, necessita di trovarsi in un determinato contesto, ovvero di essere “costretto” dentro ai limiti della situazione concreta. Scelta e ineluttabilità insieme definiscono la condizione umana.




Se lo Stato viene meno al suo impegno di difendere il cittadino per difendere se stesso dalla catastrofe economica, cos’è che trattiene il cittadino dalla ribellione, dalla resistenza, dal tentativo di “provvedere a se stesso”?




Il modo in cui concepiamo la potenza di "chi ne sa di più" è scorretto e nefasto.




Il film più realista del regista, un film in cui la razionalità è lasciata da parte per far posto all’irrazionalità. Qui un tentativo di comprendere la concezione della Natura del regista, attraverso l’analisi della trama.



di Tommaso Bertollo


La competizione nella sua concezione comune si identifica come una lotta cieca, che prevede come unico scopo la sottomissione, l’annichilimento dell’avversario, e così, tristemente, anche quello del “vincitore”.




Tra le grandi conquiste tecnologiche del periodo vanno menzionate lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica. La ricerca, invero insistente, in questi ambiti ha aperto una serie di discussioni e diatribe relative allo sviluppo e all’utilizzo di macchine intelligenti, al punto tale che la necessità di mettere ordine ad una serie di pensieri, idee e punti di vista, ha condotto tutte queste discussioni sotto l’ombrello di una nuova disciplina recentemente denominata roboetica.  



di Mario Garuglieri


A un anno dalla fine della Seconda guerra mondiale, Mario Garuglieri consegnò alla rivista Società un vivo ritratto della vita di Gramsci e del rapporto che egli ha intessuto con il fondatore del PCI. A più di settant'anni di distanza, lo scritto permette di avere un intimo sguardo sulla coerenza d'azione e di pensiero di uno dei più grandi teoreti e politici del ventesimo secolo.




Sulle orme della celebre Settima Lettera di Platone, unica epistola ritenuta autentica, raccontiamo l’esperienza che il filosofo ebbe con i governi del suo tempo. Questo tentativo di avvicinare la filosofia alla politica messa in pratica, porterà a un infelice allontanamento di Platone dalla politica stessa.




Il tempo come qualcosa di proprio di cui si dispone o, meglio ancora, in cui si dispone, eppure non del tutto nostro: in tal senso si scavalca il limite del donare e del prendere, perché il tempo è qualcosa di cui abbiamo sentore, che pensiamo di utilizzare, ma qualcosa di nostro solo in parte.




Si propone una riflessione su come e perché “l’Anziano” si è trasformato da simbolo dell’autorevolezza a seccante zavorra e come questo cambiamento abbia influito sul nostro modo di pensare.




La strumentalizzazione delle tragedie che si stanno verificando in queste ore ai confini europei e siriani è inaccettabile. Perché nessuno parla di diritti umani? Dove sono le Nazioni Unite? Se i media non sono interessati a mostrare la verità, allora è nostro dovere provare a farlo.




Anche lo Stato molto spesso viene preso come bersaglio dal vittimista. Le istituzioni e le leggi vengono viste solamente come qualcosa di esterno, costrizioni immotivate nei confronti del cittadino.